Rata: c’era una volta, non c’è… ci sarà?

CAOS BIANCOROSSO - Tutto in alto mare per la Maceratese. Il tempo passa ma atti concreti non si registrano. A breve potrebbe esserci un incontro del gruppo che vuole creare una nuova società per fare chiarezza al proprio interno. Ma manca un capocordata. Carancini: "Medito una chiamata pubblica a chi vuole fare un progetto per il calcio in città"
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Maurizio Mosca

 

di Mauro Giustozzi

E’ sempre corsa contro il tempo, e si avvicina il baratro per la nuova Maceratese che dovrebbe nascere dalle ceneri della squadra non iscritta in serie C. “Situazione molto critica” sono gli spifferi che escono da un mutismo generale che abbraccia la cordata locale che sta provando a tenere in vita il calcio in città, puntando al torneo di Eccellenza. Ma i giorni passano senza che nulla di concreto avvenga. Ancora, e come sempre da febbraio ad oggi, tante mezze parole, indiscrezioni che sfuggono, ma di atti concreti nessuno. Nelle ultime ore, inoltre, le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Carancini di non potersi presentare dal presidente federale della Figc, Carlo Tavecchio, in assenza di un progetto calcio prospettato dai nuovi investitori del gruppo legato a Maurizio Mosca ha finito per alimentare ulteriori tensioni e fastidio in chi, pur con limiti economici e anche di impegno personale futuro nel club, pure qualcosa sta tentando di fare per non far spegnere definitivamente l’ultima fiammella. Nelle prossime ore, inoltre, sarebbe in programma un ulteriore summit per pianificare i costi da mettere in preventivo per disputare il torneo di Eccellenza.

Una riunione che dovrebbe anche servire a chiarire le posizioni all’interno del gruppo maceratese e anche nei confronti del sindaco Carancini.

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Il sindaco Romano Carancini

Il primo cittadino in serata ha ribadito la posizione già espressa ieri, confermando come sia la scarsità di risorse disponibili l’elemento che non fa andare avanti l’eventuale progetto da sottoporre al presidente Tavecchio. “Io non credo che l’ostacolo sia trovare il perno, la figura che gestirà poi il nuovo club – ha detto Romano Carancini – quanto invece la disponibilità di chi mette risorse economiche nella nuova società. Sto meditando tra domani o dopodomani di fare un ultimo tentativo, una sorta di chiamata pubblica a chi vuol starci in questo progetto per provare a rompere l’indifferenza che circonda la vicenda del calcio nella nostra città. Non è una chiamata diretta a qualcuno in particolare, ma direi in generale una sorta di ultimo appello per chi ci vuole stare con fatti concreti e non con le tante chiacchiere che sono state dette in città o scritte sui giornali in queste settimane”. Anche se il problema economico resta prioritario per il sindaco, non da meno è anche l’accertata mancanza di volontà di almeno uno dei componenti della cordata locale di poter prendere in prima persona la gestione poi della società e la sua riorganizzazione in chiave futura. Manca, insomma, il cosiddetto capocordata: colui il quale si intesti la volontà di trainare tutto il gruppo, pronto poi a dare il suo contributo attorno a questa figura. Ma nessuno, per ora, sembra volersi intestare questo ruolo. Un po’ quello che fece nel lontanissimo 1989, quando la Maceratese venne radiata dai ruoli federali, il compianto Claudio Molinari del Macerata Calcio che si assunse la responsabilità di diventare il primo club cittadino, affiancato da Maurizio Mosca e Franco Moressi reduci dall’esperienza finita male con la Rata. Stavolta, invece, in città non c’è o si fa fatica ad individuare una figura paragonabile a quella di Molinari capace di fare da fulcro attorno al quale far ripartire la nuova Maceratese. E, se questa figura non verrà individuata a breve, qualsiasi sforzo di tenere in vita il calcio biancorosso sarà destinato al fallimento.

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Il sindaco Romano Carancini insieme al commercialista Chiaraluce

Con l’anno sabbatico cui si consegnerebbe la città, evento mai accaduto nella storia quasi centenaria del calcio biancorosso, ma oggi molto più vicino di quel che si pensi. Purtroppo è la brutta storia di questa annata tragica per il calcio locale che ha avuto un unico filo conduttore. La perdita di tempo aspettando Godot. Prima, a febbraio quando c’era la possibilità, si è perso tempo e si poteva salvare la serie C. Poi a giugno si è perso tempo col tentativo velleitario di Crucianelli e Chiaraluce di salvare in extremis la società. Non paghi di quello già visto ecco ancora Chiaraluce che tiene in scacco tutto l’ambiente per un’altra decina di giorni dietro fantomatici personaggi romani intenzionati ad iscrivere la squadra alla serie D. Ed ora stesso spartito sembra accadere per l’Eccellenza, anche se almeno in questo caso i personaggi coinvolti sono di uno spessore ben più elevato e diverso da chi li ha preceduti. Nonostante questo non si fanno passi in avanti e la situazione precipita ogni giorno di più. Servirebbe un colpo di reni che faccia svoltare la situazione ma, francamente, non si vede da chi possa venire.

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Francesco Forte, ex numero uno della Maceratese

Intanto con lo svincolo dei tesserati della Maceratese che è fuori dagli organici della Figc, tutti i giocatori, non solo quelli della prima squadra sotto contratto ma anche l’intero settore giovanile, non ha più alcun legame con la vecchia società biancorossa. E può accasarsi in altre squadre. Alcuni degli elementi più interessanti, in vista di questa fine annunciata del club, erano entrati nel mirino di società di categoria superiore che li hanno potuto prendere a parametro zero. Tra questi due dei migliori calciatori hanno fatto un salto doppio, passando dal settore giovanile di una squadra di serie C a quello di un club della massima serie. Si tratta dell’esterno Marcantoni, classe ’99, che aveva assaporato nelle battute finali dello scorso campionato anche la convocazione e l’esordio in Lega Pro, finito nelle fila del Crotone e l’attaccante classe 2001 Shiba prelevato invece dal Sassuolo di Bucchi. E’ probabile che anche altri giovani atleti che avevano ben figurato al torneo di Viareggio e nella fase finale del campionato di categoria Berretti possano trovare collocazione in altri prestigiosi sodalizi di categoria superiore. Infine, dopo le ultime due stagioni con la maglia della Maceratese, il portiere Francesco Forte, 26 anni, ha trovato l’accordo con il Rende, club calabrese in odore di ripescaggio nel girone meridionale della serie C. Rende che ha battuto la concorrenza del Matera che era stato ad un passo dall’acquisto dell’ex biancorosso.

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