Banca Marche, Spacca incontra i sindacati
“Nessun contatto con i commissari”

Il governatore vuole incontrare l'ad di Fonspa Andrea Munari ma la politica al momento non sembra poter incidere più di tanto sulla soluzione in via di definizione. "Attenzione ai patrimoni delle Fondazioni, ai piccoli azionisti e al mercato immobiliare". I sindacati, preoccupati delle esigenze dei lavoratori, rivendicano ancora una volta un tavolo di confronto con i commissari: "Non siamo una variabile indipendente"
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Spacca ha incontrato i sindacati questo pomeriggio

Spacca ha incontrato i sindacati questo pomeriggio

di Marco Ricci

Al di là delle intenzioni, la politica regionale sembra ormai relegata ad un ruolo di comprimario nel piano di salvataggio di Banca Marche su cui stanno lavorando i tre commissari – Giuseppe Feliziani, Federico Terrinoni e Bruno Inzitari – mentre Fonspa, l’ex Credito Fondiario, terminata la due diligence avrebbe già presentato il suo piano in cui, assieme all’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, dovrebbe avere al fianco diversi fondi e investitori istituzionali. Questa è una delle considerazioni che si possono esprimere dopo l’incontro avvenuto oggi tra il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, il consigliere regionale Fabio Badiali e le rappresentanze sindacali di Banca Marche le quali, nei giorni passati, avevano chiesto un tavolo di confronto dove, oltre alla politica regionale, potessero sedersi anche i tre commissari.
Spacca, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, non avrebbe avuto nell’ultimo periodo particolari contatti con Feliziani, Terrinoni e Inzitari, ha però richiesto all’amministratore delegato di Fonspa, Andrea Munari, un incontro per discutere i temi a cuore sia della politica che dei sindacati. Ovvero il mantenimento di una banca del territorio, l’autonomia dell’istituto, la salvaguardia dei lavoratori e quella dell’economia regionale. Nel corso dell’incontro sarebbero stati ovviamente affrontati i temi legati a chi sottoscriverà insieme a Fonspa l’aumento di capitale necessario alla banca per ritornare ad operare a pieno regime. Di certezze, però, ne sarebbero uscite ben poche, con il Governatore che avrebbe parlato di diversi fondi in qualche modo collegati con il territorio e ancora dell’ipotesi di un intervento nel patrimonio dell’istituto della Fondazione Cariverona. Non è chiaro però quanto queste opzioni rientrino nel campo delle possibilità piuttosto che in quello degli auspici, anche se le parti si sono trovate concordi nella necessità di preservare il territorio in tutti i suoi aspetti e di avere ancora le Fondazioni come soggetti attivi della banca. Questo sia per la loro territorialità sia per la funzione sociale che, grazie ai dividenti della conferitaria, le cinque istituzioni – Pesaro, Macerata, Jesi, Loreto e Fano – hanno svolto negli anni. Se dunque la Regione auspica che il capitale della banca resti il più possibile nelle mani dei marchigiani, al momento non sembrerebbe esserci sul tavolo qualcosa di davvero concreto, considerando poi come le Fondazioni non siano in grado di sottoscrivere in modo consistente il prossimo aumento di capitale.“Cercherò un incontro con l’amministratore delegato di Fonspa per la prossima settimana, consapevole che i tempi per la definizione delle strategie del Piano industriale stanno ormai stringendo”, ha detto Spacca a seguito dell’incontro, “e farò presente i punti di nostro interesse, tra cui l’esigenza primaria sempre ribadita da Giunta regionale e Assemblea legislativa: la tutela dei livelli occupazionali e il valore del capitale umano, punto di forza di Banca Marche. L’istituto, ha ribadito il Governatore, “è una struttura sana e ben organizzata che opera su tutto il territorio regionale con grande capacità e competenza, tanto che in quest’ultimo periodo, pur in amministrazione straordinaria da ottobre 2013, ha garantito la tenuta della raccolta e in alcuni casi il miglioramento delle performance”. Tra gli altri auspici del governatore, l’attenzione ai piccoli azionisti e alle criticità legate alla gran mole di crediti deteriorati presenti nel portafoglio dell’istituto così come ai beni immobiliari connessi, con particolare riferimento alla stabilità del mercato nel caso gli immobili venissero massicciamente posti sul mercato.Preoccupati e innervositi  dal silenzio dei commissari, al termine dell’incontro di oggi i sindacati hanno ribadito con un loro comunicato come i tremila lavoratori dell’istituto e le loro famiglie non siano “una variabile indipendente su cui far cadere dall’alto le scelte di nuovi soggetti senza che vi sia prima un adeguato confronto”, lamentando appunto una mancanza di un tavolo di confronto e di informazioni da parte dell’azienda. I sindacati avevano già chiesto ai commissari di sedere ad uno stesso tavolo per cooperare nella stesura della soluzione e Spacca avrebbe appoggiato le intenzioni dei lavoratori, non potendo però che limitare il suo ruolo in questa vicenda a quello della “moral suation”. Ovvi, da parte dei rappresentanti sindacali, i timori legati al mantenimento dei livelli occupazionali davanti a una soluzione di cui, di fatto, hanno notizie unicamente provenienti dalla stampa.La sensazione espressa dalle parti durante l’incontro è che i tempi siano ormai vicini per una conclusione della vicenda Banca Marche, con i sindacati determinati più che mai a non essere esclusi dai tavoli di confronto, anche per la conoscenza che hanno sia del territorio che dell’istituto. Spacca, in ogni caso, avrebbe fissato un nuovo incontro con Fiba, Fabi, Uilca, Fisac e Dircredito dopo il suo eventuale colloquio con Andrea Munari.

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