Ambulatorio solidale, Avs all’attacco:
«Bene la Caritas ma istituzioni assenti»
MACERATA - Patrizia Sagretti, capolista di Alleanza verdi sinistra: «Il diritto alla salute in Italia non è più garantito. Il volontariato integra ma non sostituisce»

Patrizia Sagretti
L’inaugurazione dell’ambulatorio solidale è al centro di una polemica a cura di Alleanza Verdi Sinistra che elogia l’azione della Caritas ma coglie l’occasione per contestare l’azione degli Enti locali. «Taglio del nastro, sorrisi, autorità in prima fila. Ieri – a scrivere è Patrizia Sagretti per Avs – la Caritas Diocesana di Macerata ha inaugurato il nuovo Ambulatorio solidale in via dei Velini. Medici volontari, infermieri, dentisti. Visite gratuite per chi non può permettersele. Per chi è fuori dalle liste d’attesa. Per chi ha scelto di pagare o la bolletta o una visita specialistica. Un’opera meritoria. Perché la Caritas di Macerata non è solo questo ambulatorio. È la mensa di corso Cairoli che dà 120 pasti al giorno. È il centro d’ascolto che intercetta povertà nascoste. È l’emporio della solidarietà per fare la spesa dignitosamente. Ed è anche l’alloggio per studenti universitari fuori sede in difficoltà, a cui offre un tetto a canone calmierato perché il diritto allo studio non diventi un privilegio per ricchi. Una rete che tiene insieme la città».
Dato alla Caritas il merito, Avs muove l’attacco: «Ma questo ambulatorio ci costringe ad una riflessione amara: il diritto alla salute in Italia, oggi, non è più garantito. I numeri sono noti, rinunciano alle cure: più di 5 milioni di persone in Italia, 150mila circa nelle Marche e a Macerata 4mila. Lo dice l’Istat, lo conferma il Censis. Si rinuncia per due motivi, sempre gli stessi: le liste d’attesa infinite e i motivi economici. Ma la domanda, ora, è: chi era ieri in prima fila a tagliare il nastro? C’erano i rappresentanti delle istituzioni: Comune, Regione, Provincia, i dirigenti sanitari e sociali dell’Ast e dell’Ambito. Tutti a lodare l’iniziativa. La lode è dovuta. Ma adesso che le foto sono state fatte, cosa faranno le istituzioni? Sulle liste d’attesa: Quanti posti in più nell’agenda cup verranno aperti da domani per ridurre gli 8 mesi di attesa a 8 giorni? Sui motivi economici:

L’ambulatorio solidale
L’ambulatorio è per gli “indigenti”. Ma la nuova povertà sanitaria è quella di chi è troppo “ricco” per essere esente e troppo “povero” per pagare. Maestre in pensione, artigiani, vedove con la minima. Per loro cosa si fa? L’Ircr abbasserà le rette? Il Comune aumenterà i fondi per l’integrazione socio-sanitaria? Sulla programmazione: La Caritas intercetta un bisogno che esplode. Quel dato – uno su dieci che rinuncia – deve entrare nei piani dell’Ast. Deve diventare la priorità del bilancio. Non si può scaricare tutto sul volontariato. Il volontariato integra ma non sostituisce».
L’Impegno di Avs: « Continueremo a proporre un diverso modo di organizzare la sanità pubblica, universale equa puntando su servizi integrati di prossimità. Questo richiede un aumento delle risorse umane ed economiche. E le risorse vanno recuperate tassando progressivamente la ricchezza, combattendo l’evasione e l’elusione fiscale, non sprecando risorse preziose per il riarmo».