Consob, la sentenza sugli ex vertici BM
dopo la modifica delle regole sanzionatorie

Slitta il verdetto contro Bianconi e gli ex sindaci e amministratori di Banca Marche dopo una sentenza del Consiglio di Stato che ha spinto la Commissione ad introdurre un'ulteriore fase difensiva. L'accusa è di aver "scientemente" occultato al mercato, prima dell'aumento di capitale del 2012, i rilievi esposti dal governatore della Banca d'Italia sullo stato dell'istituto
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Banca_Marche_Jesi (5)di Marco Ricci

Sta per ripartire il procedimento sanzionatorio che la Consob ha avviato nei confronti degli ex vertici di Banca Marche in relazione alla correttezza delle informazioni fornite al mercato al momento dell’aumento di capitale lanciato dall’istituto nel 2012. Il procedimento – aperto da Consob a luglio del 2014 nei confronti di Massimo Bianconi, dell’ex presidente Michele Ambrosini, degli amministratori e dei sindaci della banca in carica ad inizio 2012 – avrebbe dovuto concludersi nei primi mesi dell’anno, vista la durata prevista di 180 giorni come stabilito dal Tuf (leggi l’articolo). Chiusa la fase istruttoria da parte di Consob, la fase decisionale era stata sospesa nell’attesa che il Consiglio di Stato si pronunciasse su un ricorso presentato in merito ad un’altra procedura, quella aperta da Consob nel caso Arepo (Matteo Arpe) – Banca Profilo. Il 30 marzo, con la sua sentenza, il Consiglio di Stato aveva rilevato come nei procedimenti fosse necessario un rafforzamento delle garanzie del contraddittorio.

“Pur in assenza di un obbligo a rivedere il procedimento sanzionatorio e a fronte di un orientamento giurisprudenziale che rimane in larga maggioranza orientato in favore della piena legittimità del regolamento – ha comunicato ieri Consob – la Commissione ha, infatti, ritenuto opportuno accogliere le numerose istanze volte a consentire la conoscenza, da parte dell’incolpato, della relazione dell’Ufficio sanzioni amministrative prima che su di essa si pronunci il Collegio, concedendo al medesimo un termine per controdedurre sui contenuti di tale documento.” Consob ha dunque presentato ieri le sue modifiche all’iter sanzionatorio e avviato una consultazione con il mercato che si chiuderà il 13 maggio. Il nuovo regolamento andrà ad incidere sulle procedure aperte anche laddove, come nel caso Banca Marche, si è già conclusa la fase istruttoria. Le disposizioni transitorie del nuovo regolamento prevedono infatti che Consob trasmetta la relazione finale dell’Ufficio sanzioni amministrative agli ex vertici della banca i quali avranno quindici giorni di tempo per controdedurre, per poi arrivare alla decisione finale. Si immagina a questo punto, stante anche i tempi dell’entrata in vigore delle nuove regole, che l’emissione di eventuali sanzioni avverrà per l’estate.

LE CONTESTAZIONI – Consob, nelle lettere di contestazione inviate agli ex vertici di Banca Marche, aveva rilevato la mancanza di adeguate informazioni al pubblico e alla stessa Commissione sulle valutazioni, espresse a Banca Marche dal governatore della Banca d’Italia, poche settimane prima dell’apertura dell’aumento di capitale (leggi in dettaglio qui). Visco, nella sua lettera del 9 gennaio 2012, aveva espressamente parlato di “scadimento della qualità del portafoglio” e di “rilevante esposizione ai rischi creditizi e finanziari” per Banca Marche, oltre a sottolineare “elementi di crescente criticità negli assetti di governance.” L’omissione, secondo Consob, non sarebbe stata frutto di “mera negligenza” o della sottovalutazione dell’importanza che le contestazioni avessero ai fini della corretta formazione del giudizio di investimento da parte dei destinatari dell’offerta. Al contrario, l’omissione sarebbe “avvenuta scientemente e quindi al preciso fine di occultare un elemento di criticità che, se conosciuto, avrebbe potuto mettere a repentaglio il buon esito dell’aumento di capitale e il rinnovo dei vertici aziendali.” Secondo la Commissione, i destinatari del prospetto, qualora informati dei rilievi del Governatore Visco, “avrebbero potuto verosimilmente essere dissuasi dall’aderire all’offerta.” L’aumento di capitale del febbraio 2012 portò all’emissione di azioni per un controvalore pari a 180 milioni di euro. Tra i sottoscrittori, oltre a migliaia di piccoli risparmiatori, anche le Fondazioni azioniste.



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