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Il procuratore generale Sottani:
«Inaccettabili le offese
ai legali di Oseghale»

MACERATA - Il magistrato interviene sugli episodi avvenuti ieri durante l'udienza preliminare per l'omicidio di Pamela Mastropietro: «Doveroso garantire le regole costituzionali. Ho visto quello che è accaduto e mi sono sentito con il prefetto, mi sembrava opportuno dare un segnale di presenza e domani sarò in città. I processi non possono svolgersi in un clima di intimidazione verso la difesa. Valuteremo gli interventi necessari per evitare che si ricreino situazioni simili». Poi risponde sulla mafia nigeriana: «Associazioni sono state accertate in tutte le Marche, ma non di carattere mafioso»
martedì 27 Novembre 2018 - Ore 20:36 - caricamento letture
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Un momento del sit in

 

di Gianluca Ginella

«Ho visto quello che è accaduto e mi sono sentito con il prefetto di Macerata, mi sembrava opportuno dare un segnale di presenza sul posto e domani sarò in città. Faremo il punto per evitare che la prossima udienza si ricreino situazioni simili. Non è accettabile che ci siano queste forme di offesa nei confronti dei difensori».

Il procuratore generale Sergio Sottani

A dirlo è il procuratore generale delle Marche, Sergio Sottani, che domani sarà a Macerata per un incontro in prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Saranno presenti il prefetto Iolanda Rolli e il procuratore Giovanni Giorgio. L’incontro nasce dalla manifestazione che si è svolta ieri davanti al tribunale di Macerata in cui alcune persone hanno offeso gli avvocati difensori di Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro lo scorso 30 gennaio. Ieri Oseghale è comparso davanti al gup Claudio Bonifazi per l’udienza preliminare. Il nigeriano è stato rinviato a giudizio dopo che il giudice ha respinto la richiesta di fare il rito abbreviato condizionato all’ascolto di sei testimoni, tra cui 4 consulenti, due per accusa e due per difesa. Un’udienza che si è svolta in un clima rovente in cui alcuni manifestanti se la sono presa con gli avvocati del nigeriano, Simone Matraxia e Umberto Gramenzi («mi hanno anche sputato») e hanno gridato frasi come «Vai a buttare quella laurea, a zozzo. Difendi gli italiani». Non è stato risparmiano il sindaco Romano Carancini, né Oseghale, qualcuno ha detto «datelo a noi, pensiamo noi a lui».

Una frase, quest’ultima, «che non merita neanche un commento» dice il procuratore Sottani che sottolinea: «il processo deve essere svolto nelle massime forme di rispetto per tutti. Non può svolgersi in un clima di intimidazione verso la difesa. Credo sia doveroso garantire le regole costituzionali del processo, e io e il procuratore di Macerata siamo in sintonia». Ai legali il procuratore Giorgio ieri ha espresso la sua vicinanza, solidarietà è arrivata anche dall’Ordine degli avvocati di Macerata e dalla Camera penale di Macerata. Gli avvocati di Oseghale finito il processo sono stati fatti uscire da un ingresso secondario del palazzo di giustizia e scortati.

Oseghale ieri al processo

L’obiettivo del comitato che si riunirà domani è quello di fare il punto della situazione e di andare oltre proiettandosi all’udienza del 13 febbraio del prossimo anno quando si aprirà il processo di Corte d’assise al tribunale di Macerata. «Dobbiamo evitare che la prossima udienza si ricreino situazioni simili e verranno valutati gli interventi necessari. Cercheremo anche di capire perché ieri quelle situazioni si sono verificate» dice il procuratore Sottani. Sulla vicenda di Pamela lo zio Marco Valerio Verni, anche avvocato della famiglia, in una intervista uscita domenica aveva richiamato le parole del procuratore generale sulla mafia nigeriana, invitando a indagare anche su questo. «Ricordo sempre la distinzione tra associazioni per delinquere di nigeriani, e l’associazione mafiosa nigeriana. Sono due cose diverse, c’è un vincolo diverso tra gli associati. Associazioni di soggetti nigeriani dediti allo spaccio sono state accertate in tutte le Marche. Ad oggi invece non ci sono state indagini che abbiamo portato ad accertare la presenza di associazioni mafiose di nigeriani. Bisogna trovare elementi che caratterizzino le associazioni in senso mafioso» spiega Sottani.



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