Rata, finora solo fumo:
sull’iscrizione in D
il gruppo romano prende tempo

CAOS BIANCOROSSO - Gli imprenditori interessati hanno rimandato tutto a metà della prossima settimana. I continui rinvii rischiano di far sfumare anche il paracadute della cordata locale e l'Eccellenza dove la Maceratese potrebbe dover fare i conti con l'Ancona
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Alessandro Chiaraluce

 

di Mauro Giustozzi

Dalla serie D all’Eccellenza o al nulla. Passano i giorni, si avvicinano le scadenze pure e, oltre a tante parole, non si muove nulla di concreto attorno alla Maceratese. La riprova l’incontro di ieri tra il sindaco Carancini da una parte e Alessandro Chiaraluce e due esponenti (ma non investitori) della cordata romana interessata a dare un futuro al club biancorosso. La montagna (cioè l’incontro) ha partorito il classico topolino: nessun atto concreto, nessuno che abbia tirato fuori identità e potenzialità economiche di questi investitori. Solo qualche mezza parola, come quella sull’imprenditore romano Vella, senza citare neppure il nome di battesimo. Incontro che ha lasciato enormi perplessità non solo nel primo cittadino, come da lui stesso dichiarato, ma anche e soprattutto nella tifoseria. Ci si aspettava, finalmente, chiarezza ed invece si continua a navigare a vista, con promesse e intenti di sistemare la situazione nel giro dei prossimi giorni. Rinvii su rinvii. Adesso sembra che da parte degli investitori romani tutto sia stato rimandato alla prossima settimana. Quella decisiva. Ma quante volte negli ultimi sei mesi abbiamo sentito dire che la settimana prossima sarebbe stata decisiva? Non ne teniamo più il conto. Si sperava che, dopo tutta la telenovela legata ai vari passaggi societari della scorsa stagione, si potesse mettere un punto e ripartire. Invece stiamo assistendo, ancora una volta, ad un film visto e rivisto. Sulla pelle del calcio biancorosso e di quei, pochi o tanti che siano, sportivi che ancora hanno voglia di seguire le vicende pallonare cittadine.

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Il sindaco Romano Carancini insieme al commercialista Chiaraluce

Il tempo delle chiacchiere è finito da tempo: ora ci vogliono assegni (possibilmente circolari) da mettere sul tavolo per adempiere a quelle che sono le incombenze per iscrivere la futura società, sia essa in serie D o Eccellenza. Oppure, onestamente, alzare le mani e dire con franchezza che a Macerata o a Roma non ci sono imprenditori con delle finanze tali da consentire a questa città di fare calcio ad un certo livello. Un’onestà intellettuale che aprirebbe le porte alla Terza categoria con una squadra che, però, giocherebbe nel segno della testimonianza di quel che fu il calcio biancorosso. Ieri Chiaraluce e gli altri esponenti della cordata romana hanno creato dal notaio, però in Toscana, la nuova società che dovrebbe, nelle loro intenzioni, partecipare alla serie D. Ma altro non si sa. Né l’entità del capitale sociale versato e neppure se, come dovrebbe accadere, si stia provvedendo a fare il primo atto ufficiale per tentare l’iscrizione alla serie D, ossia il pagamento del fondo perduto di 150mila euro. L’unica notizia di giornata da questo fronte è l’ennesimo rinvio, a metà della prossima settimana, di qualsiasi altra mossa del gruppo romano. Questo continuo rinvio di una qualsiasi decisione rischia di far decantare e sfumare anche la pista della cordata locale, ossia l’Eccellenza.

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Romano Carancini e Maurizio Mosca

Nel gruppo maceratese trapela irritazione per questo non decidere, per questi rinvii che rischiano di far fallire anche il possibile paracadute del massimo torneo regionale. Siamo già al 19 luglio e non si è ancora decisa che strada imboccare. E quando questa decisione arriverà potrebbe essere troppo tardi. Il gruppo Mosca certo non vanta risorse economiche elevatissime. Ma di certo quelle in grado di iscrivere la futura Rata all’Eccellenza, provando poi a crescere gradualmente. Però anche in questo caso è necessario che dal sindaco arrivi un segnale, visto che, sia in caso di D o di Eccellenza, toccherà comunque a Carancini perorare la causa del football biancorosso dal presidente Figc Tavecchio. Cosa necessariamente da fare il più presto possibile, non a campionati iniziati. Del resto, in Eccellenza, può spuntare anche la concorrenza dell’Ancona, club anch’esso defunto e che sembrerebbe poter ripartire proprio da questo torneo. Considerato che l’attuale Eccellenza è a 16 squadre, ma col certo ripescaggio della Recanatese in D e il conseguente inserimento del Ciabbino in Eccellenza, per Maceratese e/o Ancona l’iscrizione sarebbe in sovrannumero per un campionato a 18 o 17 squadre. La considerazione è che tra un mese inizierà la coppa Italia dilettanti e quindi il tempo può dirsi già scaduto. Ultima ipotesi, ma allo stato delle cose potrebbe diventare anche la prima, la non iscrizione ad alcun campionato di una società che nasca dalle ceneri della Rata. Un anno senza calcio, sabbatico, forse anche utile per svelenire l’ambiente e provare a ricostruire senza fretta ma con basi più solide un futuro calcistico in città.

 

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