«Rapina donna con una scacciacani
e atti osceni vicino alle scuole»
Un 42enne sotto accusa
CIVITANOVA - Oggi l'udienza preliminare al tribunale di Macerata. L'uomo è imputato anche di un furto di un attrezzo da cucina dagli scaffali di un supermercato. I fatti successi nell'arco di un paio di giorni

Immagine creata con l’Ai
di Alessandro Luzi
Spara un colpo in aria con una scacciacani, la punta contro una donna e prende dalla sua borsa soldi, documenti e cellulare. Il giorno prima aveva compiuto atti di autoerotismo in un parco vicino a una scuola d’infanzia e a un liceo. Queste in sintesi le accuse per Sabeur Ben Amor 42 anni, tunisino. L’uomo è imputato per rapina, lesioni, furto, atti osceni in luogo pubblico, possesso della pistola e tentata rapina. Oggi per lui si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Daniela Bellesi.
I fatti contestati dall’accusa sono avvenuti tutti in due giorni a Civitanova: il 18 e il 19 ottobre 2024. L’uomo è entrato in azione all’alba, alle 7 circa.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, il 42enne avrebbe aggredito una 65enne bloccandole le spalle e puntandole un ginocchio alla schiena fino a spingerla a terra.
Lì l’uomo avrebbe poi cercato di prenderle il portafoglio e il denaro nelle tasche del vestito della donna. Cosa che non sarebbe riuscita per via della reazione della 65enne che intanto è rimasta ferita ad una costola sinistra (la prognosi è di 15 giorni).

L’avvocato Simone Matraxia
Un paio d’ore dopo, intorno alle 9,15, l’imputato sarebbe entrato al supermercato Conad e, dice l’accusa, dagli scaffali avrebbe preso un attrezzo da cucina per poi rompere l’etichetta.
Tempo mezz’ora e il 42enne avrebbe raggiunto il parco di via Venier, vicino alla scuola dell’infanzia Casa dei bimbi e al liceo Stella Maris e lì avrebbe compiuto atti di autoerotismo.
Il giorno dopo l’imputato avrebbe rapinato una donna con una scacciacani Me Ranger.
Sempre la mattina presto, intorno alle 7,30, il 42enne avrebbe sparato un colpo in aria per poi puntare l’arma contro la donna e chiuderle la bocca con le mani per evitare che urlasse.
Lì l’uomo le avrebbe preso la borsa con dentro 100 euro, documenti, e un cellulare da 900 euro e altri oggetti personali.
L’imputato è difeso dall’avvocato Simone Matraxia, oggi sostituito dal legale Vanni Vecchioli. Il giudice ha rinviato l’udienza preliminare al 23 settembre per una questione tecnica.