Campo di Collevario, bollette non pagate:
scontro tra Maceratese e Comune
“Una vicenda penosa”

IL CASO - L'ente ha revocato la convenzione per 36mila euro di debiti accumulati dalla società di calcio con l'Apm. La giunta ha dato mandato a un avvocato per riavere la struttura. Il sindaco: "Abbiamo cercato di convocarli per evitare qualsiasi tipo di soluzione traumatica, c'è stata assoluta indifferenza e quindi abbiamo agito per difendere l'impianto"
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Il campo di Collevario

 

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Il sindaco Carancini

 

“Abbiamo cercato di convocarli per evitare qualsiasi tipo di soluzione traumatica, c’è stata assoluta indifferenza e quindi abbiamo agito per difendere l’impianto”. Campo di Collevario: Maceratese e Comune ai ferri corti. Si passa alle vie legali. Le parole del sindaco Romano Carancini e la delibera di giunta con cui è stato dato mandato all’avvocato Carlo Buongarzone non lasciano spazio a dubbi. Tutto nasce dai debiti accumulati dalla società di calcio per bollette non pagate: 36mila euro per la precisione. La convenzione era stata stipulata nel 2011 e aveva una durata di 20 anni. L’undici luglio scorso l’Apm ha comunicato al Comune il debito accumulato dalla Maceratese, e il relativo distacco delle utenze avvenuto tre giorni dopo. Così è stato chiesto ai dirigenti della società di provvedere quanto prima al pagamento dei debiti e quindi al ripristino del servizio idrico, pena la revoca della concessione. Non è arrivata nessuna risposta. E il 3 agosto il Comune ha definitivamente revocato la convenzione. Il presidente in carica, Carlo Crucianelli, non si è neanche presentato per le pratiche relative alla restituzione dell’impianto, quando è stato chiamata all’assessorato allo Sport, anzi ha diffidato l’ente ad astenersi da qualsiasi azione. A quel punto lo scontro è diventato inevitabile, e si è arrivati alla delibera dell’altro giorno. Con cui il Comune spenderà circa 3mila euro d’avvocato, minimo, per riavere un impianto pubblico, in cui tra l’altro erano stati anche realizzati terreno in sintetico e illuminazione.

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Carlo Crucianelli

“Abbiamo agito proprio per difendere l’impianto – aggiunge Carancini – e per restituirlo alla città. Non servono altri commenti, ora saranno gli atti legali a decidere la conclusione di questa vicenda penosa. Sul tentativo di iscrizione alla Terza categoria invece non intendo aggiungere altro, quello che è successo e che hanno fatto queste figure parla da sé”. Rimanendo sempre in tema di impianti sportivi, c’è il capitolo stadio Helvia Recina. Due anni fa il Comune aveva speso ben 800mila euro per adeguare l’impianto al primo anno di Lega Pro della Maceratese. Poi le vicende societarie hanno affossato i biancorossi e ora uno stadio da professionisti rimarrà senza nessuna squadra. Una cattedrale nel deserto? “Vedremo quale tipo di utilizzo adottare – conclude il sindaco – naturalmente è un impianto sportivo importante che noi continueremo a mantenere. Intanto c’è l’Atletica Avis e quindi di sicuro continuerà ad essere utilizzato, poi attenderemo lo sviluppo delle vicende calcistiche”.

(redazione CM)

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