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Primi 4 mesi di Zes per le Marche:
già 26 richieste dalle imprese.
Sbarra: «Premiata l’azione del Governo»

MACERATA - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luigi Sbarra: «Già rilasciata la prima autorizzazione per un importante progetto. La Zona economica avrà riverberi positivi nelle Marche perchè capace di attrarre investimenti, opportunità irripetibile». I dati forniti oggi nel corso del convegno organizzato da Fratelli d'Italia

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La riunione di Fdi. A sinistra il sindaco Sandro Parcaroli

di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)

«Dalle Marche nei primi 4 mesi sono arrivate 26 richieste di autorizzazioni ad intraprendere nuovi progetti di impresa legati alla Zes, la prima è già stata rilasciata per un progetto importante». Focus sull’avvio della Zes anche nelle Marche quello firmato oggi da Fratelli d’Italia con una iniziativa che ha visto la relazione centrale affidata al sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministro Luigi Sbarra (sue le parole di apertura dell’articolo): con l’esponente del governo Meloni c’erano tra gli altri il sindaco uscente e ricandidato Sandro Parcaroli, la senatrice Elena Leonardi, la sottosegretaria della giunta regionale delle Marche Silvia Luconi, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, il segretario provinciale Fdi Massimo Belvederesi, gli assessori comunali Paolo Renna e Francesca D’Alessandro. Si parte dalla fine, dalle indicazioni date dall’avvio anche nelle Marche della Zona economica speciale, la Zes appunto.

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Luigi Sbarra con Francesca D’Alessandro e Lucia Albano

La senatrice Leonardi ha ricordato l’ironia delle opposizioni che bollarono come elettorale l’azione appena annunciata per le Marche dalla premier Meloni. La riflessione della sottosegretaria Lucia Albano: «Con la Zes il Sud è diventato l’area del Paese che cresce di più: dal 2019 al 2026 il Pil è cresciuto di 7,7 punti percentuali, con oltre 55 miliardi di euro di investimenti attivati e 70mila occupati, considerando l’indotto. Grazie al governo Meloni, anche le Marche con questa misura potranno crescere sempre più».

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«C’è stato un momento – ha osservato Sbarra – in cui in Parlamento sembrava si bloccasse tutto, si erano scatenate le sollecitazioni di altre Regioni e di gruppi parlamentari diversi che chiedevano di allargare ad altri territorio il perimetro della Zes: il lavoro fatto è stato significativo e lo si deve alla spinta fortissima arrivata dal presidente della Regione Francesco Acquaroli. Le Zes in Europa sono state foriere di risultati importanti per la crescita economica, per lo sviluppo, per aver rianimato territori e per l’occupazione.

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L’Italia è arrivata tardi, nel 2018 il Governo di allora sperimenta queste misure facendole coincidere con alcune aree portuali del Mezzogiorno, dal 2018 al 20223 questa esperienza è stata insignificante, rilasciate 279 autorizzazioni, pochissimi gli investimenti e questo per aver indicato aree territoriali limitate, con poche filiere produttive e governance debole.

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Sbarra con Lucia Albano e Paolo Renna

Il governo di Giorgia Meloni, con l’allora ministro Fitto, decidono di riformare quella esperienza e si allarga l’estensione delle Zes al Mezzogiorno e a un pezzo di Abruzzo. Oggi fa piacere vedere salti di gioia per il successo della Zes ma allora non tutti hanno gioito, si alzarono critiche feroci perchè avremmo sottratto potere alle amministrazioni locali.

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A destra Elena Leonardi

Qual è il risultato? Nei primi cinque anni 279 autorizzazioni e 4 miliardi di stanziamenti pubblici: arriva la riforma Meloni e dal 2024 al 30 aprile 2026 le autorizzazioni sono schizzate a 1.325 che hanno cubato 7,3 miliardi di euro di investimenti privati e 18mila nuovi posti di lavoro. L’impresa che vuole ampliare o fare un investimento nuovo fa istanza allo sportello unico nazionale e mediamente in 55 giorni ha tutte le autorizzazioni.

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Poi c’è il beneficio fiscale che rilascia direttamente l’Agenzia delle Entrate: nel 2024 e nel 2025 sono arrivate 17.300 domande che impongono uno stanziamento di risorse pubbliche di sei miliardi e determinano un impatto di oltre 12 miliardi. Un totale di venti miliardi di investimenti privati nel Sud che determinano un impatto economico complessivo di 55 miliardi di euro e 60mila posti di lavoro.

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Simone Livi con Sandro Parcaroli

Una strategia industriale voluta da questo governo in alternativa alle mance caritatevoli, posti di lavoro ben retribuiti. Il piano della Zes fa leva su diverse filiere, il Made in Italy di qualità, il mobile, il calzaturiero, il turismo, la farmaceutica. La Zes avrà riverberi positivi nelle Marche perchè capace di attrarre investimenti, opportunità irripetibile. Dobbiamo promuovere l’attuazione di questa strategia, parlando con le associazioni e con i sindaci».

Ed a proposito di sindaci, Sbarra lancia un appello: «La continuità amministrativa è importante, il sindaco Parcaroli ha dimostrato di saper cogliere le opportunità e questo grazie a una filiera istituzionale che vede Comune, Provincia, Regione e Governo agire con la stessa visione».

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