Il senatore Cangini a Macerata:
«Della ricostruzione non c’è traccia,
va trovato un commissario adatto»

POLITICA - L'esponente di Forza Italia oggi in città: «C’è una carenza di norme e risorse per affrontare questa emergenza. Vanno trasferiti i poteri oggi attribuiti alle Regioni ai sindaci». Riccardo Sacchi, capogruppo consiliare di FI: «Su 50mila cittadini privi di casa, 30mila sono nella nostra regione e circa 20mila in provincia. Il 77% di questi percepiscono ancora il Cas, 1.364 persone sono ancora in alberghi e 8.108 sono nelle Sae»
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di Mauro Giustozzi

Che si dia con i fatti e non solo a parole priorità alla ricostruzione post terremoto, con un commissario che sia autorevole, trasferendo dai presidenti di Regione ai sindaci la competenza. E’ l’appello che arriva da Forza Italia, dal senatore Andrea Cangini che ha partecipato ad un incontro dal tema “Terremoto dalle parole ai fatti” con delle proposte concrete messe sul tavolo.

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Andrea Cangini

Incontro a cui hanno preso parte molti esponenti territoriali del partito azzurro, in primis il capogruppo consiliare di Macerata Riccardo Sacchi. «I marchigiani sono una popolazione paziente ma dopo tre anni che della ricostruzione post sisma non c’è traccia anche la loro pazienza è terminata – ha affermato Andrea Cangini -. C’è una carenza di norme e risorse per affrontare questa emergenza. Piero Farabollini è senz’altro una brava persona, ma non serve un geologo per svolgere bene la funzione di Commissario straordinario. Serve una persona che abbia capacità politiche e competenze amministrative. L’esortazione che come Forza Italia facciamo al nuovo governo è quella di individuare un commissario adatto che sappia agire in questa fase. Inoltre chiediamo di eliminare quel livello intermedio tra il Commissario ed i territori, trasferendo i poteri oggi attribuiti alle Regioni ai sindaci che sono coloro che davvero a contatto con i territori e conoscono le esigenze dei loro cittadini. Insomma una nuova governance nella linea di comando che deve essere più agile e veloce rispetto a quanto visto finora. Poi è indispensabile potenziare il personale che lavora nell’Ufficio di ricostruzione perché altrimenti le pratiche non potranno camminare spedite come dovrebbe invece accadere». Andrea Cangini ha sottolineato poi come si debba intervenire coinvolgendo le categorie professionali. «Prima cosa eliminare la burocrazia – ha proseguito – poi coinvolgere gli ordini professionali ed i professionisti impegnati nella ricostruzione. Spetta a questi ultimi di prendersi la responsabilità nel firmare gli atti di loro competenza, salvo poi effettuare controlli accurati ex post e chi non ha rispettato le regole deve essere sanzionato pesantemente. Va benissimo la legalità e la trasparenza me a tre anni dal terremoto non sarà più accettabile vedere governi e commissari che si susseguono senza che nessuno faccia nulla per queste popolazioni.

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Riccardo Sacchi

Vogliamo fare pressione sul governo che dice di voler fare le cose e poi non le fa. Conte ha detto in Parlamento che la priorità è la ricostruzione e noi attendiamo che sia conseguenziale con azioni immediate». Tra le altre proposte di Forza Italia c’è quella di una decontribuzione e defiscalizzazione, di esenzioni e taglio ai contributi per coloro che investono nel cratere sismico per far ripartire l’economia. «Il 6 agosto scorso come Forza Italia abbiamo scritto una lettera con quelle che sono le nostre proposte all’allora sottosegretario con delega al terremoto, Crimi, ma non c’è stata alcuna risposta – rivale Cangini -. Ora riproporremo a chi lo sostituirà quelle priorità. Questo è un governo lontano da noi. Ma se farà ciò che va fatto e che abbiamo sollecitato attraverso un decreto immediato noi lo voteremo subito. Successivamente però ci sarà da mettersi al lavoro per un disegno di legge, un testo unico che riguardi le emergenze e la ricostruzione in un’Italia che dovrà sempre fare i conti con questi eventi: non si può aspettare la prossima disgrazia per intervenire. Bisogna ricostruire in tempi ragionevole altrimenti si andrà sempre più verso lo spopolamento delle aree interne con tutto quello che comporta per l’ambiente e la perdita di tanta ricchezza che c’è in quelle aree». Riccardo Sacchi, capogruppo consiliare di Forza Italia a Macerata, ha invece fatto un focus sui numeri che fotografano l’attuale situazione che si vive nelle aree interessate dal terremoto 2016.

forza-italia-macerata-8-325x217«Sono dati che, visti tre anni dopo il sisma – ha esordito Sacchi – fanno paura. Su 8mila km quadrati di cratere 4mila sono nelle Marche: di questi un buon 65% sono in provincia di Macerata. Difatti su 138 comuni del cratere, 85 sono marchigiani e di questi ben 48 sono maceratesi, un terzo dei comuni sono nella nostra provincia. Su 50mila cittadini privi di casa, 30mila sono nella nostra regione e circa 20 mila in provincia. Il 77% di questi percepiscono ancora il Cas, 1364 persone sono ancora in alberghi e 8108 sono nelle Sae. Per quanto riguarda le macerie, su 1 milione e 200 mila tonnellate ne debbono essere tolte ancora 600mila, cioè la metà. In questo dato che darò c’è la differenza con quanto enunciato, anche dal nuovo governo Conte 2, rispetto alla realtà dei fatti. L’Ufficio ricostruzione dovrebbe contare su un organico di 270 dipendenti mentre ce ne stanno effettivamente 170. La Federazione dell’Ordine degli ingegneri delle Marche ha fornito questo dato agghiacciante: su mille professionisti impegnati nella ricostruzione devono ricevere parcelle per 100 milioni di euro perché sono pagati a fine iter e, non approvando i progetti, le pratiche restano a lungo in sospeso così come i loro compensi. Nella nostra provincia a fronte di 6500 domande per la ricostruzione ne sono state autorizzate il 35%, circa 2300. Lavori ultimati sono appena il 29% del 35% totale. Siamo a meno di 700 rispetto ai 6500 progetti presentati. Su 2400 edifici pubblici, scuole, uffici, del cratere ne sono stati finanziati appena 800».

 

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