Rata, 24 ore per la verità:
fissato incontro tra cordata e sindaco
La notte d’orgoglio della Curva Just

CAOS BIANCOROSSO - Nel pomeriggio di domani Maurizio Mosca e gli altri interessati a creare una nuova società si vedranno, salvo imprevisti, con Romano Carancini. Impossibili pronostici sull'esito del summit. Ieri sera centinaia di supporter si sono trovati allo stadio Helvia Recina
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Romano Carancini e Maurizio Mosca

 

di Mauro Giustozzi

Se non ci saranno colpi di scena all’ultimo minuto, magari qualche sms che annulla tutto come accaduto sabato mattina, domani sarà il giorno della verità in casa biancorossa. E’ in programma, infatti, nel primo pomeriggio l’incontro tra la cordata locale di cui fanno parte Maurizio Mosca, Maurizio Gagliardini, Fabio e Lorenzo Berrè e Gabriele Cofanelli e il primo cittadino Romano Carancini. Un faccia a faccia lungamente atteso, rinviato e che stavolta finalmente dovrebbe avvenire. L’esito è impronosticabile e niente affatto scontato. La situazione, invece, appare chiara e senza alternative. Evaporate tutte le piste che conducevano verso un’improbabile allocazione della nuova Maceratese nel campionato nazionale di serie D, per costi assolutamente proibitivi in assenza di finanziatori facoltosi in grado di mettere sul piatto numerose centinaia di migliaia di euro, sullo scenario resta solamente l’ipotesi di una nuova società biancorossa che possa essere iscritta all’Eccellenza regionale. Se anche questa pista dovesse essere ritenuta non idonea dal sindaco Carancini, allora sì che per Macerata si spalancherebbero le porte di un anno senza calcio di un certo livello. Ciò che non è mai accaduto in 95 anni di storia del calcio biancorosso. Che ha attraversato in passato momenti turbolenti, ma mai paragonabili a quanto accaduto nella parte finale dello scorso anno e in questi otto mesi del 2017.

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L’avvocato Gabriele Cofanelli

Dunque, dopo tanti rinvii, tanti personaggi che si sono affacciati da fasulli protagonisti di salvataggi miracolosi della Rata prima in serie C e poi in D, ai tifosi, ma in genere alla città di Macerata resta la speranza che almeno l’Eccellenza possa essere la categoria da cui ripartire. Certo, per molti passare in un sol colpo dalla serie C, da due annate sul campo tutto sommato da protagonisti, a un torneo regionale come l’Eccellenza può far storcere il naso. Ma, ad oggi, questa è la realtà con cui deve fare i conti la città di Macerata che non è in grado di esprimere potenzialmente investitori in grado di sostenere categorie superiori. Questo non vuol dire che in futuro ciò non potrà anche accadere. Ma al momento il quadro è questo. Se poi il sindaco Carancini da questo confronto con la cordata locale tirerà fuori il classico coniglio dal cilindro, cioè un finanziatore serio, solido, importante che dia garanzie anche per un passo più lungo dell’Eccellenza ben venga. Ma, visto ciò che è passato in città negli ultimi mesi, eccezion fatta per l’apparizione pur fugace di Mauro Canil, il resto oggettivamente è servito solamente a creare chiacchiere, tensioni e a far perdere tempo perdendo di vista anche l’obiettivo vero che era quello di riuscire a salvare il titolo sportivo della Rata. Oggi perduto e consegnato alla storia. Dunque dall’incontro ci si aspetta un chiarimento netto e definitivo. O si va avanti col calcio biancorosso e si mettono sul tavolo atti concreti per farlo. Oppure è più dignitoso dire pubblicamente che non è possibile alcuna soluzione ed ognuno così potrà tirare le sue conclusioni su colpe e responsabilità di questa resa.

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orgoglio-e-sdegno-biancorosso-3-325x215Bandiere, striscioni, magliette, sciarpe biancorosse, cori. E’ stata la serata organizzata dalla Curva Just denominata ‘Orgoglio e sdegno biancorosso’ che ha visto confluire sotto le luci dei riflettori dello stadio Helvia Recina, all’interno dell’omonima curva che ospita la parte più calda dei tifosi della Rata, alcune centinaia di supporter biancorossi per una serata perfettamente riuscita, una serata nostalgica per quello che non c’è più e piena di rabbia per tutte le vicende che si sono susseguite e che hanno portato alla scomparsa del club che fino allo scorso maggio militava in serie C. I tredici chili di porchetta non sono bastati per soddisfare tutti i presenti all’iniziativa che ha riacceso lo stadio dalle 20,30 alle 23,30: la grande festa organizzata nella Curva Just dai tifosi della Maceratese è servita soprattutto a sostenere ed essere vicini ai colleghi che sono stati colpiti dalle recenti denunce in seguito ai fatti dell’ultima storica partita in Lega Pro della Rata, giocata peraltro a porte chiuse, contro il Venezia. I fondi raccolti in questa occasione e quelli che si continueranno a racimolare nei prossimi giorni serviranno a sostenere le spese legali che dovranno affrontare i dieci supporter della Rata incappati nelle denunce.

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