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Sit in davanti al tribunale,
la ricostruzione dell’organizzatrice
Di Pietro: «Spettacolo indegno»

MACERATA - Maricetta Tirrito: «Non c’è stato nessuno sputo. Qualcuno ha alzato i toni perché si è sentito schernito. Agli avvocati è stato chiesto chi li pagasse». Il segretario del Pd esprime solidarietà ai legali e al sindaco Carancini
giovedì 29 Novembre 2018 - Ore 20:47 - caricamento letture
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Sit in davanti al tribunale, l’organizzatrice: «nessuno sputo, gli avvocati fatti scendere dove stavamo noi per la manifestazione. Perché è stato concesso?». Il segretario del Pd di Macerata «davanti al tribunale uno spettacolo indegno e allucinante. Un gruppo di oltranzisti venuti da varie parti d’Italia per oltraggiare gli avvocati e che ha offeso il sindaco».

Maricetta Tirrito durante il sit in di fronte al tribunale

Continuano le prese di posizione e gli interventi dopo la manifestazione che si è svolta davanti al palazzo di giustizia di Macerata lunedì in occasione dell’udienza preliminare in cui Innocent Oseghale era imputato per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Interviene l’organizzatrice, Maricetta Tirrito, presidente della onlus Una donna per i diritti delle donne. «Occorre chiarire la dinamica degli eventi premettendo doverosamente che nessuno sputo è stato mai rivolto a chicchessia». Secondo Tirrito occorre «contestualizzare alcuni toni accesi su cui pure si è scritto, richiamando addirittura delle paventate minacce al diritto di difesa del signor Oseghale.

Saluto romano davanti al tribunale di Macerata

Questi i fatti: mentre alcuni dei partecipanti già erano nel piazzale antistante al Tribunale – dice Tirrito –, reggendo degli striscioni inneggianti alla giustizia per Pamela, è sopraggiunta all’improvviso una macchina bianca che, invadendo lo spazio a noi regolarmente concesso, incalzava i suddetti, costringendoli a spostarsi ed a richiudere per qualche momento anche lo striscione che sostenevano. Dopodiché, si fermava nel parcheggio destinato alle persone invalide. Successivamente, scendeva dalla macchina un signore che solo dopo si apprendeva essere uno dei due legali di Oseghale. Chiaro che, a quel punto, qualcuno possa aver pensato ad un atto provocatorio – dice Tirrito –, visto che poi, tra l’altro, seguiva subito un’altra auto che si parcheggiava subito accanto quella di cui sopra. Ne scendeva una persona che, affiancatasi al signor Matraxia, si allontanava con lui sorridendo ed entrando nel tribunale. Perché sono arrivati fin lì? E perché gli è stato permesso? Una provocazione?

Ad ogni modo è stato quasi naturale che qualcuno si possa esser sentito schernito ed umiliato da questo loro comportamento e di conseguenza aver alzato i toni ma semplicemente chiedendo loro chi li pagasse (sulla questione ricordo che c’è anche una interrogazione parlamentare) e perché lo facessero visto che da avvocati di fiducia hanno coscientemente deciso di assistere una persona accusata di aver violentato e ucciso una ragazzina di 18 anni e aver confessato di aver fatto poi tutto il resto (ossia averla depezzata chirurgicamente, scuoiata, scarnificata, lavata con la varechina messa in due trolley è lasciata su una strada). Giusto il diritto di difesa, ma altrettanto giusto quello di manifestare il proprio pensiero esprimendo le relative perplessità».

Tirrito conclude: «Rinnoviamo la nostra vicinanza alla famiglia di Pamela, che è da ritenersi estranea, naturalmente a qualsivoglia coinvolgimento diretto o indiretto. Dell’accaduto abbiamo i filmati che mettiamo sin da ora a disposizione delle autorità competenti. Per quanto invece concerne il comportamento dei due legali invieremo un esposto all’Ordine degli avvocati perché valuti eventuali provvedimenti». Sulla questione comunque la procura ha avviato una indagine. Solidarietà ai legali è stata espressa sia dall’Ordine degli avvocati di Macerata che dalla Camera penale di Macerata oltre che dal procuratore Giovanni Giorgio.

Stefano Di Pietro

Il segretario comunale del Pd, Stefano Di Pietro, sull’accaduto dice che «si è avuto uno spettacolo indegno e allucinante. Un gruppo di oltranzisti venuti da varie parti d’Italia ha oltraggiato gli avvocati difensori del nigeriano arrivando a sputargli addosso e ha offeso il sindaco di Macerata Carancini con toni violenti e inneggianti al fascismo. Nella ferma convinzione che la giustizia debba arrivare ad una severa condanna per chi si è macchiato di un orribile crimine, non possiamo far altro che esprimere solidarietà agli avvocati difensori e al sindaco di Macerata per gli insulti ricevuti e condannare senza mezzi termini chi, ancora una volta strumentalizzando cinicamente la morte della povera Pamela Mastropietro, inneggia a metodi antidemocratici e manifesta la propria assoluta mancanza di senso civico, peraltro nuocendo gravemente all’immagine della città di Macerata e dei suoi cittadini, che hanno antiche e ferme tradizioni democratiche e di coesione sociale».

 

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