Insulti e sputi ai legali di Oseghale,
«Necessario tutelare ruolo della difesa»

MACERATA - Camera penale interviene dopo l'episodio di ieri all'ingresso degli avvocati in tribunale per l'udienza preliminare per l'omicidio di Pamela Mastropietro
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Gli avvocati Simone Matraxia (a sinistra) e Umberto Gramenzi ieri in tribunale

 

Insulti e sputi agli avvocati di Innocent Oseghale davanti al tribunale di Macerata, «la presenza della difesa assicura il coretto svolgimento del processo e garantisce la legittimità della decisione finale». A dirlo è la Camera penale di Macerata in una nota. Ieri i legali di Oseghale, Simone Matraxia e Umberto Gramenzi sono stati insultati all’ingresso in tribunale per l’udienza preliminare per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Insulti rivolti da alcuni dei manifestanti che ieri hanno inscenato un sit in di fronte al palazzo di giustizia. Il presidente di Camera penale, Renato Coltorti e il segretario, Marielvia Valeri, sottolineano «la necessità di tutelare il sereno e libero esercizio del ruolo della difesa tecnica in ogni processo penale». Nella nota parlano di «inciviltà di chi confonde la figura professionale del difensore con quella dell’imputato. Quella dell’avvocato difensore è una figura ed una funzione che trova consacrazione e tutela sia mei principi costituzionali che nelle convenzioni internazionali. la presenza della difesa nel processo assicura il suo corretto svolgimento e contribuisce a garantire la legittimità della decisione finale, sia essa di condanna o di assoluzione».

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Oseghale ieri al processo

Il diritto ad una difesa «libera, indipendente, preparata è irrinunciabile anche di fronte ai delitti più efferati e non può essere consentito che chi esercita coscienziosamente tale funzione venga sottoposto ad insulti e minacce solo per il ruolo che riveste – prosegue la nota di Camera penale –. Tutto ciò a voler prescindere dal principio di presunzione di innocenza sino alla sentenza definitiva di condanna. Apprezzando la solidarietà espressa dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Macerata ai colleghi oggetto dell’aggressione, confidiamo che la consapevolezza di quanto sopra ricordato possa permettere che il proseguo del processo si svolga in un clima libero da tali attacchi che possa permettere a tutti i soggetti chiamati a partecipare allo stesso (giudici, avvocati e pubblico ministero) di svolgere pienamente ed al meglio le rispettive funzioni al fine di garantire lo svolgimento di un giusto processo per tutte le parti coinvolte (imputato e parti civili)».

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