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Manifesto 5 Stelle: «Ci saremo anche noi
contro i sepolcri imbiancati del Pd
e la rabbia del centrodestra»

MACERATA 2020 - Bocciata la gestione verticistica di Carancini: «Ha distrutto la coesione sociale della città». Critiche anche a Pasqualetti: «Questi signori credono di essere l’intelligentia maceratese, ma in realtà hanno atteggiamenti da frustrati in continua ricerca di potere. La passione prenda il posto del mestiere e dei mestieranti della politica». Ampio spazio alle tematiche ambientali
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I consigliere M5s Andrea Boccia, Roberto Cherubini e Carla Messi

 

«Ci saremo anche noi, con forza, per contrapporci alla supponenza del centro sinistra ma anche alla rabbia del centro destra». Il Movimento Cinque Stelle di Macerata interviene sul dibattito politico preelettorale della città e lo fa con una bocciatura totale dei dieci anni di amministrazione Carancini. «Sono stati anni sfortunati per l’amministrazione Carancini, – si legge nella nota dei M5s – che senza nessun dubbio lascerà come unico ricordo una serie di insuccessi che è quasi inutile ri-elencare, per il doveroso rispetto nei confronti di chi ha sicuramente messo impegno raccogliendo quasi nulla. Ormai siamo in fase di “asfalti-elettorali” e di lucette messe ovunque per tentare di conquistare quelle persone superficiali che non hanno notato la clamorosa perdita di coesione sociale che hanno generato due amministrazioni Carancini, assolutamente verticistiche e lontanissime dalla partecipazione più volte nominata».

Romano Carancini

La condanna al sindaco dei pentastellati si estende più smorzata ai consiglieri di maggioranza: «Seppur spesso silenti, sono quelli che hanno subito più di tutti questa assenza di condivisione e lo stanno timidamente evidenziando con atti di mini-coraggio che descrivono esattamente la situazione: due o tre persone che decidono e le altre che alzano le mani e approvano. Di questi giorni l’ennesimo litigio di Carancini con chi rappresenta associazioni o cittadini attivi (circolo tennis), ma questa non è una notizia, lo sarebbe un dialogo costruttivo e pacifico per ora inesistente con tutti gli attori della città. La maggioranza tenta in Consiglio comunale di evidenziare le cose fatte bene producendo una relazione di fine mandato che costerà una cifra talmente folle (46mila euro senza stampa e distribuzione) da destare stupore in tutti, escluso il podestà».

I lavori in corso per la Mestica

Poi la nota affronta il tema delle scuole alle Casermette: «Qualche cosa piacevole, nel disastro totale di 10 anni, si è vista in città ma il fatto che il sindaco raccolga i meriti delle scuole alle Casermette è imbarazzante guardando i fatti. Per anni, infatti, abbiamo evidenziato e raccolto firme in città perché la stragrande maggioranza delle scuole non aveva e non ha l’agibilità e la totalità non ha ancora oggi la verifica di vulnerabilità sismica entrambe le cose obbligatorie per legge. Noi combattevamo e combattiamo con forza per ottenere queste garanzie di sicurezza per i nostri ragazzi, ma chi ci amministra è sempre sordo. Le nuove Scuole, con l’evidente neo di un supermercato che starà lì avanti, sono venute alla luce solo “grazie” ad un terremoto devastante per le nostre comunità e al sostanzioso contributo di uno stato estero. In assenza della tragedia del 2016 le nostre scuole sarebbero nelle medesime condizioni del 2015. Dobbiamo dircelo, crediamo sia giusto dirlo. Sembra inoltre, chi lo dice è proprio Carancini, che non saranno completate per l’apertura dell’anno scolastico 2019/2020 e crediamo che coloro che hanno sentito con i propri orecchi che le scuole sarebbero state inaugurate per l’apertura dell’anno scolastico 2018/2019 non potranno che osservare che le promesse caranciniane sono spesso vane».

L’analisi del movimento cittadino chiede semplicità ed efficacia nell’amministrazione: «La nostra speranza è che in futuro si lavori per ristabilire una coesione sociale ormai scomparsa che deve essere per primo agevolata da chi governa, cercando l’incontro e non il continuo scontro con chiunque. Siamo diventati “individui” e cerchiamo il successo personale più che la condivisione. Chi amministrerà in futuro dovrà avere idee semplici ma efficaci per far incontrare le persone, per rendere attraenti tanti punti meravigliosi della città affinché i maceratesi preferiscano uscire ed incontrarsi piuttosto che restare davanti alla tv, ad un pc o ad un telefonino. Non servono ricette miracolose ma è essenziale far sì che tanti angoli cittadini siano piacevoli da frequentare. Per farlo è sufficiente rubare le idee a città italiane ed europee che hanno reso accogliente il camminare per la città».

Il segretario dem Stefano Di Pietro insieme a Renato Pasqualetti

Non resta fuori la recente polemica sul giornalino del Pd e l’attacco a Giuseppe Bommarito da parte di Renato Pasqualetti: «Il cambiamento orientato alla coesione sociale, alla cura delle città ed alla creazione di opportunità per i nostri giovani non potrà essere certo offerto da questi “sepolcri imbiancati” rappresentati plasticamente da un “quaraquaqua” che non perde l’occasione di insultare Giuseppe Bommarito per dimostrare la propria presunta superiorità intellettuale. Sono soggetti ormai da decenni altamente nocivi per la città. Sono personaggi che hanno l’atteggiamento del Marchese del Grillo nel film di Sordi per cui “.. io so io e voi non siete nessuno”.  Credono di essere l’intelligentia maceratese, ma in realtà hanno atteggiamenti da frustrati in continua ricerca di potere. Le persone di cultura maceratese non sono certo quelle che scrivono articoli offensivi su un misero giornalino di partito, ma le tante persone modeste che hanno costruito la cultura maceratese senza voler mai mettersi in primo piano (Torresi, Paci, De Angelis..) Le chiare offese a Giuseppe Bommarito danno lo spessore di questi “quaraquaqua” (Totò non li avrebbe messi né tra gli uomini né tra gli ometti) che forse stanno cercando una collocazione utile solo a sé stessi per le prossime elezioni comunali».

Non solo due schieramenti alle elezioni del 2020, i Cinque Stelle hanno intenzione di scendere in campo e lasciano aperta una possibilità di dialogo: «Ci teniamo a sottolineare che questi “signori” hanno anche paventato due schieramenti che si opporranno alle prossime elezioni, escludendo di fatto la possibilità che ci sia anche il M5stelle a dire la sua. In alternativa ci dicano almeno a quale dei due schieramenti dovremmo partecipare, visto che a Macerata da decenni decidono tutto loro. E’ molto probabile che ci saremo anche noi, con forza, per contrapporci alla supponenza del centro sinistra ma anche alla rabbia del centro destra. La città ha sicuramente bisogno di sicurezza, ma la sicurezza si otterrà solo con la coesione sociale e creando occasioni di incontro. La nostra speranza è che ci sia, anche in Consiglio Comunale, un decisivo cambiamento orientato alla condivisione di idee diverse ed al dialogo tra i cittadini, senza che nessuno ostenti continuamente l’aurea di superiorità. Che la passione prenda il posto del mestiere e dei mestieranti della politica che hanno fatto di questa città un luogo sotto vari aspetti molto arretrato. Comunichiamo al “signore” che offre le sue dimissioni per fare la vittima (ed i suoi amichetti lo salvano), che il M5stelle con tutta probabilità ci sarà e potrà essere la scelta opportuna per chi vuole persone che lavorino per il bene comune e non in prospettiva di carriere politiche. Speriamo che i maceratesi tra mestiere e passione inizino a scegliere la passione perché il mestiere porta progetti a breve gittata mentre la passione genera visioni importanti per il futuro».

Roberto Cherubini e Carla Messi

Infine l’intervento riprende i temi ecologici che caratterizzano il movimento, ma sono anche quelli di possibile convergenza con la sinistra: «Speriamo che si possano mettere al centro argomenti essenziali come la sostenibilità ambientale, la ruralità, il turismo moderno, la mobilità sostenibile, la qualità della vita dei cittadini, la città viva in ogni angolo, passando per scelte non imposte, ma convenienti per i cittadini. Sogniamo una città che in pochi anni possa offrire tante opportunità ai nostri ragazzi, magari con una stretta collaborazione con l’università e le rappresentanze locali. Che in futuro la politica la smetta di fare scelte per i cittadini ed inizi a fare scelte con i cittadini».



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