I reati contestati ai 10 tifosi:
minacce a Tardella e Valori,
lancio di fumogeni e oltraggio

MACERATESE - La procura ha chiuso le indagini per i fatti che risalgono al match a porte chiuse con il Venezia. La Curva Just: "Colpiti coloro che per primi hanno sofferto per il sordido spettacolo offerto da una sequela di personaggi che hanno portato la società alla sparizione"
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I tifosi durante Venezia-Maceratese

 

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La siepe andata a fuoco dopo il lancio di un fumogeno

di Gianluca Ginella

L’ultimo match della storia della S. S. Maceratese si era giocato il 7 maggio in uno stadio deserto (leggi l’articolo). La società non aveva pagato gli steward e questi si erano rifiutati di essere presenti. Da qui la partita a porte chiuse. Ma un gruppetto di sostenitori del club si era piazzato in via Palmieri, vicino allo stadio, e da lì aveva assistito al match sostenendo incessantemente la squadra e criticando le gestioni societarie. Alcuni tifosi però avevano lanciato fumogeni e altri lanciato cori contro poliziotti, contro la ex presidente Maria Francesca Tardella e l’avvocato Federico Valori. Ora per quei fatti la procura ha chiuso le indagini per 10 tifosi, accusati, a vario titolo, di oltraggio e minacce e del lancio dei fumogeni. La Curva Just in un comunicato: «Sono stati colpiti coloro che per primi hanno sofferto per il sordido spettacolo offerto da una sequela di personaggi che, pur avendo portato la Rata alla sparizione ad oggi nulla hanno pagato in termini morali, sociali e soprattutto legali».

tifosi-venezia-maceratese-fumogeniAlcuni degli indagati, per i quali la procura ha chiuso le indagini, devono rispondere del lancio di «numerosi fumogeni – dice l’accusa – causando un incendio parziale della siepe lungo il perimetro che delimita lo stadio». Questo reato viene contestato a L. G. (32 anni), F. M. (21 anni), G. N. (38), S.G. (32), M. P. (37), M. S. (46).

Ci sono poi i cori rivolti verso le forze dell’ordine. In questo caso viene contestato ad alcuni supporter di aver rivolto frasi come: «sbirri di m…», «è facile stare qui a rubà lo stipendio, jete a pija li delinquenti». In questo caso sono 6 le persone indagate, tutte di Macerata. Oltre a S. G., 32 e F.M., 21 (che devono rispondere anche del lancio dei fumogeni), sono il 34enne G. B., il 38enne G. S., il 39enne R. D. e G. P., 56 anni. Di questi sei, cinque (ad eccezione del 21enne F. M.) sono indagati per minacce minacce alla Tardella e all’avvocato Valori. «Valori sei un uomo morto», «Ammazziano la Tardella», «Valori la pagherà» le frasi che vengono contestate. I tifosi sono assistiti dagli avvocati Nicola Piccinini, Luca Froldi e Giancarlo Giulianelli. «Mi piacerebbe che il sindaco di Macerata manifestasse la disponibilità per i tifosi che volessero fare la messa alla prova in Comune» dice l’avvocato Piccinini.

I tifosi della Curva Just in merito alla vicenda intervengono con un comunicato in cui ricordano come il 7 maggio scorso «Si gioca a porte chiuse per l’ennesima inadempienza dei vari dirigenti che si sono succeduti in questo campionato. I tifosi, stufi di un teatrino fatto di promesse, bugie, scuse, accuse vogliono comunque far sentire la loro vicinanza alla squadra e manifestare tutto il loro disappunto verso questa triste vicenda che ha portato, pochi giorni fa, alla radiazione della Maceratese. Viene fatto un po’ di colore e vengono scanditi dei cori, come ogni altra domenica. Tutto qui. Nessuna violenza, nessun ferito, nessun sconvolgimento dell’ordine pubblico. Tuttavia dieci tifosi, rei solo di aver dimostrato in quella occasione tutta la loro passione per la squadra e lo sdegno per la vergognosa situazione societaria, vengono colpiti con denunce e daspo proprio nei giorni in cui la Maceratese viene esclusa da ogni campionato. Sono stati colpiti coloro che per primi hanno sofferto per il sordido spettacolo offerto da una sequela di personaggi che, pur avendo portato la Rata alla sparizione, ad oggi nulla hanno pagato in termini morali, sociali e soprattutto legali».

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