Reperti piceni a Monte di Castro,
archeologi a caccia
con droni e ricostruzioni digitali

CESSAPALOMBO - Si punta a recuperare e approfondire il patrimonio di dati, documenti e reperti provenienti dagli scavi effettuati tra il 1956 e il 1957. Il sindaco Giuseppina Feliciotti: «Un progetto destinato a rafforzare il valore storico e culturale del Comune»

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L’area di Monte di Castro

Droni, ricostruzioni digitali, studi topografici e analisi dei dati Lidar per approfondire le ricerche sull’area archeologica picena di Poggio la Città-Monte di Castro, tra Cessapalombo e San Ginesio.

L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro a Cessapalombo. Il progetto coinvolge la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli, Fermo e Macerata, il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Macerata, il Museo archeologico nazionale delle Marche, l’Unione montana dei Monti Azzurri e i Comuni di Cessapalombo e San Ginesio.
Il progetto punta a recuperare e approfondire il patrimonio di dati, documenti e reperti provenienti dagli scavi effettuati tra il 1956 e il 1957, attraverso la rilettura della documentazione conservata negli archivi della Soprintendenza e nuove attività di ricerca sul territorio.

Tra le azioni previste figurano rilievi con drone, analisi dei dati Lidar, studi topografici, ricostruzioni digitali del paesaggio antico e l’analisi sistematica dei reperti custoditi nel Museo archeologico nazionale delle Marche.

Secondo il direttore del Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Macerata, Roberto Mancini, il progetto si fonda sulle metodologie più avanzate della ricerca archeologica e consentirà di rileggere le aree appenniniche non solo come luoghi da visitare, ma anche come territori in cui vivere in un contesto più umano e comunitario.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il valore della nuova area dedicata a Monte di Castro all’interno dei depositi visitabili del museo. Tra le prospettive future figurano iniziative divulgative e didattiche, percorsi di visita e archeotrekking, strumenti digitali e una possibile mostra dedicata alla storia delle ricerche.

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Giuseppina Feliciotti

Per il soprintendente Giovanni Issini «il progetto rappresenta un’opportunità importante per le aree interne del Maceratese, con l’obiettivo di approfondire la conoscenza di un sistema insediativo di grande rilevanza e promuoverne una valorizzazione sostenibile.

L’Unione montana dei Monti Azzurri ha già finanziato il progetto. Il presidente Giampiero Feliciotti ha indicato come prossima sfida l’individuazione di un immobile da destinare, nell’arco di tre anni, a museo archeologico, così da poter ospitare i reperti una volta conclusa la fase di studio.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Cessapalombo, Giuseppina Feliciotti, che ha definito l’iniziativa «un progetto di rilevanza territoriale destinato a rafforzare il valore storico e culturale del Comune e a inserirlo in un circuito che comprende anche l’Abbadia di Fiastra e Caldarola, con positive ricadute sul turismo e sulle visite didattiche».

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