Gli ex vertici non pagano le sanzioni
Banca Marche deve anticipare 4 milioni

L'istituto ha pagato le multe ma quasi tutti i sanzionati dalla Banca d'Italia non hanno ancora ridato indietro i soldi. Già nel novembre scorso BM aveva minacciato di adire per le vie legali. Neppure l'ex dg, Massimo Bianconi, uscito con circa 2 milioni di euro dalla banca, ha saldato i conti. A Roma, intanto, la Corte d'Appello ha fissato per aprile del 2016 la seconda udienza sui ricorsi
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Massimo Bianconi e Michele Ambrosini

Massimo Bianconi e Michele Ambrosini

di Marco Ricci

Non hanno ancora pagato le multe quasi tutti gli ex vertici di Banca Marche raggiunti a luglio dello scorso anno da oltre quattro milioni di euro di sanzioni amministrative inflitte loro dalla Banca d’Italia, con l’istituto di credito, oggi in amministrazione straordinaria e non certo nel momento del suo massimo splendore, costretto non solo ad anticipare le somme ma anche a correre dietro a questi nuovi particolari debitori, tra cui l’ex direttore generale, Massimo Bianconi. Le sanzioni, tra le più alte comminate nella storia da Bankitalia, oltre a Bianconi – a cui Via Nazionale ha applicato il massimo previsto dal Testo Unico Bancario per le violazioni contestategli – hanno raggiunto anche l’ex presidente Lauro Costa e l’intero Cda in carica ad aprile 2012, tutti ritenuti responsabili di violazioni nelle disposizioni sulla governance, di carenze nell’organizzazione e nei controlli interni, nonché nella gestione e nel controllo del credito. La Banca d’Italia, nello stesso frangente, ha sanzionato l’ex vice direttore di Banca Marche, Stefano Vallesi, così come i membri del collegio sindacale ritenuti responsabili di omesso controllo.

La sede di Banca d'Italia a Roma

La sede di Banca d’Italia a Roma

Nonostante gli ex vertici abbiano impugnato subito il provvedimento ricorrendo alla Corte di Appello di Roma, il pagamento era però immediatamente esecutivo dal momento dell’emissione delle multe.E se i sanzionati non hanno saldato i conti con la Banca d’Italia, a pensarci è stata Banca Marche che, come previsto dal Testo Unico Bancario, si è trovata costretta prima ad anticipare il totale delle sanzioni e poi a correre ai ripari. Così, già a novembre dello scorso anno, l’istituto di credito ha chiesto agli inadempienti, in modo perentorio e tramite raccomandata, di provvedere entro cinque giorni al pagamento di quanto dovuto, con la minaccia di dare il via alle iniziative giudiziali per recuperare il credito. Stante la cospicuità delle cifre, la banca si era anche detta disponibile, dietro opportune motivazioni, a concedere una rateizzazione, come nei confronti di un qualsiasi debitore o di una famiglia che non riesce versare una rata del mutuo. Ma anche questo non è bastato agli ex vertici di Banca Marche, nonostante alcuni dei sanzionati – non tutti, ovviamente – dovrebbero essere abbondantemente milionari, magari anche grazie a Banca Marche i cui lavoratori, nel frattempo, hanno ridotto il loro contratto integrativo, con un centinaio di precari rimasti a casa. A distanza di altri sei mesi dalla raccomandata, infatti, quasi nessuno ha ancora ridato indietro i soldi all’istituto (e viene da domandarsi se questi quattro milioni siano andati ad aggiungersi ai miliardi di euro di sofferenze), forse in attesa di quel pronunciamento di secondo grado che rischia però di andare per le lunghe.

Il tribunale di Roma

Il tribunale di Roma

Si è infatti tenuta due giorni fa la prima udienza in Corte di Appello a Roma sul ricorso contro le sanzioni di Bankitalia promosso da quasi tutti coloro raggiunti dalle sanzioni, con i giudici di secondo grado che hanno fissato per aprile del 2016 la seconda udienza, concedendo il termine del 30 novembre per la presentazione di ulteriori memorie e il 30 gennaio per le controrepliche. Alcuni dei legali degli ex dirigenti ed amministratori di Banca Marche, tra cui l’avvocato Nicola Perfetti, difensore di Stefano Vallesi, hanno inoltre sollevato diverse eccezioni, tra cui quella di legittimità costituzionale simile a quella sollevata dalla Corte di Appello di Genova solo poche settimane fa. I giudici liguri hanno infatti ravvisato seri problemi di compatibilità tra i principi stabiliti dalla Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e le procedure sanzionatorie di Consob e Banca d’Italia, sospendendo il procedimento in corso nell’attesa del pronunciamento della suprema corte. Lo stesso Perfetti ha sollevato una seconda eccezione preliminare, questa volta riguardante la mancanza di contraddittorio prima dell’irrogazione delle multe, chiedendo dunque la disapplicazione di quanto stabilito dalla Banca d’Italia. Un’analoga contestazione, ma su un caso diverso, ha riguardato a marzo di quest’anno i procedimenti Consob, costringendo la Commissione per le Società e la Borsa a sospendere gli iter sanzionatori in corso, tra cui quello nei confronti degli ex vertici Banca Marche, e a stilare un nuovo regolamento in via di applicazione.

LE SANZIONI – Bankitalia, a luglio del 2014, ha emesso sanzioni nei confronti del’ex direttore generale di Banca Marche, Massimo Bianconi, che si è visto infliggere quasi 390 mila euro di multa oltre ad ulteriori 54.000 come consigliere di amministrazione di Medioleasing. Via Nazionale ha inoltre sanzionato per 345 mila euro il maceratese Lauro Costa, 291 mila euro come presidente di Banca Marche, 54.000 come consigliere di amministrazione di Medioleasing. A Michele Ambrosini, Tonino Perini, Francesco Calai, Bruno Brusciotti, Marcello Gennari, Eliseo Di Luca, Walter Darini, Germano Ercoli, Mario Volpini, Pio Bussolotto, Massimo Cremona e Giuliano Bianchi, consiglieri in carica fino al 2012, la Banca d’Italia ha inflitto una multa di 256 mila euro ciascuno. Sanzionato per 105 mila euro anche l’ex vice direttore Stefano Vallesi mentre i membri del collegio sindacale di Banca Marche, composto nel 2012 da Piero Valentini, Franco d’Angelo e Marco Pierluca, avevano ricevuto sanzioni per 129 mila euro ciascuno.

Per Medioleasing, nell’agosto 2014, Banca d’Italia ha sanzionato invece  l’ex direttore generale, Giuseppe Barchiesi, i componenti del consiglio di amministrazione della controllata di Banca Marche (Michele Ambrosini, Lauro Costa, Tonino Perini, Massimo Bianconi e Stefano dell’Aquila) e quelli del collegio sindacale (Pietro Paccapelo, Francesca di Marino e Giovanni Caruso). Ognuno dovrà pagare 54.000 euro di multa, per un totale di quasi mezzo milione di euro. Gli addebiti mossi riguardano le carenze nell’organizzazione e nei controlli.

 



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