Forza Italia, la base rivendica attenzione.
Dichiara: «Tajani risponda sul congresso
e sulla segreteria regionale»
POLITICA - La dirigente provinciale, militante storica di Fi, chiede trasparenza dopo la riunione di Civitanova: «Non ne sapevamo nulla, non conosciamo i componenti dell'organismo regionale e attendiamo ancora una risposta sul ricorso contro il percorso congressuale»

Loretta Dichiara dirigente provinciale di Forza Italia
«C’è stata la segreteria regionale a Civitanova giovedì e non ne sapevamo niente, Tajani faccia chiarezza sul percorso congressuale nelle Marche, sulla composizione della nuova segreteria regionale e sul ricorso presentato contro l’iter che ha portato alla sua costituzione».
Un appello diretto al segretario nazionale di Forza Italia lo lancia Loretta Dichiara, dirigente provinciale del partito, che attraverso una lettera aperta torna a sollevare interrogativi sul futuro dell’organizzazione del partito nelle Marche, all’indomani delle elezioni a Macerata. «Fino ad ora per compattezza e per non inficiare il risultato elettorale non abbiamo detto niente, ma è ora di chiarire ruoli e incarichi. Sul territorio ci siamo noi e non siamo stati informati».
La presa di posizione arriva dopo il post pubblicato sui social dal senatore Francesco Battistoni in occasione della prima riunione della segreteria regionale. Un messaggio che celebrava il lavoro svolto dal partito sul territorio e la crescita di Forza Italia sotto la guida di Tajani, ma che, secondo Dichiara e una parte della base, non avrebbe chiarito alcuni aspetti considerati fondamentali. Al centro delle perplessità c’è anzitutto la composizione della nuova segreteria regionale.
«A distanza di tempo dalla sua costituzione – sostiene Dichiara – non è stata ancora fornita una comunicazione chiara e completa sui nomi che la compongono» una situazione che renderebbe difficile per dirigenti e amministratori comprendere pienamente l’assetto organizzativo e le linee politiche del partito nelle Marche.
Nella lettera viene inoltre rivendicato il ruolo di amministratori, coordinatori, consiglieri comunali, militanti e iscritti che negli anni hanno mantenuto vivo il simbolo di Forza Italia sul territorio, anche nei momenti più difficili dal punto di vista elettorale.
«La crescita di Forza Italia non può essere attribuita esclusivamente alle decisioni dei vertici regionali – prosegue la dirigente provinciale – ma è il risultato del lavoro quotidiano svolto da amministratori, coordinatori, consiglieri comunali, militanti e iscritti che da anni rappresentano il partito nei territori.
Ed è proprio qui che emerge una distinzione politica che molti iscritti osservano con crescente preoccupazione. Da una parte vi sono coloro che hanno costruito e mantenuto viva Forza Italia nelle Marche, anche nei momenti più difficili, quando il partito attraversava fasi di ridimensionamento elettorale. Persone che hanno continuato a spendersi sul territorio senza chiedere incarichi o posizioni di favore.
Dall’altra parte si registrano presenze provenienti da percorsi politici molto diversi. Tra queste figurano ex amministratori ed ex consiglieri regionali provenienti dall’area della sinistra o da esperienze civiche che, nel corso degli anni, hanno trovato collocazione nel centrodestra senza tuttavia riuscire ad ottenere i risultati elettorali o politici sperati.
Oggi molti militanti si domandano quale sia il ruolo che queste figure intendano svolgere all’interno del partito e se la loro presenza risponda ad una reale adesione ai valori di Forza Italia oppure alla ricerca di nuovi spazi politici e istituzionali. Il problema non riguarda il legittimo ingresso di nuove persone nel partito, che rappresenta sempre un valore aggiunto. Il tema riguarda invece il rapporto tra chi ha costruito il consenso sul territorio e chi arriva successivamente rivendicando ruoli e posizioni».
Su questo pesa anche l’esito del ricorso presentato contro il percorso congressuale regionale. «Molti iscritti attendono ancora una risposta dagli organi competenti – conclude Dichiara – Una risposta che non riguarda soltanto aspetti procedurali, ma il rispetto delle regole statutarie e dei principi democratici. La sensazione che emerge da una parte della base è che oggi il dibattito interno sia stato sostituito da una gestione sempre più verticistica, nella quale il peso delle appartenenze personali rischia di prevalere sul merito, sulla militanza e sul radicamento territoriale. Fino a quando il ricorso presentato resterà senza una risposta chiara, il dibattito interno continuerà inevitabilmente. Chiediamo a Tajani una risposta chiara».
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