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Caccia al candidato, Bommarito rifiuta:
«Grazie ma non potrei fare il sindaco»

MACERATA 2020 - L'avvocato e commentatore di Cronache Maceratesi, oggi come 5 anni fa, è stato cercato da diverse forze politiche: «Ho 68 anni, sono segnato dalla morte di mio figlio e ho impegni professionali e con la mia associazione. Sto già dando un contributo con le inchieste. Attualmente non mi riconosco in nessun partito»
martedì 22 Ottobre 2019 - Ore 19:35 - caricamento letture
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L’avvocato Giuseppe Bommarito

 

Nel 2015 era stato corteggiato da quasi tutte le forze politiche (centrosinistra, centrodestra, 5 Stelle e civiche) e anche quest’anno due dei tre schieramenti in campo hanno bussato alla sua porta. L’avvocato Giuseppe Bommarito è visto da molti come candidato sindaco ideale: per vincere e per amministrare con rigore, trasparenza e competenza. Ma agli esponenti politici che si sono presentati nel suo ufficio in centro storico ha di nuovo detto di no. Perché? «Ho 68 anni, sono segnato dall’esperienza umana che ho vissuto (la morte del figlio Nicola, ndr) e non sono più una persona piena di energie: c’è un dolore che si riacutizza in ogni momento e mi prende mentalmente. In queste condizioni fare il sindaco non mi sarebbe possibile. Oltretutto ho impegni lavorativi e un’intensa attività con la mia associazione “Nicola oltre il deserto dell’indifferenza” (e anche con la “Rondinella” di Corridonia) che si occupa di informazione e prevenzione sulla droga e mi porta spesso a incontrare ragazzi e famiglie oltre a numerose iniziative pubbliche organizzate da comuni e da scuole. Ringrazio comunque per tutte queste attestazioni di stima, arrivate da forze politiche ma anche da tanti cittadini, che mi fanno molto piacere».

Come noto Giuseppe Bommarito è anche un opinionista di Cronache Maceratesi e in questi anni, oltre agli approfondimenti sulla droga, ha curato diverse inchieste: dallo scandalo del biogas alle denunce sulle infiltrazioni mafiose. «Mi interesso da privato cittadino di cogliere i segnali di criminalità organizzata nel nostro territorio. Continuerò la mia opera attraverso articoli, inchieste e libri. L’ultimo che sto scrivendo è sul mio omonimo Giuseppe Bommarito (mio lontano parente), appuntato dei carabinieri ucciso in una strage mafiosa nel 1983 a Palermo insieme al capitano Mario D’Aleo».

Le stanno chiedendo di scendere in campo per amore della sua città. «A chi mi chiede di dare un contributo continuo a rispondere che lo sto già facendo, approfondendo determinate situazioni senza scopi strumentali e con la massima chiarezza. Inchieste contro poteri forti e interessi molto rilevanti che mi hanno tirato addosso qualche minaccia, nonché querele e richieste di risarcimento fino a oggi tutte rigettate avendo sempre proceduto con i dovuti riscontri documentali. Dopo sette archiviazioni oggi rimane in piedi quella presentata pochi mesi fa da Romano Carancini per il cui esito confido nella obiettiva valutazione della Magistratura».

L’ultimo attacco è arrivato a Ferragosto da Renato Pasqualetti che nel giornalino del Pd lo ha etichettato come “profeta di sventure” tirando in ballo perfino la morte di suo figlio. «E’ stata una cosa ignobile ma in quell’occasione c’è stata una solidarietà nei miei confronti commovente e a 360 gradi. Forse il Pd dovrebbe scegliere meglio i propri nemici e riflettere seriamente sulla propria situazione interna. Io oggi non mi riconosco in nessun partito tant’è che alle ultime Politiche per la prima volta nella mia vita non ho votato». La caccia al candidato continua.

(m. z.)

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