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Bianchini, Ri-Pensare Macerata:
«No al buonismo imperante del Pd
Ho l’identikit del candidato anti-Ricotta»

ELEZIONI 2020 - Il leader di Pensare Macerata è tra i più critici in maggioranza sulla Giunta Carancini. «Non faremo una guerra a Narciso a cui riconosciamo una capacità di dialogo maggiore di altri ma serve un'alternativa in discontinuità con l'amministrazione. Sul tavolo ci sono diversi nomi, in molti chiedono una donna»
martedì 17 Settembre 2019 - Ore 22:06 - caricamento letture
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Massimiliano Bainchini

 

di Matteo Zallocco

«Luciano Pantanetti ha detto che la seconda candidatura alle primarie del centrosinistra non deve provenire dal Pd? Io dico di più: deve essere anche una persona lontana da questa amministrazione comunale. Ricotta rappresenta la continuità, l’altro nome dovrà essere di discontinuità». Così Massimiliano Sport Bianchini, leader della civica Pensare Macerata, interviene sul dibattito in vista delle elezioni comunali di Macerata 2020.

Magari una donna. «Ci sono diversi nomi in ballo con cui parlo da anni ma non c’è un nome su tutti – spiega Bianchini – In molti chiedono una donna, stiamo lavorando anche su questo. Ma serve un profilo che abbia avuto esperienze organizzative, non la prima che capita. Ne stiamo discutendo con le altre civiche e anche con una parte del Pd che non è allineata con l’amministrazione Carancini o non si riconosce con la candidatura di Ricotta. Sia ben chiaro, non faremo una guerra a Narciso a cui riconosciamo una capacità di dialogo maggiore di altri, però non ci si può chiedere di appoggiare una candidatura interna al Pd e all’amministrazione».

La città non di tutti. «Se c’è un giudizio in cui divergo è quello sui dieci anni di Carancini. Vedo tanti malumori nel centrosinistra ma troppo buonismo nelle dichiarazioni pubbliche – accusa Bianchini, presidente regionale Erap –  Il sindaco si è speso tanto ma su alcuni aspetti va voltata pagina. Innanzitutto non si può governare da soli, l’ultima Giunta è stata troppo timida e la città non è stata coinvolta. Mi riferisco ai quartieri, alle frazioni, alle associazioni: nessuno è stato reso partecipe del progetto amministrativo. A me sembra incredibile che in questa città non ci siano patti di collaborazione». 

Fuga dei cervelli. «Io non penso di candidarmi ma lavorerò per costruire una coalizione di centrosinistra credibile – aggiunge Bianchini – Per farlo dovrà entrare il meglio di questa amministrazione e delle attuali forze politiche, ma ci dovranno anche essere innesti veramente nuovi. Le colpe non sono tutte di Carancini ma a Macerata abbiamo perso enti importanti e ci stiamo impoverendo da un punto di vista economico come nel resto delle Marche. Ognuno di noi ha un familiare o un conoscente che lascia questa città a 20 anni: i giovani vanno via e la città viene travolta da questa emigrazione. Questo comporta un impoverimento della qualità della futura classe dirigente».

FOTO D’EPOCA – Massimiliano Bianchini e Romano Carancini avversari alle primarie del 2010

Ripensare Macerata. «Quando il sindaco dichiara che questa città scoppia di salute a me non sta bene. Se non si fa mai autocritica si perde in credibilità. Io non ci sto a far passare questo buonismo imperante, linea ufficiale del Pd. Macerata ha bisogno di un nuovo slancio e ci vorrà un candidato forte, con gli attributi, uomo o donna che sia. E assessori scelti per le loro competenze. Avevo anche proposto una delega specifica per l’università, non messa in mezzo ad altre cento come è stato fatto. Il rapporto con l’ateneo dovrebbe essere quotidiano, in questi anni invece non c’è proprio stato». 

Cultura punto di forza? «Macerata rimane una città con splendide iniziative culturali a partire dallo Sferisterio su cui è stato fatto un lavoro eccellente che deve essere completato dal rinnovamento dello statuto perché alle prime difficoltà si rischia grosso – risponde Bianchini che è stato assessore comunale alla cultura nelle Giunte Meschini – Abbiamo visto iniziative eccellenti come Macerata Racconta ma è mancato un coinvolgimento dal basso. Inoltre si è puntato solo sul centro storico abbandonando quartieri e frazioni. Di conseguenza, ad esempio, è stato chiuso il teatro di Villa Potenza e di fatto il teatrino di Sforzacosta. Poi non ho capito perché quest’anno non è stato riproposto il cinema estivo al’aperto che in passato ha registrato un grande successo e tuttora lo registra in altre città come Ancona». 

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