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Macerata, clima da stadio
Il prefetto: «Abbassare i toni»

CAOS AL TRIBUNALE – Si è riunito il Comitato provinciale su sicurezza e ordine pubblico. Iolanda Rolli: «Vanno tutelati sia il diritto a manifestare che quello di difesa. Alla prossima udienza del processo di Oseghale serve un clima sereno». Il procuratore Giorgio ha affidato le indagini alla Digos, da chiarire sia gli episodi di offese ai legali del nigeriano, che se ci sia stato il reato di oltraggio al sindaco di Macerata nella sua qualità di pubblico ufficiale. Intanto un organizzatore interviene sull’accaduto: «Nessuno sputo agli avvocati»
mercoledì 28 Novembre 2018 - Ore 20:01 - caricamento letture
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Momenti di tensione davanti al tribunale

Riunione del Comitato sicurezza

 

di Gianluca Ginella (foto di Fabio Falcioni)

Macerata torna al centro di un teatro che dai fatti di cronaca sfociano nella politica. Era successo a febbraio e si sta ripetendo in questi giorni con l’inizio del processo a Innocent Oseghale e la manifestazione che si è svolta di fronte al tribunale di Macerata. Manifestazione in cui sono stati offesi i legali del nigeriano accusato di aver barbaramente ucciso la 18enne Pamela Mastropietro lo scorso 30 gennaio per poi farne a pezzi il corpo.

Il tavolo sulla sicurezza

Era anche stato pesantemente contestato il sindaco di Macerata, Romano Carancini, qualcuno ha fatto il saluto fascista e ha inneggiato al gesto compiuto da Luca Traini che aveva sparato a sei migranti per le vie di Macerata. In realtà anche se tutto è avvenuto a Macerata al sit in hanno preso parte persone venute da fuori regione (per lo più da Roma). Una situazione che ha portato alla convocazione del Comitato provinciale su ordine e sicurezza pubblica che si è riunito oggi pomeriggio. La riunione è durata circa un’ora, dalle 15. Il prefetto al termine dell’incontro ha sottolineato: «Dobbiamo trovare il modo di abbassare i toni. C’è il diritto a manifestare e c’è il diritto di difesa e devono essere entrambi tutelati. Parliamo di 18 persone che hanno manifestato, secondo quello che è risultato nel corso dell’incontro. Si è voluto analizzate quello che era successo.

Il procuratore Sergio Sottani con il prefetto Iolanda Rolli

L’incontro si è svolto con molta tranquillità. Bisogna a febbraio (quando si aprirà il processo in Corte d’assise, ndr) mantenere il clima sereno. Quello che dispiace – dice ancora il prefetto – è il riversarsi su Macerata di qualcosa che viene dall’esterno e che non è proprio di questo contesto». Il prefetto conclude dicendo che sull’accaduto «sono in corso le indagini della Digos coordinate dalla procura». Ieri il procuratore generale Sottani aveva sottolineato in un’intervista a Cm che voleva essere presente a Macerata per dare un segno di vicinanza. «Il processo deve essere svolto nelle massime forme di rispetto per tutti – aveva detto Sottani –. Non può svolgersi in un clima di intimidazione verso la difesa. Credo sia doveroso garantire le regole costituzionali del processo, e io e il procuratore di Macerata siamo in sintonia».

I procuratori Giorgio e Sottani all’uscita dalla riunione in prefettura

All’incontro oltre a Sottani e al prefetto, hanno partecipato il procuratore Giovanni Giorgio, il questore Antonio Pignataro, il dirigente della Digos Maria Nicoletta Pascucci, il colonnello Michele Roberti (comandante provinciale dei carabinieri), il maggiore Luigi Ingrosso (comandante della Compagnia di Macerata), il colonnello Amedeo Gravina (comandante provinciale della Guardia di finanza), il presidente dell’Ordine degli avvocati di Macerata, Maria Cristina Ottavianoni, il sindaco di Macerata Romano Carancini.

Sulla vicenda interviene anche Gaetano Ferrieri, portavoce dell’associazione Altea, di Mirano (provincia di Venezia). E’ stato lui a chiedere il permesso per il sit in. «Non abbiamo sputato agli avvocati – sottolinea Ferrieri –. C’è stato qualcuno che ha gridato di vergognarsi, però non è stato sputato loro e non sono stati aggrediti. Non sono stati nemmeno avvicinati perché quando sono arrivati in tribunale con l’auto quando sono scesi sono stati circondati dalla Digos e portati dentro il tribunale. A me il sindaco di Macerata ha dato del fascista, cosa che non sono, perché gli chiedevo di far commissariare la comunità che aveva ospitato Pamela. Per Pamela abbiamo anche fatto altre manifestazioni in Italia».

 

Intanto il procuratore su quanto accaduto ha affidato indagini alla Digos di Macerata. La polizia dovrà verificare se in occasione della manifestazione siano stati commessi reati perseguibili d’ufficio o a querela di parte.

In particolare dovrà essere verificato se il sindaco Carancini, sia stato oggetto di critiche sia pur aspre (però non penalmente rilevanti in base all’articolo 21 della Costituzione) o se sia stato oggetto di offese verbali connesse al suo ruolo di pubblico ufficiale, tali da giustificare la contestazione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale commesso in presenza di più persone, nella sua qualità di primo cittadino, tenuto conto di quanto emergerà dalla documentazione audiovisiva realizzata sul posto. La Digos dovrà verificare anche se siano stai commessi reati perseguibili d’ufficio nei confronti dei legali di Oseghale, gli avvocati Umberto Gramenzi e Simone Matraxia o di altri soggetti presenti sul luogo della manifestazione.

Il sindaco Carancini con il maggiore Luigi Ingrosso dopo l’incontro in prefettura

Oggi è comparsa su Repubblica, un’intervista al sindaco Carancini che ha parlato del decreto sicurezza. «Abdicheremo ai principi della nostra Costituzione e butteremo a mare la storia di un Pese che ha sempre dimostrato di essere capace di accogliere. Questa legge scardina i pilastri di un sistema che promuoveva l’integrazione e veicola la grande bugia, confondere l’immigrazione con la sicurezza». Il sindaco ha anche detto che «Macerata è una delle prime città italiane che ha investito sugli Sprar e ha vinto un premio per l’integrazione. E adesso tutta questa gente perderà il diritto a un tetto e alla possibilità di un percorso di integrazione». Nell’intervista ha risposto anche sul rischio che i migranti estromessi dall’accoglienza possano alimentare l’illegalità: «come si fa a negare che queste persone saranno facile preda della malavita? E comunque qualcuno dovrà farsene carico».

Il procuratore generale Sottani

Il questore Pignataro

Il procuratore Giorgio con il colonnello Amedeo Gravina

Il colonnello Michele Roberti con il maggiore Luigi Ingrosso

La dirigente della Digos, Maria Nicoletta Pascucci

Il presidente dell’Ordine degli avvocati Maria Cristina Ottavianoni

 

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