Civita Park, crac di una scatola vuota
Ora è bufera in Comune

Centrodestra all'attacco: chiesto un consiglio comunale sulla vicenda. Brini (Forza Italia) pronto a portare la giunta in tribunale se il fallimento comporterà conseguenze per l'ente. Il segretario Piergiuseppe Mariotti rassicura: "Nessuna ripercussione per palazzo Sforza"
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Il palazzetto realizzato dalla Civita Park

Il palazzetto realizzato dalla Civita Park

di Laura Boccanera

Fallimento della Civita Park: una scatola vuota con una serie di attivi girati su altre società. La vicenda del crac della società che ha realizzato il comparto commerciale continua a far discutere e piano piano emergono nuovi particolari su quella che appare un’operazione studiata da tempo fin nei minimi dettagli. Anzitutto la presidenza: Mauro Mattucci, seppur sempre presente e referente di tutta l’operazione con la Civita Park, formalmente, non ha più nulla a che fare dal 2013 quando lascia anche la carica di consigliere e non è più presidente addirittura dal 2009, quindi ben prima che il Palas fosse anche solo un’intenzione. L’amministratore unico risulta essere Vincenzo Misso, residente a Pescara (leggi l’articolo). La Civita Park poi non risulta possedere immobili, né entrate o soldi in banca. Tutte le entrate confluiscono in altre società. Il 5 giugno è stato ceduto il ramo d’azienda della gestione del centro commerciale alla Cuore Adriatico snc di M costruzioni srl unipersonale, ovvero Mattucci.

scatoleLa società ha preso il ramo d’azienda con tutti i contratti d’affitto dei negozi del centro commerciale. Discorso simile per la società che ha realizzato il palazzetto, la Palace srl con a capo Giuliano Ginnobili e la Sfera srl di Nica Mazzocchitti. Difficile districare la matassa e solo col tempo e con l’analisi del tribunale emergeranno altri dettagli: ad esempio se tra i creditori figura solo l’architetto Franco Domizi, ex collaboratore della Icoc, azienda ex socia della Civita Park con la quale è ancora aperto un contenzioso in atto. Una vicenda che affonda le sue origini nel 2007 quella del comparto e che porta dietro con sé anche la storia, anch’essa con numerose ombre dell’ex Civita center. Poi una fase di stallo del comparto più a ovest, fino allo sblocco dei lavori e all’avvio delle costruzioni da parte della Civita Park, senza più Icoc e Prefabbricati Foresi. E se da un lato la vicenda fallimentare farà il suo corso (la società parla di un crac di 60mila euro, mentre da fonti vicine all’architetto Domizi emerge che la cifra che doveva essere pagata è di 90mila euro), dall’altro la politica prende posizione: il segretario comunale Piergiuseppe Mariotti torna a rassicurare sulla totale sicurezza per l’Ente e garantisce che il Comune non avrà ripercussioni di alcun genere per una serie di motivazioni.

Piergiuseppe Mariotti, segretario del comune di Civitanova

Piergiuseppe Mariotti, segretario del comune di Civitanova

“Il palas si trova sulla terra del Comune e deve soltanto essere accatastato – spiega Mariotti – E’ stato collaudato e la pratica è stata approvata e fatturata al Comune che ha preso in carico la struttura. Quindi nessun rischio che il fallimento si ripercuota sul Comune”. Su questo punto mette la mano sul fuoco anche il sindaco di Civitanova: “Mattucci ha sempre pagato tutti – dice il primo cittadino, Tommaso Claudio Corvatta -. Le critiche di questi giorni mi paiono molto strumentali e comunque ribadisco tutto quello che ho già detto nel comunicato. Ci siamo sentiti al telefono e gli ho espresso la mia solidarietà e l’auspicio che si risolta tutto presto. Lui mi ha assicurato che non c’è nessun impatto sul Cuore adriatico e sul Palas, ma in merito a questo non abbiamo dubbi”.

Chi invece di dubbi ne ha e anche tanti è il centrodestra di Civitanova che ora chiede un consiglio comunale sull’argomento e al sindaco di relazionare sulla vicenda: “Corvatta rassicura tutti – spiega Giovanni Corallini, della lista civica Libera – ma come fa? Se lo sapeva è grave, se invece lo ha appreso come tutti noi su che base può affermare questo? Oggi la domanda è se tutto quello che è accaduto si può ripercuotere sulle altre situazioni”.

Ottavio Brini

Ottavio Brini

A dare manforte anche gli altri consiglieri di centrodestra assieme al consigliere regionale Ottavio Brini (Fi): “Che fine hanno fatto le commissioni d’inchiesta? – chiedono e Brini aggiunge – se il Comune a per via del fallimento si troverà a versare solo un euro in più farò personalmente causa al segretario, al sindaco, al vice e a tutti i consiglieri che hanno votato”.

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