Rata ammaliata dalle sirene bresciane,
“all in” per la Serie D

IN PUNTA DI SPILLO - Il sindaco Romano Carancini si fida dell'imprenditore lombardo Alberto Ruggeri, ben inserito nel calcio che conta. Ma è difficile dimenticare i buchi nell'acqua delle cordate "fuori regione" che si sono avvicinate alla società nell'ultimo anno. Più prudente l'ipotesi Eccellenza che i locali avevano la potenzialità economica di sostenere
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Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

IL CANTO delle sirene d’oltre regione continua ad ammaliare i maceratesi.

CHE NE APPREZZANO LA MELODIA, ma ne dimenticano le amare conseguenze.

TRAGICHE. Incominciando da quelle provocate da Spalletta e concludendo con l’impenetrabilità della gestione Liotti. In mezzo i pretendenti romani di primo letto (Fantauzzi /Macaluso), però svaniti nel giro di una notte, e le promesse del perugino La Cava. Infine l’altra esperienza capitolina di Chiaraluce, in uno studio notarile toscano…

ORA E’ IL TURNO DI ALBERTO RUGGERI: imprenditore bresciano di spessore, solvibile, dinamico, brillante, molto ben inserito nel mondo del calcio che conta.

PERSONAGGIO SICURAMENTE DI CARATURA tutt’affatto diversa rispetto a quella dei suoi predecessori. Peccato che le sue aziende siano a diverse centinaia di chilometri di distanza dalla nostra città e lì sia ubicata la sua attività imprenditoriale.

INEVITABILE CHE ABBIANO ACCESO LA FANTASIA DELLA TIFOSERIA “PISTACOPPA” i suoi programmi di una serie D ad alto livello. Propedeutica ad un sollecito, ma non so quanto auspicabile, ritorno fra i professionisti.

IN RETROVIA sono perciò scivolati quelli della “cordata” locale, più modestamente ma anche più realisticamente incardinati sul campionato regionale di vertice.

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Romano Carancini, sindaco di Macerata

L’AVVOCATO CARANCINI, che deve patrocinare la causa maceratese davanti alle alte sfere federali, ha scelto la prima soluzione più interessante anche sotto il profilo politico, ma di difficile realizzazione.

LA SUA CONSUMATA ABILITA’ ED IL SUO CARISMA hanno convinto gli industriali e professionisti locali ad un accordo sinergico (inizialmente un finanziamento di 150mila euro) con Ruggeri, il cui impegno economico è quadruplo.

UN OTTIMO RISULTATO, per nulla scontato.

PERO’ IL SINDACO ci ha pensato troppo. Al punto che la sua conferenza stampa di giovedì scorso ha coinciso con la data ultima per la richiesta di partecipazione al Campionato nazionale dilettanti, in soprannumero, da parte delle società estromesse dalla Lega Pro.

MANTOVA, COMO E MESSINA hanno rispettato i termini…

LA MACERATESE E’ COSTRETTA invece ad affidarsi alla comprensione di Tavecchio.

SEMPRE CHE Ruggeri ed i collegati Mosca/Berre’ e compagnia riescano a formalizzare l’accordo in un batter d’occhio. In modo da permettere all’avvocato Carancini di presentarsi davanti al presidente federale con un programma adeguato.

UN RISCHIO ENORME PER IL CALCIO BIANCOROSSO, essendo il suo funerale l’unica alternativa.

MOLTO PIU’ PRUDENTE, perché largamente possibile, sarebbe stata la scelta dell’”Eccellenza”.
Categoria certo non disonorevole, alla quale la Maceratese ha più volte partecipato e che ha più volte vinto.

NON MI RISULTA, a differenza invece di quanto dichiarato dal primo cittadino, che la cordata domestica non disponesse della forza economica per disputarla.

PER DI PIU’ SUPPORTATA da un organigramma già abbozzato nei suoi principali ruoli, ed elettrizzata dalla speranza di poter avere un presidente di grosso nome.

IN ALTO LOCO si è invece deciso di rischiare il tutto per tutto.

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