Rata, la Tardella non incassa
E restano in piedi le denunce

SOMMA ALGEBRICA - L'ex presidente non ha sinora ricavato nulla dalla fidejussione per la vendita del club. E' venuta meno la conditio necessaria alla transazione di fine giugno
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Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

UN PASSO INDIETRO, doveroso (+) e fastidioso insieme (-).

DOVEROSO (+) perché diverse sollecitazioni dai social rendono necessaria l’attualizzazione ai giorni d’oggi dello status legale dell’ex vertice della Maceratese di tardelliana genesi.

FASTIDIOSO (-) per il rischio di essere frainteso ed anche per il fatto di trovarmi costretto a rimettere il dito nella piaga di un passato certamente non remoto ma ormai assorbito dall’oblio (—).

ANCHE DI CHI (-) avrebbe dovuto attivarsi con una tempestiva azione di recupero del salvabile per non cancellare quasi un secolo di storia del calcio biancorosso.

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Il sindaco Romano Carancini

IL RIFERIMENTO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE (-) è naturalmente del tutto casuale.

IL MESSAGGIO FILTRATO DAGLI ACCADIMENTI della scorsa estate ed ormai consolidato è il seguente (-): al salvataggio della Rata – valore cittadino, come più volte verbalmente enfatizzato dall’avvocato Carancini – è stato preferito quello della dottoressa Tardella.

“VUOLSI COSI’ colà dove si puote ciò che si vuole…..”

OLTRE ALLA LIBERAZIONE DAI DEBITI, l’ex patron della Maceratese avrebbe così ottenuto un’interessante contropartita in denaro e la remissione delle querele a suo tempo presentate dagli iniziali acquirenti del suo club.

LA REALTA’ è diversa (-).

INTANTO (-) per l’assenza di un’entità superiore in grado di decidere in tal senso (potevo quindi risparmiami l’irriguardosa citazione del Sommo Poeta).

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Filippo Spalletta

E POI PER LE SOTTOELENCATE precisazioni tecnico-giuridiche (-) che tenterò di delucidare.

 (A)- NONOSTANTE SIA STATO RESO RECENTEMENTE ESECUTIVO, dal tribunale di Napoli, il decreto ingiuntivo a carico dell’emittente (un Confidi partenopeo), la Tardella non ha sinora ricavato alcunché dalla fidejussione da questo Istituto a suo tempo rilasciata a Spalletta per suo conto. A garanzia del pagamento dilazionato di 275mila euro dallo stesso dovuto alla controparte in relazione all’arcinoto contratto di vendita della Rata stipulato nel novembre del 2016.

TITOLO inutilmente posto all’incasso dalla Tardella alla sua maturazione (-).

SONO INVECE RIMASTE IN ESSERE le due denunce a carico della suddetta. Che l’accusano di gravi reati societari.

UNA PERSONALE DI FILIPPO SPALLETTA e l’altra della stessa Maceratese/Società, firmata dall’allora amministratore della Srl.

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Claudio Liotti

(B)- E’ COMUNE CONVINZIONE (-) che quest’ultima sia stata ritirata a fine giugno scorso da Liotti. All’atto dell’accordo con cui, da parte sua, l’ex numero uno biancorosso rinunciava a qualsiasi suo diritto (evizione) sulle quote della Maceratese nel frattempo cedute all’imprenditore di Napoli da Spalletta.

IN EFFETTI LA TRANSAZIONE fu formalizzata. Però con la clausola che sarebbe stata valida solo se la Rata fosse rimasta in terza divisione (+). Cioè fra i professionisti.

CONDITIO SINE QUA NON ovviamente pretesa dalla Tardella, per la quale il biancorosso evidentemente significava qualcosa (+).

AL CONTRARIO DI LIOTTI. Come i fatti avrebbero per il seguito ampiamente dimostrato (-).

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La stretta di mano Filippo Spalletta e Maria Francesca Tardella

FAVORITI DALLA SCARSA ATTENZIONE di chi – sia pure nei dovuti limiti di riservatezza – avrebbe dovuto controllarlo per il semplice motivo che stava gestendo il tanto conclamato “valore cittadino” (-).

(C)-CONCLUSIONE: ambedue le querele sono in piedi.

QUESTO ESCLUDE (+) che ci siano stati salvataggi.

SARA’ DUNQUE LA MAGISTRATURA (+) a chiudere definitivamente il… quinquennio tardelliano.

CONSIGLIEREI DI RINVIARE a quel giorno eventuali, ulteriori considerazioni (=polemiche).



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