Fondazione Cariverona
potrebbe affiancare Fonspa
nel piano di rilancio di Banca Marche

L’istituzione veneta non ha né confermato né smentito l’indiscrezione apparsa su MilanoFinanza e data per buona da fonti locali esterne a BM. I punti certi restano al momento l’ex Credito Fondiario e il Fondo Interbancario. Bruno Stronati ha incontrato i presidenti delle fondazioni azioniste: “Fronte comune per la tutela del patrimonio”
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Centro direzionale Fontedamo Jesi, sede direzione generale Banca Marche

Centro direzionale Fontedamo Jesi, sede direzione generale Banca Marche

di Marco Ricci

Anche la Fondazione Cariverona potrebbe essere della partita che vede Fonspa come capofila nella cordata tesa a ricapitalizzare Banca Marche. Secondo quanto riportato da MilanoFinanza, la Fondazione veneta starebbe valutando il dossier e l’ipotesi di entrare con una cifra di 100-150 milioni nel patrimonio dell’istituto marchigiano. L’istituzione, guidata dal presidente Paolo Biasi, da noi interpellata, non ha però voluto né smentire né confermare l’indiscrezione di stampa, una risposta che di fatto non esclude il possibile interessamento che, da fonti locali ma esterne a Banca Marche, viene riferito come molto probabile. Fondazione Cariverona, con un patrimonio di oltre 2.6 miliardi di euro, a fine 2013 deteneva il 3.5% di Unicredit, per un controvalore a bilancio pari oltre 2 miliardi di euro. Sempre nello stesso anno l’istituzione aveva dimesso le proprie quote azionarie di Mediobanca, poco più del 2% dell’intero capitale sociale dell’istituto di Piazzetta Cuccia. Sull’eventuale ingresso della Fondazione veneta, ovviamente, pende l’autorizzazione del Mef.

Date ormai per assodate le presenze di Fonspa e del Fondo Interbancario nell’attuale piano salvataggio di Banca Marche – l’ultima conferma è venuta dagli dai commissari parlando ai sindacati solo pochi giorni fa – lo schema, oltre a Fondazione Cariverona, potrebbe vedere la presenza di un fondo americano e di un fondo degli Emirati Arabi Uniti, sebbene su questi ultimi tre tasselli non ci sia al momento alcuna conferma neppure ufficiosa né da ambienti vicini a Banca Marche né a Via Nazionale. Il capitale da raggiungere, lo ricordiamo, oscillerebbe intorno ai 900 milioni di euro, con i crediti deteriorati che, garantiti dal Fitd, verrebbero ceduti a Fonspa per essere infine cartolarizzati. Le cifre di cui si parla oscillano tra i 4 e i 5 miliardi di euro di presenti oggi in default, con la garanzia del Fondo che permetterebbe a Banca Marche di effettuarne la cessione a valore di libro, ovvero senza dover iscrivere ulteriori perdite a bilancio.

Al di là delle notizie più o meno certe, è chiaro come sia entrati in una fase ormai piuttosto avanzata e delicata dell’operazione, se non altro per i contatti che Governatore Spacca ha avuto di recente con l’ad di Fonspa, Andrea Munari, per illustrargli i punti fermi che il Consiglio Regionale vorrebbe che la soluzione prevedesse (leggi l’articolo). Ovvero il mantenimento dei livelli occupazionali della banca, il ritorno ad essere punto di riferimento per l’economia regionale, la salvaguardia dei soci e, in ultimo, l’attenzione a non inondare il mercato di immobili, timore che, secondo il governatore, potrebbero distruggere il mercato immobiliare. Il quadro, in ogni caso, non risulta ancora perfettamente definito né sarebbe stato ancora illustrato ai presidenti delle Fondazioni di Pesaro, Jesi e Macerata che detengono al momento le quote di maggioranza di Banca Marche. Indice, questo, di come i tasselli siano ancora in via di composizione, con la due diligence di Fonspa ormai al termine.

Bruno Stronati

Bruno Stronati

A conferma di una fase ancora nebulosa, l’esito dell’incontro che si è tenuto oggi tra le Fondazioni e Bruno Stronati, presidente dell’associazione jesina dei piccoli azionisti. “Ho sollecitato l’incontro con i presidenti per cercare un indirizzo comune da tenere in merito agli scenari futuri di Banca Marche – ci ha spiegato Stronati – e per capire se, al di là delle notizie di stampa, avessimo qualche informazioni in più sul piano al momento in atto”. Certezze, però, non sarebbero venute come non sarebbero uscite conferme né sulla presenza della Fondazione Cariverona né dei due fondi di cui abbiamo parlato. “L’obiettivo comune – ha concluso il presidente Stronati – è quello di tutelare il più possibile il patrimonio delle Fondazioni e dei piccoli azionisti, ed, eventualmente, renderci in qualche modo propositivi nei confronti dei commissari di Banca Marche. Questo primo incontro è stato utile per intraprendere un percorso comune”.

 

 

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