Banca Marche, i piccoli azionisti
chiedono un’assemblea dei soci

Insoddisfatti dal silenzio dei commissari, le associazioni in difesa degli azionisti minori vogliono chiarezza sulla situazione e su quale tipo di soluzione si sta valutando. Dopo aver parlato di "beffa", chiedono alla banca di recuperare quei quattro milioni di sanzioni non pagate dagli ex vertici e di procedere con l'azione di responsabilità. Sandro Forlani: "Da quanto sappiamo, a nessuno sono stati bloccati i conti correnti"
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Un'assemblea dei piccoli azionisti a Jesi (foto di repertorio)

Un’assemblea dei piccoli azionisti a Jesi (foto di repertorio)

di Marco Ricci

Fiducia nel lavoro dei commissari Feliziani, Terrinoni e Inzitari, ma richiesta di chiarezza e di informazioni da parte dei piccoli azionisti e dei dipendenti chiamati a raccolta dalla loro associazione di Jesi e da DipendiamoBancaMarche, associazione che unisce azionisti e dipendenti. Non contenti di non aver mai incontrato ufficialmente i commissari straordinari nonostante le varie richieste, le due associazioni, guidate rispettivamente da Bruno Stronati e da Sandro Forlani, hanno invitato i commissari a indire un’assemblea dei soci per illustrare, almeno a grandi linee, quale tipo di soluzione e quale iniziative si stiano percorrendo, non solo in merito al futuro dell’istituto di credito ma anche rispetto al suo recente e non troppo felice passato.

“In un quadro molto complesso per l’intero sistema bancario – ci ha spiegato Sandro Forlani – vorremmo sapere come impatterà su quel puzzle che si sta componendo il Risiko! delle popolari, o se la possibile creazione di una bad bank di sistema vada eventualmente a incidere sullo scorporo dei crediti deteriorati di Banche Marche e dunque sul ruolo di Fonspa”. Senza mostrarsi polemico, il presidente di DipendiamoBancaMarche vorrebbe dunque vedere spazzata via la nebbia di nomi e di soluzioni possibili – dai fondi arabi, al Fondo Avvoltoio, ai vari partner bancari – per comprendere le strade che si stanno percorrendo. “Sappiamo che i commissari stanno lavorando – ha concluso il passaggio Sandro Forlani – ma credo che gli azionisti debbano sapere dove si sta andando per avere chiarezza”.

La sede di Banca d'Italia a Roma

La sede di Banca d’Italia a Roma

Le due associazioni chiedono chiarezza anche rispetto al passato, con particolare riguardo all’apertura di un’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici dell’istituto. Feliziani e Terrinoni hanno infatti richiesto da oltre un anno a Bankitalia l’autorizzazione per procedere, così come previsto dal Tub ma, stando almeno a quanto avevamo appreso qualche tempo fa, il dossier era ancora fermo in Via Nazionale. “Fondazione Carima – ha detto Forlani – aveva sottoposto all’assemblea dei soci di valutare l’apertura di questa azione già nel 2013, ma le Fondazioni di Jesi e di Pesaro non hanno aderito e anche adesso, con i commissari alla guida della banca, non sappiamo nulla di questa azione”.

La sede di Banca Marche a Jesi

La sede di Banca Marche a Jesi

Colpiti anche dal fatto che le sanzioni amministrative inflitte agli ex vertici dell’istituto siano state anticipate da Banca Marche, come di legge, ma che poi la stragrande maggioranza dei sanzionati non abbiano ripagato l’istituto (leggi l’articolo), i dipendenti e gli azionisti vogliono sapere quali iniziative abbia intrapreso l’istituto, dopo aver parlato espressamente di beffa. “Quattro milioni sono poca cosa rispetto ai miliardi di euro di crediti deteriorati – ci ha dichiarato Sandro Forlani – ma è una questione simbolica ed è importante chiederne il recupero. Da quanto sappiamo, a nessuno di costoro sono stati bloccati i conti correnti”. Le due associazioni, inoltre, si aspettano che Banca Marche si costituisca parte civile nell’eventualità di un processo penale che potrebbe avviarsi al termine delle indagini aperte da circa due anni dalla Procura di Ancona sulle cause del dissesto dell’istituto di credito.

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