Alto mare Rata, contatti interrotti
tra cordata Mosca e sindaco

CAOS BIANCOROSSO - Improvviso silenzio dell'imprenditore e degli altri investitori interessati a creare una nuova società. Potrebbe essere sintomo che qualcun altro si è fatto avanti
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Maurizio Mosca e l’avvocato Gabriele Cofanelli

 

di Mauro Giustozzi

Una cappa di silenzio è tornata ad avvolgere le sorti della nuova società che dovrebbe prendere il posto della Maceratese esclusa dalla serie C. Improvvisamente si sono interrotti i contatti tra il palazzo comunale, nella figura del consigliere comunale Maurizio Mosca che ha la delega del sindaco per seguire questa vicenda, ed il gruppo che fa riferimento ai vari Berrè, Cofanelli e Gagliardini. Sabato scorso era previsto un incontro per contarsi e contare anche le disponibilità economiche da mettere sul tavolo per allestire una società in grado di ripartire dall’Eccellenza. Appuntamento rinviato senza un perché ufficiale e tramite un giro di sms. Perdere tempo è un po’ il filo conduttore della storia degli ultimi otto mesi del calcio biancorosso. Farlo però con le scadenze che si avvicinano sempre di più è molto rischioso e può provocare la caduta nel baratro del football cittadino. Cosa c’è dietro questo stop improvviso ad una pista che sembrava la più accreditata anche a livello comunale?

C’è un ritorno di fiamma di qualcuno, per tentare la carta dell’iscrizione della nuova Rata alla serie D? Forse l’imprenditore Ruggeri? Probabile, anche se non ci sono certezze. Regnando un silenzio assordante qualsiasi possibile pista è da tenere in considerazione, perché altrimenti non si comprende come mai non sia proseguita l’operazione legata alla Maceratese nelle mani della cordata locale per l’iscrizione all’Eccellenza. Che, peraltro, già si sarebbe mossa informalmente anche in sede di allestimento della nuova squadra. Maurizio Mosca stesso resta silente, ma sicuramente tesse una qualche tela in queste ore. Il suo obiettivo è quello di costituire una società il più ampia possibile e soprattutto solida economicamente in grado di durare nel tempo e non solo per una stagione. Del resto l’ex presidente della Rata, fin dalla prima ora, si era espresso per una scelta verso la serie D della ripartenza del calcio biancorosso più che l’Eccellenza. Anche se, poi, nel documento sottoscritto con Berrè, Gagliardini e Cofanelli anche Mosca si era apertamente schierato per il massimo campionato regionale.

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Maurizio Gagliardini fa parte del gruppo Mosca

Ciò che può aver stoppato la strada per chiudere l’opzione Eccellenza è solo il ritorno di fiamma di qualcuno. Magari proprio l’imprenditore bresciano Ruggeri, ben noto fin dai tempi di Liotti col quale sarebbe dovuto entrare in società per salvare la Rata in serie C. Ma la strada di fondere le due possibili cordate, quella ‘straniera’ e quella locale appare assolutamente inconciliabile. In primis perché i progetti sono diversi, avendo il gruppo locale fatto una scelta ben definita che riguarda la partecipazione all’Eccellenza e non alla serie D. Secondo motivo sono i costi molto alti per poter ottenere l’iscrizione in sovrannumero del futuro club biancorosso alla D. Bisogna, infatti, soprattutto pagare le somme richieste dalla Lega per accedere al torneo, compresi i 150 mila euro a fondo perduto da versare come contributo per l’ammissione, cui si devono aggiungere 16.500 euro tra tassa associativa, diritti di iscrizione e acconto spese ed una fidejussione di 31mila euro. Pronti e via una cifra che si avvicina ai 200mila euro senza ancora aver pensato ad organizzare un organigramma societario, effettuato una campagna acquisti che dovrà portare tutti nuovi giocatori di prima squadra e settore giovanile visto che il nuovo club non avrà nulla dal passato. Quindi sono circa 6/700 mila euro quelli necessari per sostenere un torneo che miri almeno al mantenimento della categoria.

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I tifosi della Maceratese

Da dove arriveranno tutti questi soldi? Certo, Mantova, Messina, Como, Latina che assieme alla Maceratese sono state escluse dalla serie C stanno lavorando attorno al progetto serie D, ma parliamo di piazze che hanno assaporato in passato serie A e B e quindi vantano tradizioni e presumibilmente risorse superiori a Macerata. Resta il fatto che il 3 agosto scade il termine per chiedere l’ammissione in sovrannumero del club alla serie D. Ecco, quindi, che il possibile stop all’operazione Eccellenza dipenda da questa ulteriore data che sta arrivando. Ma fino a quando si potrà tenere a bagno maria il gruppo locale, già stizzito per questi continui rinvii e tentennamenti su che strada intraprendere per far risorgere il calcio biancorosso? E’ vero che, con la crisi generale che c’è nel calcio di serie C e D, dove si fa fatica a riempire le caselle delle squadre che partecipano al campionato, l’iscrizione in zona Cesarini o mettiamo anche fuori dai termini canonici potrebbe essere effettuata. Ma, oltre all’aspetto formale, chi prenderà il testimone della nuova Maceratese dovrà sobbarcarsi anche l’onere di ricostruire una società e degli organici non da zero ma da sotto zero. Farlo con i pochi giorni che mancano al 21 agosto, via ufficiale alla Coppa Italia dilettanti, non sarà facile e potrebbe avere ripercussioni anche sul futuro campionato poi da disputare. Sia esso la serie D o l’Eccellenza.

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