Banca Marche, vicinissima la soluzione
All’orizzonte il fondo “avvoltoio”

A un passo la chiusura di uno dei dossier più spinosi sul tavolo della Vigilanza. I rumors danno ormai per imminente la firma di un accordo vincolante con Fospa. Possibile l'ingresso nel capitale dell'istituto della Elliot Corporation di Paul Singer. Intanto sul mercato Otc prendono il volo le subordinate
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Banca_Marche_Jesi (5)di Marco Ricci

Sembra ormai essere prossima la chiusura del dossier Banca Marche, con il Credito Fondiario (Fonspa) che nel dicembre scorso aveva parlato del primo trimestre dell’anno come momento possibile per la conclusione. Se già da vari giorni alcuni rumors marchigiani, privi però di conferme, hanno dato per prossima la firma di un accordo vincolante – non è escluso che si scivoli fino a marzo – sul campo ci sono molti altri segnali che lasciano supporre come i tempi siano ormai maturi. Le obbligazioni subordinate Banca Marche, ad esempio, dopo aver stazionato per diversi mesi  sono salite di quindici punti – questo senza apparente motivo non essendo uscite particolari notizie di stampa – segno di un interesse all’acquisto dopo l’euforia dei primi mesi dello scorso anno a cui era seguito un lungo periodo di calma piatta.

Se lo schema di rilancio della banca prevede la cessione, con la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), di 5 miliardi di euro di crediti deteriorati i quali finiranno in una società veicolo per essere infine cartolarizzati, le maggiori incertezze hanno riguardato la copertura dell’aumento di capitale necessario a ripatrimonializzare Banca Marche, una cifra non trascurabile che si aggira intorno al miliardo di euro. Oltre a un chip da cento milioni di euro che verrebbe messo sul tavolo dal Fitd, buona parte dello sforzo necessario a coprire la cifra ricade su Fonspa e su uno o più partner finanziari. Dopo le voci, mai confermate, di due fondi statunitensi, la stampa nazionale  ha parlato oggi della possibile presenza di Elliot Corporation, un hedge fund speculativo statunitense. Il Fondo dovrebbe entrare nel capitale della banca con 250 milioni di euro garantendosi allo stesso tempo il diritto di veto. Fonspa invece si garantirebbe la maggioranza entrando in Banca Marche con qualcosa come mezzo miliardo di euro. Non è ancora chiaro se sarà della partita anche la Fondazione Cariverona e se la sua presenza possa aprire un Risiko! con alcune delle fondazioni marchigiane attuali azioniste dell’istituto di credito. Pesaro e Jesi, le due istituzioni più interessate da queste voci, hanno sempre smentito possibili accordi con la Fondazione di Verona mentre Macerata, da lungo tempo, è intenzionata a procedere per la sua strada.

Né Banca Marche né Credito Fondiario hanno voluto esplicitamente commentare. Elliott Corporation o meno, la soluzione per Banca Marche sembra ormai a un passo, con la Banca d’Italia che starebbe pressando per una rapida conclusione della vicenda.

Paul Singer (foto wikipedia)

Paul Singer (foto wikipedia)

Il fondo Elliot Corporation, la possibile novità di queste ultime ore, gestisce qualcosa come 21 miliardi di euro ed è guidato dal suo fondatore, Paul Singer. L’avvoltoio – come negli ambienti finanziari è ribattezzato Singer – è specialista nella speculazione sui debiti sovrani, da quelli del Congo a quelli del Perù, passando per l’Argentina a cui, nel 2012, fece sequestrare una nave scuola in Ghana. Congo e Perù a parte, l’interesse degli hedge-fund di oltreoceano per la banche italiane è risalito nelle ultime settimane, sia per la possibile riforma delle popolari che per l’ipotesi di una bad bank di sistema in grado di liberare gli istituti dai crediti deteriorati. Di recente, inoltre, si è conclusa una due diligence della Pwc sui crediti in bonis di Banca Marche. La società di consulenza avrebbe avuto come committenti proprio due fondi.

Il governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca,  in seguito alle ultime notizie sul dossier Banca Marche, si è detto intenzionato a chiedere all’ad di Fonspa, Andrea Munari, un incontro per i prossimi giorni. Il presidente della Regione ha già incontrato i vertici del Credito Fondiario nel dicembre scorso, prima di riferire l’esito  dei colloqui alle organizzazioni sindacali dell’istituto di credito.

 

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