Rata, i romani in città
Aimo Diana il nome per la panchina
A Carancini l’ultima parola

CAOS BIANCOROSSO - Il portavoce Alessandro Chiaraluce e i rappresentanti della cordata che intendono iscrivere la squadra in serie D (con l'ex calciatore bresciano nome caldo per la guida tecnica) visiteranno gli impianti sportivi e poi saranno ricevuti dal sindaco, al quale spetta la decisione finale su quale strada intraprendere. Il gruppo capitanato da Mosca resta sullo sfondo, pronto a mettere in pratica il progetto di rifondazione partendo dall'Eccellenza
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Il sindaco Romano Carancini all’Helvia Recina

 

di Mauro Giustozzi

Prima una visita agli impianti sportivi di Collevario e dell’Helvia Recina poi l’appuntamento dal sindaco Romano Carancini. Giornata intensa per Alessandro Chiaraluce, portavoce del gruppo romano interessato a rilevare il testimone di quella Maceratese che sta per essere radiata dalla Figc (accadrà il 20 in occasione del Consiglio federale). Domani è infatti previsto l’arrivo in città degli esponenti di questa cordata romana, la seconda nel breve volgere di qualche mese dopo quella che si sciolse in pochi giorni legata ai nomi di Fantauzzi, Macaluso e Massone. I tempi stringono e decisivo sarà l’incontro col primo cittadino per poter avere il via libero al progetto di rinascita del calcio cittadino nel campionato di serie D. Questo è, infatti, il punto di ripartenza stabilito dal gruppo che, localmente, fa riferimento al commercialista osimano. Una serie D che impegna fortemente a livello economico la nuova società, visto che l’esborso minimo si aggira sui 6/700 mila euro. Addirittura sfonda il tetto del milione di euro nel caso, come sembra nelle intenzioni, che i nuovi eventuali proprietari vogliano puntare subito a riportare la nuova società biancorossa in serie C nel minor tempo possibile. Ma per far questo, ed avere il benestare dall’amministrazione cittadina, è evidente che il gruppo romano dovrà uscire allo scoperto mostrando solidità economica, affidabilità e progettualità seria. E’ troppo fresca la ferita aperta in città e nella tifoseria dalle vicende legate prima all’italo-svizzero Filippo Spalletta poi al napoletano Claudio Liotti per non chiedere, in primis dal sindaco Carancini, garanzie e certezze prima di affidare la gestione della rinascita del calcio cittadino a imprenditori provenienti da fuori regione. Questo non vuol dire affatto puntare il dito o criminalizzare chi ha voglia e vuol investire nella rinascita del football locale. Ma essere certi di non andare incontro ad altre avventure senza ritorno come la storia recente ha purtroppo insegnato.

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Aimo Diana

Finora, dalle poche indiscrezioni trapelate dall’assoluto riserbo che avvolge questa operazione serie D, si sa che gli investitori che sono alle spalle di Chiaraluce sono almeno quattro e che sia stata già pianificata nei dettagli l’operazione con tanto di organigramma tecnico che porterebbe a Macerata alcuni dirigenti sportivi che in passato hanno agito nel Pavia subito dopo il fallimento del club ad opera del gruppo cinese che l’aveva acquistato. Non è un caso che, tra i rumors di mercato, il nome del possibile nuovo allenatore della Rata in serie D possa essere Aimo Diana, bresciano, ex giocatore professionista con diversi club di serie A e che nella sua recente carriera di mister doveva guidare lo scorso anno il Pavia costretto a ripartire dai dilettanti a causa del fallimento societario, ma dimessosi dall’incarico in seguito alla mancata iscrizione del club lombardo in serie D. L’ultima esperienza è stata dal febbraio scorso in Lega Pro a Melfi, avventura finita però con un esonero dopo che aveva rilevato mister Bitetto. In caso di via libera dal sindaco Carancini, già nella giornata di domani, in uno studio notarile di Firenze, è fissato l’appuntamento per la costituzione della nuova società (top secret il nome) mentre la presentazione ufficiale del progetto e di chi farà parte della nuova società è previsto per il 24 luglio.

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Maurizio Mosca e l’avvocato Gabriele Cofanelli

Sullo sfondo di questa operazione salva Maceratese resta la cordata locale che fa riferimento ai vari Mosca, Paci, Gagliardini, Cofanelli, Berrè. Come noto il gruppo locale ha fatto sapere come il suo progetto sia incompatibile con quello portato avanti da Chiaraluce. Sia per l’impegno economico che anche per la prospettiva su cui lavorare. E, soprattutto, sulla categoria: cioè l’Eccellenza da cui ripartire. In vista di questo incontro di domani la cordata locale ha voluto esprimere il suo punto di vista ed anche, in fondo, il progetto su cui lavorare. Cioè la rifondazione del calcio locale dal basso e dal settore giovanile. Ma l’esposizione mediatica non va intesa come una rinuncia al progetto Maceratese futura. Tutt’al più ad una sorta di paracadute, questo sì, in caso di conclusione non positiva della trattativa portata avanti sinora da Chiaraluce. Insomma, se domani il sindaco dirà no a questo gruppo romano, allora toccherà ai locali scendere nuovamente in campo. Con un progetto diverso, ma con basi che sono state già gettate e che non li faranno trovare impreparati caso mai la palla passasse a loro. Lo snodo cruciale resta dunque la giornata di martedì che farà da spartiacque per il calcio cittadino tra una serie D portata in dote dal gruppo romano e un’Eccellenza annunciata da Mosca & soci. Toccherà al sindaco Romano Carancini la decisione finale su quale strada intraprendere. Da ex calciatore per una volta il primo cittadino dovrà indossare i panni dell’arbitro del futuro del calcio biancorosso.

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