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Processo Oseghale
«Il testimone ha paura,
la moglie è stata minacciata di morte»

MACERATA - Domani in Corte d'assise la seconda udienza del procedimento per l'omicidio di Pamela Mastropietro. Tra i teste dell'accusa, il pentito di 'ndrangheta che rivelò di aver raccolto alcune confessioni del nigeriano nel carcere di Ascoli. L'avvocato: «Ha intenzione di collaborare, ma l'unica remora è la mancanza di protezione. E' stata fatta recapitare una bambolina con la testa tagliata e la scritta 'Fate questa fine'»
martedì 5 Marzo 2019 - Ore 11:07 - caricamento letture
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Innocent Oseghale in tribunale il 13 febbraio

 

«La moglie è già stata oggetto di minacce, le è stata fatta recapitare una bambolina con la testa tagliata e la scritta ‘Fate questa fine‘».  Sono le parole dell’avvocato Maria Claudia Conidi, legale di Vincenzo Marino, pentito di ‘ndrangheta senza protezione dal 2012, tra i testimoni di accusa nel processo a carico di Innocent Oseghale. Domani in Corte d’Assise a Macerata è prevista la seconda udienza del processo che vede il 30enne nigeriano imputato per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza romana trovata a pezzi in due trolley lungo la strada a Casette Verdini. E proprio Marino sarà uno dei testimoni dell’accusa che sarà ascoltato domani, dopo aver rivelato di aver raccolto alcune confessioni di Oseghale nel carcere di Ascoli.

La madre di Pamela, Alessandra Verni

«Verrà consegnato coattivamente in udienza – ha spiegato il legale all’AdnKronos –  Gli ho consigliato di rimettersi alla clemenza della Corte, rappresentando le sue difficoltà: ha intenzione di collaborare, ma l’unica remora è la mancanza di protezione». In tutto sono 33 i testimoni dell’accusa (una cinquantina in totale), e domani saranno sentiti anche alcuni carabinieri che indagarono sull’assassinio della 18enne. Atteso in aula anche l’imputato. L’accusa è sostenuta dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Stefania Ciccioli, mentre l’imputato è difeso dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi. A presiedere la Corte il giudice Roberto Evangelisti, affiancato dal giudice Enrico Pannaggi e dai membri della giuria popolare. Il processo si è aperto il 13 febbraio, con una decina di manifestanti fuori dal tribunale,  a sostegno dei genitori della ragazza uccisa, parti civili nel processo e assistiti dal legale Marco Valerio Verni, zio della 18enne.

Pamela Mastropietro

Secondo l’avvocato Conidi però, la situazione per il pentito sarebbe diventata preoccupante proprio dopo essere diventate teste di accusa di Oseghale, con tanto di minacce di morte arrivate alla moglie. «Marino ha collaborato, sta collaborando e intende collaborare in futuro», sottolinea l’avvocato Conidi secondo la quale «non c’è una ragione logica» della revoca della protezione. Il legale propone dunque un rinvio della deposizione di domani in attesa di una risposta concreta sulla riammissione al programma di protezione «per consentire a Marino di deporre in maniera più serena», conclude l’avvocato Conidi, secondo la quale sapendo che la sua famiglia è al sicuro, il testimone avrà «la mente più lucida e la deposizione sarà più lineare e proficua».

 



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