“Con la Rata
è morta una parte di me”

IN PUNTA DI SPILLO - La delusione di un cronista che ha seguito le sorti dei biancorossi per mezzo secolo. Ora c’è bisogno solo di un po’ di pazienza per conoscere la verità: quella processuale. Intanto Tardella lascia la Jesina
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Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

QUESTO PROBABILMENTE SARA’ il mio ultimo articolo sulla Maceratese live.

CON IL DIRETTORE ZALLOCCO, che ringrazio pubblicamente, insieme alla sua redazione, per l’ampia libertà di espressione sempre concessami, forse troveremo altri spunti di collaborazione su Cronache Maceratesi. Il cui ricordo conserverò comunque sempre nel cuore.

CREDO CHE IL RITORNO ALLA MIA AMATA FINANZA possa essere il porto sicuro.

LA MIA ETA’, a questo punto, non mi consente molte altre chances.

IMPROBABILE QUELLA di poter tornare a scrivere sulla Rata in attività, e quindi in…diretta dopo mezzo secolo di grande passione.

NON HO VERGOGNA di affermare che è morta anche una parte di me stesso.

CONTEMPORANEAMENTE al certificato di decesso della Benamata, formalizzato alla fine della scorsa settimana con la decisione di rinunciarne iscrizione al campionato di terza categoria.

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Alessandro Chiaraluce

FIRMATO DA CHIARALUCE, insieme ad alcuni volonterosi, fra i quali il sottoscritto, che in extremis hanno inutilmente tentato di salvare il salvabile.

IN REALTA’ IL DE PROFUNDIS era stato intonato da giorni. A Chiaraluce ed ai suoi amici non è rimasto che prenderne atto e procedere alla tumulazione nel disinteresse generale.

E’ STATA INFATTI L’INDIFFERENZA DELLA CITTA’ a decretare la fine dei quasi cent’anni di storia della Maceratese.

LA MEDESIMA SUPERFICIALITA’ con cui sono state seguite le incredibili vicende delle gestioni dirigenziali dello scorso campionato, drammaticamente concluse dal tonfo estivo.

AVVIATE DALLA CESSIONE della Società dalla Tardella a Spalletta. Operazione rivelatasi certamente sbagliata sul piano dell’affidabilità dell’acquirente (sulla cui solvibilità ed onorabilità la Lega Pro peraltro deve ancora…esprimersi, nonostante l’obbligo statutario del “gradimento”), ma ineccepibile in punta di diritto (Carancini ipse dixit nella sua ultima, movimentata conferenza stampa) e senza alcuna alternativa (anche qui esplicita ammissione del sindaco) in una situazione di stringente bisogno da parte della venditrice.

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La lettera inviata dal presidente Tavecchio al sindaco Romano Carancini

SONO IN CORSO DENUNCE INCROCIATE, per cui sarà la Magistratura ad esprimersi. Riguardo al contenuto dell’accordo ed a quanto accaduto successivamente alla stipula del contratto. Quindi c’è bisogno solo di un po’ di pazienza per conoscere la verità. Almeno quella processuale.

INTANTO LA TARDELLA ha già finito la sua esperienza alla Jesina: la società ha comunicato che il cda guidato dall’avvocato Marco Polita è stato prorogato fino al 31 agosto 2018. Dunque Maria Francesca Tardella non investirà sulla Jesina dove il 6 giugno era stata presentata come consulente esterno.

LA FREDDEZZA DEI MACERATESI però non ha stupito, perché rientra nella tradizione…

SU COME SIA STATA INTERPRETATA (AL MEGLIO!!!) dal Palazzo, non è il caso di ripetersi. Anche qui nel rigoroso rispetto dell’abitudine ai flop. Come da lungo elenco a mente di tutti i concittadini.

L’ALTRA SERA ne ho sentito accennare perfino nel corso di un sermone in una chiesa del centro.

PER DARE SOLO L’IDEA CONCLUSIVA DELL’ACUTEZZA DELL’OPERATO AL VERTICE, sottolineo che nessuno si è accorto, e quindi ha minimamente protestato se non altro per una semplice questione di pretesa di rispetto, della lampante contraddizione fra la decisione del presidente della Figc, Tavecchio, di assegnare alla Maceratese l’umiliante collocazione nel campionato di prima categoria, ed il fatto che erano nel frattempo scaduti i termini della relativa iscrizione, come scritto da Cronache Maceratesi (leggi).

MA ANCHE QUESTO non ha sorpreso.

CIO’CHE INVECE MI HA STUPITO è stato l’ostracismo della tifoseria (salvo l’apprezzabile tentativo del “gruppo Chiaraluce”) alla ripartenza dal primo gradino dei campionati federali.

QUELLA TERZA CATEGORIA che invece è stata accettata dall’Ancona, capoluogo di regione, onusta di gloria ben più illuminante di quella maceratese, e che dalle nostre parti vive ancora dell’antico ricordo del campionato vinto dalla ricostruita società biancorossa di Faggiolati nel 1989.

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I tifosi della Maceratese

SE CIO’ FOSSE AVVENUTO, i novantacinque anni di storia della Maceratese sarebbero stati salvati. In umiltà ma con dignità.

SI E’ INVECE PREFERITO l’anno sabbatico. Quasi una catarsi per chi ne ha effettivamente compreso il significato.

SAREI CURIOSO di conoscere le ragioni di questa scelta.

AZZARDO: snobismo da… Atene delle Marche?

MA AUSPICO che l’integralismo non renda impraticabile sinergie con l’Helvia Recina. L’unica via d’uscita dall’impasse.

CARANCINI HA DICHIARATO nell’ultimo rapporto alla stampa che “…a Macerata resta una squadra di calcio”. Alludendo evidentemente a quella del presidente Crocioni.

SI FACCIA ALMENO CARICO di portare avanti questo progetto.

 

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