Ex Santa Cristiana verso la richiesta
di riaprire il cantiere

La società appartenuta al gruppo Lanari, oggi Comaros Borgo, sta per avanzare la richiesta di un concordato in continuità. Rinviata ad Ancona l’udienza
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Il Santa Cristiana prima della demolizione

Il Santa Cristiana prima della demolizione

di Marco Ricci

E’ stata rinviata dal tribunale di Ancona l’udienza prevista oggi per discutere del concordato preventivo liquidatorio richiesto dalla Città Ideale srl, la società già del gruppo edile Lanari e proprietaria del cantiere dell’area ex Santa Cristiana di Numana. La società, nel frattempo, si è trasformata in Kamaros Borgo srl dalla cui proprietà è uscito l’imprenditore anconetano. Quattro sono i nuovi soci, tra cui il noto avvocato Massimo Camiciola. Il tribunale avrebbe rinviato l’udienza a seguito dell’intenzione della nuova società di riaprire il cantiere,  riservandosi di proporre un concordato con continuità, un nuovo strumento giuridico introdotto nel 2012 che permette la prosecuzione delle attività aziendali sotto l’egida del Tribunale. I legali avrebbero così chiesto un termine di venti, trenta giorni, per presentare il nuovo piano, un piano che, nelle intenzioni, permetterebbe ai soggetti creditori di riprendere ad operare e di recuperare le loro somme una volta portato a compimento il cantiere. Il tribunale, stante la richiesta, ha così rinviato l’udienza a febbraio del prossimo anno, mentre il gruppo edile è intenzionato da parte sua a convocare a breve i creditori per illustrare la proposta.

Il cantiere dell’’ex Santa Cristiana di Numana, per cui la società aveva ricevuto importanti finanziamenti da Banca Marche e Tercas, rientrava nella più complessiva operazione “Le Marche che cambiano”, un’operazione che in origine, secondo il gruppo Lanari, prevedeva la realizzazione di circa 100.000 metri quadri costituiti da villaggi turistici, alberghi 4-5 stelle, residenze, il tutto per elevare la qualità dell’0fferta turistica marchigiana. Al cantiere dell’ex Santa Cristiana si affiancavano infatti quelli in fase di realizzazione da parte della Fortezza srl, ovvero i cantieri del Borgo delle Torri di Senigallia, dell’area Adamo ed Eva di Numana e dell’area 5 Camini di Potenza Picena.

Data la rilevanze delle opere da realizzare, l’esposizione complessiva del gruppo nei confronti di Banca Marche era arrivata a circa 150 milioni di euro , con la necessità però di nuovi finanziamenti per portare a termine i cantieri. Il gruppo edile, dopo la chiusura delle linee di credito, si era rivolta al Tribunale di Ancona per ottenerne la riapertura, ma il pronunciamento del giudice Francesca Ercolini era stato favorevole a Banca Marche e a Tercas, l’altro istituto esposto in queste operazioni. Stante la decisione del magistrato, il gruppo Lanari aveva chiesto al tribunale l’apertura di diversi concordati preventivi liquidatori per alcune delle sue società, tra cui la Fortezza srl, la Città Ideale e, a metà agosto, anche l’immobiliare Zeus. Ad inizio estate era arrivato il primo pronunciamento della sezione fallimentare del tribunale dorico, con l’accettazione appunto del concordato proposto dalla Città Ideale. Adesso il cambio di nome e di proprietà, con questa nuova proposta che a breve dovrebbe venire presentata al Tribunale di Ancona.

La proposta originaria, ritenuta dai magistrati in grado di soddisfare i creditori, prevede la dismissione degli attivi della società per un valore di circa 70 milioni di euro, con i creditori garantiti da ipoteche che dovrebbero vedere completamente soddisfatte le proprie richieste grazie alla cessione del compendio immobiliare dell’ex Santa Cristiana, così come risulterebbero garantiti al 100% i creditori privilegiati. I creditori chirografari (cioè non garantiti  da pegni, ipoteche o fideiussioni personali) si dovranno invece accontentare di qualcosa in meno, circa l’80% dei circa 6 milioni di euro dovuti. Caso diverso per i crediti chirografari rilasciati da Banca Marche, con il piano che prevede un pagamento di circa il 45% dei circa 9 milioni di euro dovuti. I magistrati, pur riconoscendo la sostenibilità del concordato, ne hanno rilevato alcune criticità, tra cui la messa sul mercato di cantieri ancora in essere il cui valore potrebbe ulteriormente ridursi e la destinazione al credito chirografario del solo 10% dell’attivo. Il risultato del piano, rileva sempre il tribunale, è poi condizionato dalle decisioni di Banca Marche che è ovviamente il creditore maggiore.

Adesso starebbe però per arrivare la nuova proposta in grado di evitare la liquidazione della società, una proposta che dovrà ovviamente passare per benestare del tribunale di Ancona prima di essere eventualmente accettato dai creditori. Non è chiaro al momento come la Komaros Borgo  possa finanziare il termine del cantiere, se con risorse proprie, con l’aiuto di un istituto di credito o con quello delle società, oggi creditrici, che già operavano nell’area ex Santa Cristiana.

 

 



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