Azioni Bm,
Fondazione Carima svaluta ancora
In fumo 112 milioni di euro in 3 anni

Approvato il bilancio 2014, la partecipazione nell'istituto ridotta di ulteriori 44 milioni. L'esercizio chiuso con un utile di 1.6 milioni. Tagli ai costi di struttura e alle erogazioni, scese a un milione. Il presidente Gazzani verso l'addio.Tra domani e giovedì anche da Jesi e Pesaro si attende una riduzione del valore del loro portafoglio per circa 50 milioni
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La sede della Fondazione Carima

La sede della Fondazione Carima

di Marco Ricci

L’organo di indirizzo della Fondazione Carima ha approvato questo pomeriggio il bilancio 2014 segnato, come i due precedenti, dal dissesto di Banca Marche, sia in termini di redditività che di valore patrimoniale. La Fondazione, dopo le svalutazioni del 2012 e del 2013, ha infatti drasticamente ridotto anche quest’anno il valore della propria partecipazione nella banca conferitaria, portandolo dai 124 milioni di euro del 2013 agli 80 di oggi. Una contrazione di ulteriori 44 milioni di euro, con l’azione BM che è stata calcolata a 0.279 euro, il valore medio registrato dal titolo nel 2014, prima che i commissari alla guida di Banca Marche non ne interrompessero la contrattazione. Per la prima volta, la svalutazione effettuata ha portato ad intaccare il Fondo di dotazione dell’ente, facendo così scendere il patrimonio netto complessivo a 154 milioni, mentre negli anni precedenti si era attinto alle riserve. La perdita patrimoniale complessiva dovuta al dissesto dell’istituto di credito, perdita considerata “ormai di natura durevole”, ammonta per la Fondazione Carima a circa 112 milioni di euro dal 2012.

Anche le Fondazioni di Jesi e Pesaro, che approveranno i loro bilanci tra domani e giovedì, prevedono un abbattimento del valore del proprio portafoglio BM, seppure le azioni verranno poste a bilancio a valori maggiori di quanto abbia fatto Macerata. Jesi dovrebbe abbassarle domani a 0.35, andando a registrare una nuova contrazione di patrimonio pari a circa 11 milioni di euro e che, aggiunta alla svalutazione del 2013, comporterà per la Fondazione una perdita complessiva di 29 milioni in due anni. Il bilancio della Fondazioni Carisj 2014 dovrebbe chiudersi in pareggio. Se Pesaro, come sembra, utilizzasse un criterio simile a quello di Jesi, per l’ente il nuovo abbattimento patrimoniale varrebbe quest’anno circa 40 milioni di euro, una cifra a cui si possono aggiungere i 70 milioni del 2013. La Fondazione di Fano, nel 2014, ha invece lasciato il valore dell’azione a 0.495 euro, dopo aver svalutato per circa 24 milioni nel 2013. Nel complesso, dunque, le quattro Fondazioni avrebbero già visto ridurre di circa 275 milioni di euro il loro patrimonio dall’inizio della crisi della banca conferitaria.

Lo stemma storico di Fondazione Carima

Lo stemma storico di Fondazione Carima

Una crisi, quella di Banca Marche, ben chiara alla Fondazione Carima, tanto da rendere difficile ipotizzare all’ente maceratese “in quali termini l’azienda possa tornare a genere valore per gli azionisti consentendo a questi di recuperare il valore dell’investimento effettuato.” A Macerata, non ci si fa troppe illusioni sul poter contare, anche in un prossimo futuro, sui dividendi della banca, fino a pochi anni fa la principale fonte di redditività. “Le note difficoltà in cui versa la conferitaria – si legge nel bilancio – inducono a rivedere in senso fortemente restrittivo le prospettive economiche e di dividendo future con un conseguente rilevante allungamento del periodo atteso di mancata distribuzione dei dividendi.”

E la mancanza dei dividendi di Banca Marche si è ripercossa per il secondo anno in maniera significativa sugli utili dell’ente, con il bilancio che si è comunque chiuso con un avanzo di esercizio di circa 1.6 milioni di euro derivante in buona parte dalla gestione del portafoglio finanziario. Nel 2012, per avere un confronto, l’utile fu di circa 10 milioni. Anche per il 2014 la Fondazione ha deciso di non intaccare, seguendo criteri “prudenziali”, i fondi di stabilizzazione delle erogazioni, abbassando però la quota destinata nel 2014 alle erogazioni future a circa 1 milione di euro. La cifra rappresenta un sesto di quanto l’ente deliberò nel 2010 e due terzi rispetto al 2013.  Secondo le intenzioni, l’ente proseguirà ancora il contenimento dei propri costi di struttura. Le spese per gli organi statutari, ridotte di un quarto rispetto all’anno precedente, hanno ancora assorbito nel 2014 quasi 300.000 euro.

Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima

Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima

L’ADDIO DI GAZZANI – Con il bilancio 2014, si chiude di fatto anche l’attività del Consiglio di Amministrazione in carica dall’aprile del 2011, con Franco Gazzani che, avendo raggiunto il limite dei due mandati consecutivi, lascerà a breve la presidenza della Fondazione, come avrebbe egli stesso ricordato durante le riunioni di oggi. Una presidenza sicuramente travagliata a causa del dissesto Banca Marche, quella di Gazzani, il quale sicuramente più di molti si è però battuto per far luce sull’accaduto senza minimizzare, fin da prima della semestrale 2012, la possibile crisi di Banca Marche, rompendo in maniera netta con altri storici esponenti del mondo economico locale. In diverse circostanze, anche con le consorelle di Pesaro e Jesi i rapporti sono stati tesi , a partire dalla  richiesta di aprire un’azione di responsabilità da parte della banca nei confronti degli ex amministratori dell’istituto di credito, richiesta bocciata dalle altre due Fondazioni. A Gazzani è stato spesso rinfacciato di non aver favorito nel 2007 la vendita di Banca Marche, una scelta però che il Presidente non ha mai rinnegato, ovviamente alla luce dello stato dell’istituto in quel momento.

Palazzo Ricci, sede della Collezione di arte contemporanea

Palazzo Ricci, sede della Collezione di arte contemporanea

LE EROGAZIONI – Nel 2014 la Fondazione Carima ha deliberato 1.4 milioni di euro di interventi finanziati negli anni precedenti. Non avendo aperto lo scorso anno un nuovo bando, la maggior parte dei progetti finanziati sono della Fondazione stessa o coordinati dall’ente. I fondi sono stati destinati per il 40% agli ambiti Salute Pubblica e al Volontariato, mentre un altro 45% al settore Arte, eventi e Beni Culturali le cui risorse, per circa la metà, sono state assorbite dalla gestione della collezione di Palazzo Ricci. Nell’ambito sanitario, con gli interventi del 2014 si avviano al completamento le procedure per l’acquisto della risonanza magnetica per l’ospedale di Civitanova Marche, del secondo angiografo per Macerata, una Gamma Camera, tre ecografi (due per Civitanova, uno per Macerata) e per la realizzazione di una Biobanca. La Fondazione, che ha già concesso a titolo gratuito Palazzo Squarci all’Università e Palazzo Galeotti all’Accademia, a giungo di quest’anno concederà all’Università di Macerata la sua attuale sede, Palazzo Romani-Adami. Una strategia, quella di utilizzare per la collettività il proprio patrimonio immobiliare, che cerca di compensare la ridotta quantità di erogazioni riversate sul territorio, così come il ruolo organizzativo e di struttura che la Fondazione intenderebbe ritagliarsi per il futuro.

 

 

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