Marchiori leghista con moderazione:
«A Macerata centrodestra più maturo
Senza prime donne governiamo 10 anni»

INTERVISTA - Il consigliere attivissimo in assise racconta la nuova avventura nel Carroccio: «Non ci sono estremisti ma intransigenti sul buon governo. Grazie a Salvini per aver portato Arrigoni nelle Marche». Candidato sindaco? «Per ora solo voci, non se ne è mai parlato. Sono un umile protagonista a servizio del partito. Preoccupante la situazione contabile che lascerà Carancini». Dalla situazione con gli alleati fino alle considerazioni sul Pd, un pensiero va a Pamela Mastropietro: «La città ha il dovere di onorare la sua memoria»
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Andrea Marchiori

 

di Matteo Zallocco

 Salvini è il suo nuovo capitano, Arrigoni il suo preconsole. E lei che ruolo avrà nella Lega? 

«Io ho solo un ruolo che è quello ufficiale: proseguire la mia attività di consigliere con lo stesso approccio che ho avuto dall’inizio del mandato e che coincide con le indicazioni della Lega».

Andrea Marchiori, avvocato, 48 anni, dal 2015 consigliere comunale di opposizione. Dopo l’uscita da Forza Italia ora è nel gruppo misto, nei prossimi cinque anni si vede consigliere comunale della Lega? 

«Sarebbe certamente lusinghiero».

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Andrea Marchiori in Consiglio comunale

Tuttavia lei potrebbe essere il candidato sindaco. Solo una voce come quelle sull’avvocato Giancarlo Giulianelli e il dottor Luciano Latini? 

«La voce non proviene sicuramente né da me né dalla Lega e non se ne è neppure parlato con gli altri protagonisti del centrodestra. La maturità acquisita in questi anni nell’opposizione ha portato a una novità che è quella che nessuno ha fatto una fuga in avanti animato da protagonismo personale. Leggo e ascolto con interesse quello che circola in città ma non è sicuramente corrispondente agli indirizzi politici emersi sino ad ora».

Se la Lega le chiedesse di candidarsi sindaco cosa risponderebbe?

«Mi piace essere protagonista umile di un partito strutturato che ha le sue regole, le quali corrispondono a un indirizzo politico sia di governo centrale che degli enti locali e a queste regole mi attengo scrupolosamente. Per cui il mio impegno attuale e futuro sarà quello di mettermi a servizio del partito a cui appartengo».

Queste risposte confermano che lei è un moderato, da questo punto di vista non sembra il classico leghista. 

«Tutt’altro. La Lega è rappresentata sia nei vertici che nelle cariche nei territori da persone di grande spessore che hanno come presupposto l’interesse della cittadinanza e come tale non è animata da forme di estremismo. La moderazione convive bene con il rigore e l’essere intransigenti sul buon governo».

Però domenica scorsa a Pontida, dove lei è stato, si sono visti anche dei gruppi di estremisti.

«Io francamente non ne ho notato neppure uno. Mi sono incontrato con migliaia di persone, giovani e meno giovani in un clima festoso, provenienti da tutte le parti d’Italia e probabilmente in alcuni mezzi di comunicazione sono stati fatti passare messaggi non coerenti con lo spirito della manifestazione puntando determinate persone».

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Nei primi quattro anni Andrea Marchiori è stato nei banchi di Forza Italia (qui con il capogruppo Riccardo Sacchi)

Perché ha deciso di lasciare Forza Italia per salire nel Carroccio?

«Le due situazioni non sono tra loro legate e consequenziali. Quando ho lasciato il gruppo consiliare di Forza Italia ho ritenuto corretto spiegarne i motivi che non erano sicuramente legati né al capogruppo Sacchi e tantomeno alla condivisione del lavoro con gli altri esponenti dell’opposizione. Tant’è che i rapporti tra noi sono rimasti immutati. Solo dopo qualche mese sono convintamente entrato nella Lega, è successo all’assemblea di luglio quando è stato aperto il tesseramento e così come tanti altri maceratesi ho aderito al partito come sostenitore senza quindi utilizzare vie particolari. Ho trovato un ambiente in cui sin da subito mi sono sentito in sintonia sia con il senatore Arrigoni che con tutti gli altri amici che ne facevano parte».

Come mai le assemblee della Lega a Macerata si tengono alla Domus Sa Giuliano? Per il legame del deputato Patassini con qualcuno in Curia?

«Credo che sia stata una location adeguata alle esigenze del numero dei partecipanti e nulla di più».

Ci sarà un centrodestra unito alle prossime comunali?

«Auspico vivamente che il centrodestra sia coeso non soltanto in modo funzionale alla competizione elettorale o ai cosiddetti primi 100 giorni di governo. Mi auguro (e le premesse ci sono tutte) che si dia vita a un modello capace di dare alla città un autentico sviluppo innovativo per i prossimi dieci anni».

Gli ultimi due comunicati del centrodestra erano firmati da tutti i consiglieri tranne lei. Come mai?

«Non vi è una ragione specifica e tantomeno questioni sottese. Stiamo lavorando alacremente per offrire una squadra credibile e competitiva senza partire dalla copertina: prima i contenuti piuttosto che l’apparenza. In ogni caso non spetta a me avviare iniziative elettorali. In Consiglio prosegue in modo fruttuoso il lavoro di gruppo». 

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A sinistra Paolo Arrigoni all’ultima assemblea della Lega a Macerata

E a chi spetta? In attesa del nuovo segretario cittadino che sarà scelto come annunciato da Arrigoni tra ottobre  e novembre?

«In questo momento spetta al senatore Arrigoni a cui compete la direzione del partito in città. Non soltanto come carica ma soprattutto come riconoscimento unitario di legittimazione».

Arrigoni è anche commissario nelle Marche oltre che a Macerata. E nel 2020 si voterà in contemporanea alle regionali e alle comunali.

«Dobbiamo ringraziare Matteo Salvini che ha individuato nel senatore Arrigoni il commisario per le Marche: persona giusta al momento giusto. A lui non dobbiamo rivolgere ringraziamenti di forma ma di sostanza con l’impegno di tutti a perseguire le indicazioni che ci vengono date».

Come spiega il voto disgiunto alle ultime le elezioni di maggio? Salvini ha preso oltre il 50% alle europee in diversi comuni del Maceratese dove la Lega è uscita sconfitta alle Comunali. 

«Innanzitutto la relazione non può essere fatta correttamente laddove nei piccoli comuni non vi erano simboli di partito, in ogni caso è innegabile che la forza della Lega deve tradursi in un sostanziale buon governo nei territori con rappresentanza di persone locali. Ed è proprio per questo che anche a Macerata la squadra della Lega sta crescendo sia nei numeri che nella qualità nelle persone e sono sicuro che questo si tradurrà in un risultato positivo, coerente con il dato nazionale. A tale riguardo, grazie anche all’intuizione del senatore Arrigoni, tra pochi giorni nelle Marche prenderà il via l’accademia di formazione politica della Lega a cui hanno aderito nel giro di pochi giorni 150 sostenitori, me compreso».

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Andrea Marchiori all’assemblea dell’11 settembre

Come vede la probabile candidatura dell’assessore Narciso Ricotta alle primarie del centrosinistra?

«Ricotta è un candidato in totale continuità con l’Amministrazione Carancini: una condizione sufficiente a renderlo un potenziale pessimo sindaco. Appare evidente a tutti che sia Ricotta che altri politici del corso decennale Carancini tentano di smarcarsi da questo curriculum, ma i maceratesi non si faranno ingannare. Leggendo alcune interviste pubblicate in quest’ultimo periodo su Cm è evidente che ad ogni tornata elettorale si ripresentano le stesse facce e gli stessi tatticismi mascherati da primarie del centro sinistra. Sono giochini tutti interni all’area Pd e alle sue correnti derivate, capeggiate da persone che cercano di farsi lo sgambetto per ottenere il ‘premio di maggioranza’. La Lega si concentra unicamente sui cittadini a cui proporre il cambiamento che invocano».

In questi cinque anni è stato molto attivo in Consiglio. Ha un record di interrogazioni e odg presentati. 

«Molti degli 80 atti che portano la mia firma sono stati approvati all’unanimità o larga maggioranza: stare sul pezzo, come dite voi giornalisti, significa vivere la politica anche battendomi per quello che è necessario ed utile alla comunità. Sono stato spesso molto critico con il sindaco e la Giunta e l’ho fatto sempre argomentando civilmente i fatti e le proposte senza usare la gogna mediatica contro la persona. Le occasioni perse dalla giunta Carancini ed i suoi errori strategici sono sotto gli occhi di tutti ma sono convinto che l’apporto a volte critico a volte propositivo sia stato utile. Temo comunque che la situazione contabile che lasceranno sarà il peccato maggiore; l’incremento dei mutui e la condanna nell’arbitrato Nvt avranno un peso significativo e questo è imperdonabile».

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Processo Oseghale, Andrea Marchiori con Alessandra Verni, mamma di Pamela

In merito ai fatti di Macerata, quali sensazioni restano del processo Oseghale e del rapporto avuto con l’avvocato Verni (zio di Pamela Mastropietro)? 

«Quel processo è stato coinvolgente e l’impegno è stato ripagato dall’esito, sperato ma non altrettanto scontato, conseguito grazie all’opera professionale di tutti coloro che hanno lavorato in modo corale per sostenere l’accusa. Con l’avvocato Marco Verni abbiamo condiviso tanti momenti, sia di studio che di scelte processuali e la sua tenacia mi ha insegnato molto. Ciò che non dimenticherò per tutta la vita però sono gli occhi della mamma e della nonna di Pamela, la loro dignitosa reazione alle tante bugie raccontate dall’imputato e l’abbraccio che ci siamo scambiati dopo la lettura della motivazione. Macerata non può, non deve mai dimenticare che una ragazza di nemmeno vent’anni è stata fatta a pezzi nel cuore della città che aveva raggiunto perché voleva tornare dalla propria famiglia. Macerata ha il dovere di onorare la memoria di chi è diventata, suo malgrado, un simbolo di tutti quei giovani che gridano la loro rabbia e il loro disagio affinché qualcuno li aiuti a riconquistare la vita sfuggita di mano. Sono sicuro che questo angelo veglia sulla nostra città e se grazie a lei anche solo una vita tornerà ad avere un senso ci saremo meritati il suo perdono; la riconosceremo ogni volta che vedremo una ragazza sorridere perché si è liberata dal suo demone».

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L’avvocato Andrea Marchiori con Marco Verni, zio di Pamela

Non va dimenticato quello è che successo a Pamela. E dopo Oseghale c’è stato anche Traini. 

«In quell’istante c’è stata una mano che ha vegliato sulla città e solo per un miracolo non abbiamo pianto un’altra o più vittime. Il raid razzista di Traini va condannato senza se e senza ma. E senza però (visto che ne abbiamo sentiti diversi). Tuttavia le iniziative politiche di quei giorni sono state concentrate sulla liberazione di Macerata dai razzisti quando il problema non era quello perché si è trattato del gesto isolato di un pazzo. Macerata andava liberata dalla delinquenza che girava intorno allo spaccio di droga».

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Un gazebo allestito oggi a Treia

Il senatore Paolo Arrigoni oggi ha inviato una nota sui gazebo della Lega allestiti nelle piazze marchigiane questo weekend: “Oltre 6000 marchigiani hanno firmato per sostenere Matteo Salvini contro il Governo delle poltrone e dei servi di Bruxelles – scrive il responsabile della Lega Marche –  Due giorni per raccogliere idee, consigli e proposte dei cittadini che sono preoccupati e arrabbiati per lo scippo della democrazia ad opera di Pd e M5s, e che chiedono alla Lega di far sentire la loro voce. Nei quasi 80 gazebo, allestiti questo sabato e questa domenica in oltre 50 comuni marchigiani, le firme raccolte sono state più di 6000: un risultato straordinario e che in alcuni momenti della giornata ha visto le code ai gazebo. Sono stati tantissimi i marchigiani che hanno anche deciso di tesserarsi e che aspettano le elezioni regionali per dare il loro contributo nel liberare le Marche dal Pd, dalla sua politica clientelare e dai suoi nuovi alleati del M55”.

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