Crucianelli iscrive la Rata in Terza
La Figc chiede un report sui debiti

CAOS BIANCOROSSO - La speranza è il ripescaggio in Prima ma il presidente della Federazione regionale Paolo Cellini frena: "Rispetto a Civitanovese e Ancona la situazione è più complicata, non è scontato che il Consiglio di mercoledì accetti la domanda. Vogliamo un quadro completo della situazione economica"
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Il presidente della Figc Paolo Cellini

 

di Mauro Giustozzi

Maceratese a Anconitana raggiungono la Civitanovese in Prima categoria? Lo deciderà il consiglio straordinario della Figc Marche di mercoledì prossimo. Mentre i rossoblù adriatici hanno diritto a questo torneo già da tempo, anche se ne reclamano uno di categoria superiore con tanto di carte bollate, i cugini biancorossi (dorici e Rata) hanno fatto un percorso simile ma non uguale. Poche ore fa, infatti, alla Figc regionale è arrivata la richiesta di iscrizione alla Terza categoria da parte di Carlo Crucianelli a nome della SS.Maceratese 1922 che ha disputato lo scorso anno la serie C ed è poi stata esclusa dalla terza serie nazionale per le note inadempienze economiche. Diverso il discorso dell’Ancona, che ha costituito una nuova società che nulla a che vedere con quella retrocessa in D lo scorso anno, che ha avuto l’appoggio del sindaco Valeria Mancinelli ed è stata gradita dalla piazza e dalla tifoseria dorica.

Dunque strade diverse e verdetto finale diverso mercoledì? Probabile, possibile. Almeno sentendo le parole del presidente Paolo Cellini che, pur lasciando la decisione finale al consiglio straordinario del 30 agosto, disegna scenari differenti per i due club. “Iniziamo col dire che la Civitanovese è già in Prima categoria –afferma Paolo Cellini- per cui non rientra in questo ambito di discussione rispetto a quanto accade per Anconitana e Maceratese. Il percorso fatto dal nuovo club del capoluogo di regione è stato lineare. Lì si è costituita una nuova società, con una matricola nuova, con la vicinanza espressa sia alla Figc che pubblicamente dell’amministrazione comunale e del sindaco Valeria Mancinelli. Questa società si è iscritta regolarmente in Terza categoria. Ma ha chiesto, qualora ce ne fosse la possibilità, di poter essere ammessa categorie anche superiori se ce ne fosse la possibilità. In questo caso, considerando che si tratta di una città capoluogo di regione, che c’è stato un accreditamento da parte del sindaco di questa nuova compagine societaria, che la stessa tifoseria si è espressa positivamente verso questa nuova realtà ci sono dei presupposti perché il Consiglio straordinario possa esaminare questa possibilità di inserire l’Anconitana in una categoria superiore alla Terza”.

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Carlo Crucianelli

Per la Maceratese, invece, la strada appare in salita. Perché il club biancorosso è appesantito dalla mole debitoria che non è scomparsa in pochi mesi e anche per il fatto che la scelta fatta dal sindaco Romano Carancini, a suo tempo, è stata quella di provare la strada di una nuova società in serie D, come i regolamenti federali consentono, e non di intraprendere altri percorsi, come quello che Crucianelli con la sua Maceratese sta tentando in queste ore. “Ho avuto modo di interloquire oggi due volte con Carlo Crucianelli –afferma il presidente regionale Figc-. So che oggi, termine ultimo per l’iscrizione in Terza categoria, è stata inviata una domanda di iscrizione della Maceratese 1922 con la stessa matricola che il club aveva lo scorso anno tra i professionisti. Però, rispetto a Civitanovese ed Ancona, la posizione del club biancorosso è diversa. Nel senso che questo club, pur avendo titoli maggiori degli altri due, non iscrivendosi alla serie C prima ha poi tentato percorsi diversi col sindaco Carancini, con una nuova società che poteva iscriversi alla serie D o all’Eccellenza come previsto dalle norme federali. Come è accaduto alle altre escluse dai professionisti, Mantova, Como, Messina e Latina. Presentando però la pratica sempre in ritardo sulle scadenze previste. Tornando a questa Maceratese 1922, come ho ribadito allo stesso Crucianelli, siamo in presenza di una società che, arrivando da fatti noti che l’hanno esclusa per problemi economici dalla serie C, deve essere in grado di assumere e dare garanzie economiche serie, in primis per i debiti che ha nei confronti della Figc e dei tesserati. Lui mi ha ribadito che il club vanta anche crediti in Lega Pro. Per cercare di avere un quadro definito della situazione ho chiesto agli uffici di Firenze della stessa Lega di avere un report su debiti e crediti vantati dalla Maceratese. Almeno quelli sportivi. Ma, al momento, non ho ricevuto alcuna risposta”.

A zavorrare le speranze del club biancorosso di iscriversi in Prima categoria, anche la presenza in Promozione di un’altra squadra, l’Helvia Recina “Mentre la domanda fatta dall’Anconitana è completa in tutte le sue parti, compreso l’accreditamento della nuova società da parte del sindaco –conclude Cellini- quella della Maceratese per la Terza categoria non presenta questo aspetto che risulta decisivo nelle scelte che poi vengono fatte dal Consiglio regionale della Figc: dove a contare non possono essere solo i titoli sportivi dei club ma anche altre valutazioni”. Dunque, ricapitolando, Maceratese 1922 che ha fatto domanda di iscrizione in Terza categoria, provando la scalata poi alla Prima nel consiglio di mercoledì. Per Crucianelli l’ultimo tentativo di tenere in vita il calcio biancorosso. Mercoledì sapremo se ci riuscirà. Anche in caso di esito positivo c’è da domandarsi quanta vita futura potrà avere un club con alle calcagna tanti creditori. Non solo quelli che hanno bussato alle porte della Lega Pro di Firenze pignorando i conti del club. Per quanto riguarda chi ha tirato in ballo il Lodo Petrucci per giustificare questa immissione in Prima categoria di Anconitana e Maceratese va detto che questo lodo è stato abrogato il 27 maggio 2014 allorquando, in vista dell’imminente riforma dei campionati di Lega Pro, la Figc deliberò la generale ripartenza dalla Lega Nazionale Dilettanti di ogni squadra esclusa dai campionati professionistici. Il lodo Petrucci è stata una procedura amministrativa di diritto sportivo disciplinata dall’articolo 52 comma 6 del Noif che prevedeva che il titolo sportivo di una società calcistica, qualora la sua affiliazione venga rifiutata, possa essere conferita a una nuova società della stessa città su richiesta del suo sindaco, e ammessa a disputare il campionato dilettanti.

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