Più controlli per l’estate:
arrivano 106 rinforzi nelle Marche,
13 assegnati alla provincia di Macerata
SICUREZZA - L'annuncio della deputata Giorgia Latini (Lega): «Governo attento alla nostra regione. Un investimento concreto per rafforzare i controlli sul territorio». Il provvedimento dal primo luglio al 31 agosto

Giorgia Latini
«Centosei operatori in più tra polizia, carabinieri e Guardia di finanza nelle Marche: 13 sono nella provincia di Macerata». Ad annunciare i rinforzi per il periodo estivo l’onorevole Giorga Latini, segretario regionale della Lega Marche. Il piano dei rinforzi estivi prevede l’arrivo nella regione di nuove forze dell’ordine dal primo luglio al 31 agosto.
«Ancora una volta il governo dimostra con i fatti l’attenzione verso le Marche e verso i territori che durante il periodo estivo registrano un significativo aumento delle presenze turistiche – commenta Latini -. Grazie al lavoro del ministero dell’Interno e all’impegno del sottosegretario Nicola Molteni, anche quest’anno le nostre province beneficeranno di un importante piano di rinforzi delle forze di polizia per garantire maggiore sicurezza a cittadini e visitatori. Sono previsti 39 rinforzi per la provincia di Ancona, 24 per la provincia di Pesaro e Urbino, 22 per la provincia di Ascoli Piceno, 13 per la provincia di Macerata e 8 per la provincia di Fermo».
«Si tratta di un investimento concreto sulla sicurezza che consentirà di rafforzare il controllo del territorio, la prevenzione e la tutela delle nostre comunità durante i mesi più intensi dell’anno – prosegue Latini -. Un risultato importante che conferma l’attenzione del governo verso le esigenze delle Marche e delle località turistiche della nostra regione. A questi rinforzi estivi si aggiungeranno inoltre, nei prossimi mesi, le ordinarie assegnazioni derivanti dalle nuove assunzioni nella polizia, che contribuiranno ulteriormente a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nelle Marche. La sicurezza è un diritto dei cittadini e una condizione indispensabile per la qualità della vita e per lo sviluppo turistico ed economico del territorio e la Lega è al lavoro affinché le Marche possano contare su servizi sempre più efficienti e su una presenza capillare dello Stato».
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Ne servirebbero molti di più si cambino alcune norme e si diano poteri di polizia anche a certi reparti militari come la Folgore o il San Marco tanto per dire.
Onestà avrebbe voluto che si riportasse quanti agenti delle forze dell’ordine siano andati in pensione in questi anni. Forse avremmo numeri maggiori degli assunti…. Pertanto questa enfasi dell’onorevole è proprio giustificata?
In Italia il turnover nel comparto delle forze dell’ordine è attualmente fissato o si avvicina a una copertura del 100% delle uscite, con le nuove assunzioni che negli ultimi anni hanno superato la soglia delle 16.000 unità annue. Tuttavia, i sindacati segnalano che questo rapporto di rimpiazzo non basta a ripianare il deficit strutturale e l’età media elevata degli operatori in servizio. I dettagli chiave del rapporto tra pensionamenti e assunzioni includono:
Sostituzione quasi integrale: grazie a provvedimenti come il DPCM Assunzioni Sicurezza 2026, lo Stato ha bandito oltre 16.000 posti tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco, puntando a pareggiare (o avvicinare molto) il numero degli agenti in quiescenza.
Carenza di organico pregressa: nonostante un rapporto di quasi 1 a 1 tra chi va in pensione e i nuovi ingressi, le sole nuove immissioni non colmano le carenze storiche di organico, che ammontano a migliaia di unità per le singole forze.
Slittamento dell’età pensionabile: le uscite sono soggette a modifiche, inclusi gli ultimi adeguamenti anagrafici e contributivi. Per approfondire i requisiti di quiescenza, è possibile consultare le tabelle dedicate pubblicate da INPS Pensioni Comparto Sicurezza.
Se vuoi, posso approfondire specifici aspetti della situazione attuale: Il bilancio organico di una specifica forza di polizia (es. Carabinieri o Polizia di Stato), le proiezioni future sulle uscite stimate nei prossimi anni. Vorresti concentrarti su un corpo in particolare o ti interessano i dettagli dei concorsi in atto?
(Gemini AI)
La Brigata Paracadutisti “Folgore” (Esercito) e la Brigata Marina “San Marco” (Marina Militare) non soffrono di una carenza di turnover legata al blocco delle assunzioni, ma affrontano un limite strutturale e normativo dettato dai tetti massimi degli organici delle Forze Armate.
La situazione del reclutamento e del ricambio generazionale per questi reparti si articola in tre dinamiche principali:
1. Il meccanismo del turnover (VFI e VFT)
A differenza del passato, il turnover nelle Forze Armate è regolato dal nuovo modello di reclutamento basato sui VFI (Volontari in Ferma Prefissata Iniziale) e sui VFT (Volontari in Ferma Prefissata Triennale).
• I concorsi annuali (come i bandi per migliaia di posti VFI e VFT) registrano costantemente una copertura totale dei posti messi a bando.
• Sia per la Folgore che per il San Marco esistono canali di specializzazione dedicati all’interno dei concorsi generali. Ad esempio, gli aspiranti fucilieri di marina del San Marco seguono l’iter specifico “anfibio” fin dalle prime fasi di selezione. Il ricambio dei militari in congedo con nuove leve è quindi garantito e continuo.
2. Il limite normativo (“Legge Di Paola”)
Il vero ostacolo all’aumento del personale non è la mancanza di candidati, ma la riduzione complessiva dello strumento militare stabilita a livello legislativo (la riforma ex Legge 244/2012 e successive modifiche). Questa norma ha imposto un tetto rigido all’organico complessivo delle Forze Armate italiane (fissato a circa 150.000 unità totali). Di conseguenza, i reparti d’élite come la Folgore e il San Marco non possono espandere la propria pianta organica oltre i limiti prefissati per i rispettivi Reggimenti, indipendentemente dalle necessità di ordine pubblico.
3. Impiego in compiti di Polizia (“Strade Sicure”)
I reparti citati possiedono già la qualifica di Agenti di Pubblica Sicurezza quando vengono impiegati nell’operazione Strade Sicure, ma tale potere è limitato esclusivamente alle funzioni specifiche del servizio svolto (es. vigilanza di siti sensibili e perlustrazione in concorso con le forze di polizia).
Istituire reparti militari d’assalto come forze di polizia stabili sul territorio richiederebbe:
• Una radicale riforma del Codice dell’Ordinamento Militare.
• Un incremento dei tetti massimi delle spese della Difesa e del personale, che attualmente sono già ai massimi storici per l’ammodernamento dei mezzi e la formazione, anziché per l’ampliamento degli organici di terra.
(Gemini AI)
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori.
(Gemini AI)