facebook twitter rss

Rabbia e urla davanti al tribunale,
offese e sputi agli avvocati di Oseghale
Il procuratore: «Solidarietà ai legali» (Video)

MACERATA - Da chi gridava «L'unica giustizia è quella fai da te» a chi ha rivolto offese ai difensori. Giovanni Giorgio e il presidente dell'Ordine degli avvocati intervengono per esprimere la loro condanna per l'accaduto
lunedì 26 Novembre 2018 - Ore 20:27 - caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

 

Alcuni manifestanti

 

«Datelo a noi (Oseghale, ndr) ci pensiamo noi. Se ce lo date mezz’ora ci pensiamo noi». Le proteste di fronte al tribunale di Macerata mentre era in corso l’udienza a Innocent Oseghale, accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro sono sfociate anche in insulti rivolti sia all’imputato, che agli avvocati difensori, che al sindaco di Macerata Romano Carancini. Una quarantina di persone si sono trovate per un sit in organizzato da Maricetta Tirrito, presidente della onlus “Una donna per la tutela dei diritti per le donne”. Al sit in si sono unite altre persone, giunte da diverse parti d’Italia. Molti da Roma, nessuno da Macerata, uno da Cattolica (con tanto di crocifisso) che ha urlato al sindaco Carancini «Pentiti».

 

Maricetta Tirrito

Frasi pesanti, un clima di proteste che a chi ha assistito pareva «da Medioevo». E rabbia, tanta rabbia che ha portato una delle manifestanti a inneggiare a Luca Traini (che il 3 febbraio aveva sparato a sei persone di origine africana per le strade di Macerata). «L’unica giustizia vera in Italia è la giustizia fai da te» ha urlato qualcuno. E ancora «Si processa una m… del genere». Poi agli avvocati: «Vai a buttare quella laurea, a zozzo. Difendi gli italiani». Insulti e anche sputi verso i legali di Oseghale, difesi dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi. Reazioni a queste offese sono arrivate dal procuratore Giovanni Giorgio e dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata.

 

 

Il procuratore dice che i due legali «sono stati insistentemente ingiuriati con epiteti vari e con espressioni di orientamento razzista da vari manifestanti – scrive il procuratore Giovanni Giorgio –. Esprimo il mio rincrescimento per quanto accaduto, manifestando la mia piena solidarietà ai due legali. Evidenzio che in uno Stato democratico gli avvocati ricoprono un ruolo insostituibile di garanzia. Senza contare che i due citati avvocati avevano chiesto la definizione con rito abbreviato del processo in questione, condizionato all’ascolto – nel contraddittorio delle parti – dei loro due consulenti medico-legali e di un teste, ottenendo anche il parere favorevole di questo ufficio, che aveva chiesto – a controprova – l’ascolto di un testimone e dei propri due consulenti medico-legali, ad eventuale confutazione delle argomentazioni sviluppate dai due consulenti e dal teste della difesa. In tal modo, sarebbe stato possibile giungere ad una definizione rapida del processo, evitando la presumibile audizione di circa 50 testimoni in dibattimento dinanzi alla Corte di Assise».

Gli avvocati di Oseghale: Simone Matraxia e Umberto Gramenzi (a destra)

Sul processo il procuratore aggiunge che «la celebrazione del giudizio abbreviato condizionato, sollecitata dalla difesa, qualora la tesi accusatoria fosse stata integralmente accolta, avrebbe potuto comunque comportare per l’Oseghale il rischio di essere condannato all’ergastolo». La speranza, conclude il procuratore, è che «nel pieno rispetto dell’autonomia decisionale nei rispettivi ruoli istituzionali – prima di detta udienza si possa raggiungere con tutti i difensori delle altre parti processuali un accordo finalizzato a contenere – per quanto possibile – l’espletamento delle prove orali (cosiddetto patteggiamento sulle prove), in modo da giungere ad una sentenza di primo grado, prima dell’estate del 2019».

Il procuratore Giorgio questa mattina in tribunale

Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Maria Cristina Ottavianoni, è intervenuta con una nota in cui si legge: «Le cronache dell’odierna udienza davanti al Gup del Tribunale di Macerata, che ha visto protagonista Oseghale hanno riferito anche di una dura contestazione nei confronti dei difensori di quest’ultimo, fatti oggetto di insulti e sputi. Ferma l’estrema gravità dei delitti in danno di una ragazza indifesa contestati all’imputato – dice l’avvocato Ottavianoni -, detta circostanza non può passare sotto silenzio. E’ evidente, infatti, che stiamo rischiando la messa in discussione di uno dei principi fondamentali del vivere civile; quello cioè dell’inderogabilità del diritto alla difesa garantito a chiunque dalla nostra Costituzione. Di qui la nostra recriminazione e la nostra solidarietà ai due colleghi, prima ancora che come ordine professionale, come cittadini di questo Paese».

(Gian. Gin.)

 

 

Innocent Oseghale in tribunale

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons
X