Chirurgia tiroidea a Civitanova,
Borroni difende il trasferimento:
«151 interventi, è un centro di eccellenza»
SANITA' - Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia rivendica i risultati dell'équipe attivata nel novembre 2024 all'ospedale cittadino dopo il trasferimento da Macerata. Da novembre 2024 eseguite 43 emitiroidectomie e 108 tiroidectomie totali, con 12 casi di linfoadenectomia latero-cervicale. Complicanze in media con il dato internazionale

Centocinquantuno interventi eseguiti in poco più di un anno, un tasso di complicanze contenuto e numeri che, secondo Fratelli d’Italia, confermano la bontà della scelta di concentrare la chirurgia tiroidea all’ospedale di Civitanova. A rivendicare i risultati dell’attività è il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, intervenuto sul lavoro svolto dall’équipe multidisciplinare attiva dal novembre 2024 nel presidio sanitario cittadino.

Pierpaolo Borroni
Una struttura che nei mesi scorsi era stata al centro di un acceso dibattito politico e sanitario dopo il trasferimento dell’attività da Macerata a Civitanova, una decisione che aveva suscitato critiche e preoccupazioni da parte di esponenti politici, operatori e cittadini del capoluogo. Oggi Borroni punta sui numeri per difendere il progetto. «Risultati concreti, qualità delle cure e lavoro di squadra, sono questi gli elementi che emergono dall’attività della chirurgia tiroidea dell’ospedale di Civitanova – dice – punto di riferimento della Ast di Macerata. A testimoniarlo i numeri che recitano, dal novembre 2024 quando è stata attivata un’équipe multidisciplinare e policentrica, l’esecuzione di 151 interventi, tra cui 43 emitiroidectomie e 108 tiroidectomie totali, con 12 casi di linfoadenectomia latero-cervicale. I dati sulle complicanze confermano un elevato standard di sicurezza: ipoparatiroidismo transitorio e permanente allo 0,7%, lesioni del nervo ricorrente transitorie tra il 2% e il 3% e nessun caso permanente, ematoma cervicale tra l’1% e l’1,5%, con un tasso complessivo di complicanze contenuto tra il 5% e il 6%, in linea con la letteratura internazionale».
L’attività è coordinata dal dottor Stefano De Luca e vede il contributo del dottor Cesare Carlucci dell’Otorinolaringoiatria, dei dottori Alen Federici e Michele Tulli, in collaborazione con il dottor Guglielmo Miconi, il dottor Walter Siquini e la dottoressa Capoccetti della Medicina Nucleare. «Un lavoro di squadra che garantisce un percorso completo e integrato per i pazienti con numeri che dimostrano come nell’ospedale di Civitanova ci sia una sanità di eccellenza, confermandosi come un centro di riferimento grazie alla professionalità dei medici e alla capacità di fare rete e contribuendo a evitare ai cittadini viaggi fuori regione. Desidero rivolgere un plauso sincero al dottor De Luca e a tutta l’équipe per i risultati raggiunti. La buona sanità si costruisce così, vale a dire investendo nelle competenze, nell’organizzazione e nella qualità dei servizi. Continueremo a lavorare affinché queste esperienze virtuose vengano sostenute e rafforzate, garantendo ai cittadini marchigiani cure sempre più efficaci e accessibili» conclude Borroni.
Chirurgia tiroidea a Civitanova: «In questi 17 mesi numeri confortanti»
Non cadiamo nel tranello.
Se (de)porti un reparto con una buona casistica da un punto a un altro è chiaro che avrai numeri coerenti.
Lo scandalo nasce dal trasferire qualcosa che funziona. Sulla base di cosa? Arroganza politica e giochi di potere. È qualcosa che viene dato perché promesso? In cambio di che?
Il problema vero dietro politiche di questo tipo sta nella credibilità, che danneggia tutto il territorio.
Come pretendi di chiamare medici e personale sanitario dove c’è carenza se il contesto ti dice a chiare lettere: “tu lavora bene, che domani può essere che ti chiudo il reparto e lo trasferisco, per capriccio politico”. È la pietra tombale al merito. E vi do una notizia, noi ospedalieri vogliamo lavorare tanto, bene, ad alti livelli. Il territorio maceratese è contro questo modo di pensare, un campo minato da politiche scellerate.
Inoltre, sto modello dell’ospedale fatto a pezzi su tre sedi a chi giova? Facciamo gli Ospedaletti con qualche reparto più funzionale di qua e di là per fare titoli di giornale mentre in provincia non esiste più un ospedale degno di questo nome?
Sapete con questo modo dove andranno investimenti e pazienti? Dove gli ospedali sono completi. Fermo e Ancona.
A proposito di imprenditori, invece di un centro commerciale aprissero un ospedale sulla superstrada. Diventerebbe in poco tempo un gigante che serve Marche e Umbria. La concorrenza pubblica sta facendo di tutto per autodistruggersi, è un investimento ottimo….
Borroni, ma quante cose vuoi dire, vuoi fare, vuoi presenziare? E datti una calmata! Ricordo che nemmeno la notizia sulla Tac che doveva andare dal ex Center Covid a Civitanova Alta da te pomposamente annunciato si è avverata. Bisogna leggere il commento di Alessandro Perri che il vederti in continuazione in tutte le fotografie dove da tempo abiti e in tanti articoli a dire la tua può inflazionare anche un immagine che su quello crea la sua propaganda elettorale.