Spaccio di droga,
partito il processo di Oseghale:
rigettate le richieste della difesa

MACERATA - Oggi si è svolta in tribunale la prima udienza in cui il 30enne nigeriano è accusato di alcuni episodi di cessioni di droga. Processo rinviato al 22 febbraio
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Innocent Oseghale

 

di Gianluca Ginella

Spaccio, al via il processo a Innocent Oseghale. Questa mattina al tribunale di Macerata si è aperto il processo con imputato il nigeriano 30enne accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro. Mentre il processo per omicidio si aprirà di fronte alla Corte d’assise il 13 febbraio, quello per lo spaccio di droga è partito oggi. Oseghale non era presente all’udienza. Per l’indagine sulla droga erano indagati, insieme a Oseghale, anche Desmond Lucky e Lucky Awelima gli altri due nigeriani che finirono sotto inchiesta per l’uccisione della 18enne (morta il 30 gennaio dello scorso anno) e che successivamente sono usciti dall’indagine. I due nigeriani erano stati condannati, in abbreviato, a sei anni (Desmond Lucky) e a 8 anni (Awelima). L’udienza si era tenuta il 17 ottobre scorso davanti al Gup Claudio Bonifazi.

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L’avvocato Simone Matraxia

Per Oseghale invece i difensori (gli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi) avevano deciso di fare il processo con rito ordinario. L’indagine sulla droga era nata dalle investigazioni sull’omicidio della 18enne romana.  A Oseghale e a Desmond Lucky viene contestata anche la cessione di una dose di eroina, il 30 gennaio, a Pamela, in cambio di 30 euro. Al 30enne viene contestato lo spaccio di 99,6 grammi di eroina in base ad una fotografia scattata con il suo cellulare e in cui si vedeva la droga. Accusa che veniva mossa anche ad Awelima. Tra le contestazioni mosse ad Oseghale compaiono anche 120 cessioni di marijuana ad un cliente. Inoltre deve rispondere di una dose di eroina che gli era stata trovata nelle tasche dei pantaloni quando era stato portato in carcere.

Nell’udienza di questa mattina l’avvocato Matraxia ha sollevato l’eccezione della non utilizzabilità al processo delle intercettazioni fatte nel carcere di Ascoli a Oseghale. Secondo il legale del nigeriano il gip aveva consentito le intercettazioni con apparecchiature della procura e non esterne (che furono quelle utilizzate). Il giudice Marika Vecchiarino si è ritirata per decidere. Eccezioni rigettate e processo rinviato al 22 febbraio per sentire i primi 3 testimoni. 

 



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