Strade sisma, la ditta:
«Gli operai sono stati pagati»

CASTELSANTANGELO - Il rappresentante del consorzio stabile Vitruvio replica alla denuncia della Fillea di Macerata: «Nessuno dei lavoratori in carico è stato allontanato dall'impresa esecutrice prima che scadessero i contratti e terminassero le lavorazioni previste». La Cgil però sottolinea che i versamenti non sono stati ancora fatti e ha inviato all'Anas una richiesta di responsabilità in solido
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Le gabbionate realizzate lungo la strada per Macchie

 

«La Siar srl ha provveduto al pagamento degli operai. Ad oggi i contributi previdenziali ed assicurativi, compresi i contributi della cassa edile sono stati regolarmente versati dalla società Siar srl». Questa in sintesi la replica del consorzio stabile Vitruvio e della ditta Siar alla denuncia della Fillea Cgil di Macerata pubblicata da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). A oggi però, sottolinea il sindacato, i pagamenti non risultano ancora effettuati. Tanto che proprio l’altro ieri è partita la lettera di Fillea ad Anas in cui si chiede la responsabilità solidale per quanto dovuto. La Siar sta lavorando in un appalto Anas a Castelsantangelo, nella strada di circa 3 chilometri che collega il borgo alla frazione di Macchie. I lavori di oltre 3 milioni di euro rientrano nel mega appalto per la sistemazione delle strade danneggiate dal sisma. E’ stato il segretario del sindacato Massimo De Luca a dare voce ad alcuni operai che non riceverebbero lo stipendio da giugno (e a mancare sarebbero anche versamenti in cassa edile). La Cgil ha contestato anche un livello basso della manovalanza impiegata, sollevando dubbi sulla corrispondenza tra qualifica e lavorazioni (dubbi che in passato erano stati sollevati anche, ad esempio, nel caso delle soluzioni abitative d’emergenza che in diversi casi sono poi risultate carenti a livello impiantistico o strutturale). Mentre il Consorzio, nella lettera firmata dall’ingegnere Vincenzo Caruana, smentisce ogni circostanza. Di seguito la lettera di Caruana.

«La Siar srl ha provveduto al pagamento degli operai ancor prima della redazione dell’articolo. Ad oggi i contributi previdenziali ed assicurativi, compresi i contributi della cassa edile sono stati regolarmente versati dalla società Siar srl.

Nessuno degli operai in carico è stato allontanato dall’impresa esecutrice Siar srl prima che scadessero i contratti in essere e soprattutto terminassero le lavorazioni previste per la tipologia e qualifica ricoperta dagli stessi operai. Nello specifico solo per tre operai non si è provveduto al rinnovo dei contratti, e tra l’altro uno dei tre aveva manifestato da tempo la volontà di non voler continuare il rapporto lavorativo in quando non riusciva a stare al passo con il resto dei componenti della squadra. La richiesta di acquisizione del codice iban degli operai, da parte di Siar srl, è stata in ottemperanza ai protocolli di legalità e alla normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari previsti per tutti gli appalti pubblici, e non certamente per le spoglie allusioni di temporeggiamento o perdite di tempo nella corresponsione delle spettanze dovute. Chi sostiene che la maggior parte delle maestranze impiegate abbia avuto attribuiti livelli da “manovale”, non è sicuramente a conoscenza delle dinamiche delle attività di cantiere e della gestione organizzativa della struttura consortile (Appaltratrice) sia in merito alle sinergia con le imprese esecutrici dei lavori sia con le maestranze specializzate a cui fanno riferimento (solamente la Siar vanta operai specializzati, in forza con la stessa da oltre un decennio). Che gli operai ed il rappresentante sindacale della Fillea Cgil, siano oggi, a scadenza dei contratti e ultimazione dei lavori a vantare diritti e richieste di varia natura, lascia presagire solo un maldestro tentativo di condizionare le scelte gestionali delle imprese esecutrici.

Mettere in dubbio la qualità delle opere realizzate è grave e diffamatorio, ancor più in assenza di fatti e circostanze oggettive e da soggetti non in possesso di idonee competenze tecniche. Tali congetture ledono l’immagine e il buon operato delle imprese esecutrici e l’attività professionale degli organi preposti alla vigilanza e controllo da parte della stazione appaltante Anas spa. Per quanto suddetto il Consorzio Stabile Vitruvio Scarl nella persona del legale rappresentante protempore, ritiene prive di fondamento le notizie pubblicate dalla vostra spettabile testata giornalistica, non essendoci nessun riscontro oggettivo in nessuno dei fatti e delle circostanze riguardanti le attività lavorative e gestionali delle aziende esecutrici dell’appalto».

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