Rebus Canil, la Rata resta sullo sfondo
Carancini: «Non si è fatto avanti nessuno»

FUTURO BIANCOROSSO - Il sindaco oggi in Consiglio ha risposto a un'interrogazione con richiesta di chiarimenti sulla situazione della Maceratese. Il presidente del Matelica: «Ci riuniremo in settimana col direttivo e decideremo il da farsi»
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Mauro Canil

 

di Mauro Giustozzi

Il ciclone Mauro Canil irrompe nello scenario calcistico regionale che potrebbe subire profonde trasformazioni rispetto a quello che deciderà l’imprenditore veneto. Matelica “trema” perché il patron potrebbe decidere, dopo aver portato il club dall’anonimato dei campionati provinciali ai vertici di quelli dilettanti nazionali, di spostare altrove l’attività della prima squadra. Anche perché nel frattempo l’altra squadra di famiglia, la Fabiani, ha ottenuto la promozione in Prima categoria. Nel mirino delle destinazioni, sempre restando alle voci che corrono visto che di ufficiale non c’è alcunchè, ci sono Ancona e soprattutto Macerata. Nel frattempo, è arrivata la risposta del sindaco Romano Carancini in consiglio all’interrogazione presentata dai consiglieri Andrea Marchiori e Riccardo Sacchi che hanno chiesto chiarimenti sulla situazione, e sul futuro, del calcio nel capoluogo. «Ad oggi non c’è nessun atto concreto di alcuna persona o cordata che possa far pensare ad un imminente ripresa del calcio biancorosso», ha detto il primo cittadino.

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L’allenatore Luca Tiozzo, il presidente del Matelica Mauro Canil e il direttore sportivo Andrea Maniero

Tornando al rebus Matelica, scartata completamente l’ipotesi San Benedetto del Tronto che pure fino a qualche mese fa era in campo. A livello ufficiale c’è solo la presa di posizione del club dell’alto maceratese attraverso una nota dell’ufficio stampa: «Ci riuniremo in settimana col direttivo e decideremo il da farsi –ha detto Mauro Canil – . Qualsiasi altra informazione o notizia è falsa perché mi sono sempre relazionato col direttivo e ogni decisione è sempre arrivata insieme». Naturalmente non poteva essere diversamente in un momento delicato come è quello attuale. E’ vero che la squadra di mister Tiozzo ha concluso alla grande i playoff battendo sia L’Aquila che il Pineto. Ma profonda resta la delusione per un campionato che sembrava prima stravinto, poi perso, poi vinto nuovamente e perso negli ultimi novanta minuti. Va detto che questo scoramento Mauro Canil lo ha mostrato già altre volte negli anni passati a fine stagione, quando i risultati auspicati sono sempre venuti meno. Rilanciando continuamente la sfida. Nell’entourage dirigenziale matelicese si fa affidamento che anche stavolta sia così. E cioè che dopo la giustificata amarezza il patron voglia investire ancora una volta a Matelica.

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Il rigore sbagliato da Kyeramateng ad Avezzano, nella sfida decisiva per la promozione in Lega Pro

Questa volta, però, pare che la delusione sia troppo cocente per essere smaltita in questo modo. Ed ecco, quindi, balenare la possibilità di spostare l’attività della prima squadra, comunque legata alla serie D anche nel prossimo anno, in un’altra piazza. Un’operazione che assomiglierebbe molto a quella che, nel volley, ha effettuato qualche anno fa la Lube passando da Macerata a Civitanova dove ha trovato una buona accoglienza e soprattutto un palazzetto adeguato. In questo caso due sono le piazze appetibili per Canil: Ancona e Macerata dove il calcio è stato azzerato dalle note vicende extra campo. Il capoluogo di regione offre indubbiamente una grandissima visibilità, anche se lì c’è già una società ben strutturata e ambiziosa che opera e quindi gli spazi sarebbero ridotti. Macerata, dal canto suo, può offrire invece una moltitudine di impianti sportivi dove svolgere l’attività ma non presenta invece alcuna società calcistica di riferimento per la città. Dunque Matelica, Macerata e Ancona sembrano nell’ordine le scelte che ha di fronte Mauro Canil. L’attesa non sarà lunga, visto che nelle prossime ore una decisione sarà comunque presa. In base, probabilmente, anche a chi offrirà l’opportunità più ghiotta per fare calcio in prospettiva di quella serie C che resta sempre nel mirino dell’imprenditore veneto.

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Il consigliere Andrea Marchiori oggi durante l’interrogazione sulla situazione del calcio a Macerata

Per quanto riguarda Macerata, fino a qualche giorno fa l’ipotesi più praticabile, sposata anche dall’amministrazione comunale, era quella di un rafforzamento dell’Helvia Recina che dovrebbe diventare la squadra della città, acquisendone i colori sociali e almeno parte di denominazione nella prossima stagione. Questo perché, viste le esperienze passate, l’obiettivo anche dei tifosi è intanto quello di ripartire con la Rata in campo il prossimo anno. Non importa da quale categoria, visto che ora la dirigenza del club arancionero è concentrata esclusivamente sui playoff promozione che dovrà disputare. Sulle opportunità che si presentano per la rinascita del calcio in città è stato chiaro oggi il sindaco Carancini, nel corso del Consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione di Andrea Marchiori e Riccardo Sacchi. «Siamo disponibili ad ascoltare qualsiasi soggetto o gruppo che abbia interesse alla ripresa del calcio biancorosso, ma a condizione che vogliano investire e che abbiano un progetto chiaro – ha detto il primo cittadino –  Abbiamo quattro impianti fondamentali che sono al servizio di un eventuale progetto: lo stadio Helvia Recina, gli impianti di Collevario e Villa Potenza e il campo dei Pini. Sui tifosi, dico che è utile che non si dividano. Qualsiasi forma di delegittimazione reciproca rende più difficile la soluzione e anche la politica deve starne fuori. Passaggi come quello di qualche mese fa all’ex mattatorio (l’assemblea dei tifosi) sono negativi, dato che la riservatezza in vicende come queste diventa un valore decisivo: quello che è accaduto è stato devastante per tanti aspetti, perché si perde fiducia e non si acquista credibilità.

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Il sindaco Romano Carancini in consiglio risponde all’interrogazione

Ribadisco che non abbiamo avuto contatti con Canil o con altre società – sottolinea il sindaco – per le norme della federazione i primi di giugno sono una barriera importante, speriamo che si possano fare passi in avanti». Carancini poi comunica che «dalla ricognizione all’impianto di Collevario abbiamo stimato danni significativi, avvenuti nel periodo in cui la società non ha operato, che stiamo valutando per approntare un intervento. Abbiamo anche formalizzato l’istanza di rivendica, domani mattina ci sarà l’udienza dal giudice delegato e posso anticipare che il suo parere è positivo».

 

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