Faro di Bruxelles su salvataggio Tercas
Fitd: “Nessun impatto su Banca Marche”

La commissione europea ha aperto un dossier per chiarire se l'intervento del Fondo Interbancario configuri possibili aiuti di stato. Il direttore Giuseppe Boccuzzi esclude qualsiasi ripercussione su quanto già deliberato per l'istituto marchigiano e i cui dettagli sono stati ufficialmente resi pubblici oggi. "Siamo un soggetto privato e agiamo secondo il nostro statuto." Dal 2 marzo nuovo organigramma in BM.
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di Marco Ricci

La commissione europea ha aperto oggi una procedura di indagine per possibili “aiuti di stato” nel salvataggio di Banca Tercas, in particolare per l’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi il quale ha immesso 256 milioni nel capitale dell’istituto teramano, oltre a rilasciare garanzie a fronte di determinati rischi fiscali e creditizi. Una soluzione, quella messa in campo per Banca Tercas, in qualche modo simile a quella in via di definizione per Banca Marche e già deliberata dal Fondo, tanto che l’azione della commissione europea ha creato notevole apprensione in regione per le possibili ripercussioni sul piano di salvataggio dell’istituto marchigiano. Da noi interpellato sul punto, il direttore del Fondo Interbancario, Giuseppe Boccuzzi, ha invece escluso che la procedura di Bruxelles possa avere ripercussioni su quanto già deliberato per Banca Marche.

«Escludo che l’istruttoria aperta per Banca Tercas possa avere ricadute su quanto abbiamo deliberato in relazione a Banca Marche – ci ha detto Boccuzzi – e il fatto che la Commissione possa interpretare nel caso di Banca Tercas il nostro intervento come aiuto di stato, non significa che sia così. Sarà il Ministero dell’Economia a rispondere alla richiesta di chiarimenti da parte di Bruxelles. Di fatto- ha proseguito – è stata messa a punto un’azione non dissimile da quella effettuate per molti istituti bancari in diversi paesi europei. Per quanto ci riguarda – ha proseguito – il Fitd è un consorzio privato composto da soggetti privati e che interviene come soggetto privato, dunque quanto fatto per Tercas e deliberato per Banca Marche rientra perfettamente nel quadro del nostro statuto». Venendo poi alla nuove regolamentazioni europee legate alla soluzione delle crisi bancarie – regolamentazioni che impongono l’intervento su azioni e obbligazioni prima di una possibile azione di salvataggio da parte dello Stato (il Fitd è comunque un soggetto privato), il direttore ha chiarito come al momento «tale direttiva non sia ancora stata recepita in Italia e come dunque la risoluzione delle crisi segua l’attuale disciplina».

Banca delle Marche, la sede a Jesi

Banca delle Marche, la sede a Jesi

L’INTERVENTO DEL FITD – Oggi, durante l’assemblea annuale del Fondo Interbancario, è stato reso noto nel dettaglio l’intervento deliberato per Banca Marche, un intervento articolato, come già noto, su due diverse azioni. La prima, il rilascio di una garanzia per l’importo massimo di 800 milioni di euro a favore di Banca Marche a fronte dei 2.6 miliardi di euro del valore a cui verrà ceduto, a una società  veicolo di cartolarizzazione, un pacchetto di crediti non performanti. Per la restante parte del prezzo differito, 1,8 miliardi di euro, la società veicolo di cartolarizzazione si finanzierà attraverso l’emissione di titoli senior e mezzanine. La garanzia del Fitd sarà escutibile dopo otto anni, cioè al termine del periodo previsto per il recupero dei crediti. Il secondo intervento del Fondo Interbancario prevede invece una partecipazione nella misura massima di 100 milioni di euro nel futuro aumento di capitale. «Un’operazione – scrive il Fitd nella sua relazione annuale pubblicata oggi – divisa in tre tranche, di cui la più rilevante sarebbe riservata a Fonspa. Il Fitd interverrebbe in caso di mancata integrale sottoscrizione delle tranches destinate agli attuali azionisti e a i nuovi soggetti investitori». L’intervento del Fitd, deliberato a fine luglio, è stato autorizzato dalla Banca d’Italia il 3 dicembre scorso.

Il direttore generale di Banca delle Marche Luciano Goffi

Il direttore generale di Banca delle Marche Luciano Goffi

NUOVO ORGANIGRAMMA – Se nelle dichiarazioni del Fidt c’è dunque Fitd  una conferma dello schema di salvataggio in atto, Banca Marche, in attesa del lieto fine,  ha modificato nei giorni scorsi il proprio organigramma, anche per la recente uscita dal gruppo del direttore commerciale, Filippo Corsaro. Da lunedì prossimo Luciano Goffi, l’attuale direttore generale,  prenderà l’interim della direzione commerciale. Goffi, in ogni caso, dovrebbe affidare ampie deleghe a Giordano Fulvi, capo servizio pianificazione commerciale, la cui attività fungerà da coordinamento dei vari servizi che fanno parte della direzione commerciale. Sempre dal 2 marzo, Giancarlo Senesi sarà il nuovo direttore operativo con la responsabilità dell’organizzazione, dell’Ict e dello sviluppo e gestione degli applicativi. Senesi – già direttore audit del gruppo Banca Marche dal luglio 2013 e proviente dal Intesa-San Paolo dove ha svolto numerosi incarichi negli ambiti organizzativi e informatici – andrà così a prendere il posto dell’ex vice direttore Angelo Arrigo, in pensione dal dicembre scorso.  La responsabilità del servizio audit del gruppo Banca Marche,  a sua volta, sarà affidata a Floriano FerrantiGiovanni Dolce, invece, dopo un’esperienza ai crediti, è stato nominato responsabile delle zone di Jesi e Ancona.

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