«Sul sisma la Regione chieda scusa
Il Governo ha corretto errori a valanga»

CONTRATTACCO di Lega e FdI dopo le dichiarazioni del governatore Ceriscioli indirizzate all’esecutivo per le soluzioni promesse sul tema terremoto e non ancora realizzate. Arrigoni: «Con Renzi e Gentiloni sempre muto, ci spiegasse invece i problemi di sae, rimozione macerie e la gestione in affanno delle pratiche». Leonardi: «Sfruttano l’anniversario di una tragedia per una becera campagna politica»
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La conferenza stampa di oggi

 

«Vergognoso, la giunta regionale chieda scusa ai terremotati, è una gravissima strumentalizzazione. Avvilente vedere questi giochetti fatti sulla pelle di chi ha perso tutto». Ma anche «il presidente ricorre ai giochetti grafici con l’unico numero che gli è congegnale: zero».  Non si sono fatte attendere le reazioni alle dichiarazioni del governatore Luca Ceriscioli che oggi ha stilato un bilancio di quanto è stato fatto nell’ultimo anno dal Governo per le aree marchigiane colpite dal sisma. Sono Elena Leonardi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale e Paolo Arrigoni, responsabile regionale della Lega, i primi a rispondere alle critiche mosse dal presidente, vicecommissario alla ricostruzione. E se per la prima il focus non è sull’operato del governo «Lungi da me difenderlo», ma bensì sulla «gravissima strumentalizzazione delle ragioni della comunità ferita operata da chi dovrebbe essere attore fondamentale della ricostruzione», per il secondo è evidente che le dichiarazioni di Ceriscioli sono «uno scaricabarile infantile e indegno di un amministratore pubblico, il frutto di una pessima gestione del terremoto fatta di inerzia, di ritardi e priva di una visione strategica che rilanciasse i territori colpiti da un punto di vista economico».

Paolo Arrigoni

Il senatore Arrigoni consiglia al presidente Ceriscioli «di mettere da parte il falso vittimismo per adottare l’unico atteggiamento che ignora: la vergogna», dopo le critiche mosse al Governo. «A pochi mesi dalla scadenza di mandato e alle prese con la fronda interna al Pd marchigiano, Ceriscioli, senza una che sia una carta buona, invece di prepararsi a passare dignitosamente la mano rilancia cambiando quattro carte con altrettante insulse slides – spiega Arrigoni – Prima che vengano divulgati i dati reali ed impietosi sulla ricostruzione nelle Marche, decide che la formula giusta per sottrarsi alla progressiva frana di consensi anche nelle aree terremotate sia quella di mettere nero su bianco la cantilena “signori non c’ero, se c’ero dormivo. Non attribuitemi un fallimento evidente a cui mi ha costretto un governo brutto e cattivo”. Arrigoni aggiunge che Ceriscioli «non solo non ammette l’evidenza di un Governo che ha adottato tempestivamente una quantità di provvedimenti straordinari per recuperare il tempo perduto dietro all’impianto normativo messo in piedi dal Pd, ma non ha nemmeno il buon gusto di rispettare un conterraneo come l’attuale commissario alla ricostruzione».

Matteo Renzi e Luca Ceriscioli

L’attacco di Arrigoni è frontale: «Durante i governi Renzi e Gentiloni il presidente marchigiano si è distinto per un assordante mutismo accettando di buon grado, per logiche tutte interne al Pd, di sedere nella sala dei bottoni come vassallo di due commissari emiliani. Ora che ce n’è uno marchigiano recupera la parola per lanciare accuse false nei confronti di un Governo che si è ritrovato a dover correggere pure nelle virgole errori, inefficienze e inadempienze di una giunta regionale in ritardo su tutto. Perché non ci spiega invece come è potuto succedere il pasticciaccio delle Sae (a partire dalla fornitura per arrivare emersi poche settimane dopo la loro realizzazione), perché ci sono ritardi biblici nella rimozione delle macerie, come mai il settore agricolo lamenta stalle volate alla prima folata di vento montano ed il mancato sostegno economico e logistico durante l’emergenza? Si sono persino dimenticati di inserire una fattoria lesionata di loro proprietà tra gli interventi da effettuare lasciando per anni due povere donne in un container per poter star vicino ai loro 200 capi di bestiame». Arrigoni non manca di sottolineare che «a dar man forte al presidente, ci si è messo pure il suo direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Cesare Spuri dichiarando che ci vorranno 20 anni per ricostruire in primis perché manca il personale. Dicano piuttosto che sono andati in affanno per una gestione tutt’altro che sistematica del processo nonostante sia stato presentato solo il 10% circa delle pratiche attese – conclude Arrigoni – Se queste seguissero il corso ‘tecnico’ anziché quello ad personam o pro sindaco amico la musica sarebbe diversa e i marchigiani lo sanno. Per questo non vedono l’ora di mandare tutti a casa».

Elena Leonardi

Elena Leonardi, invece sottolinea come il governatore e la giunta regionale sfruttino «l’anniversario dei tre anni dei tragici eventi sismici che hanno colpito le Marche per fare una becera campagna politica contro il Governo, dimenticando di essere una delle cause dello stallo della ricostruzione del centro Italia». Definisce «un triste teatrino» la conferenza stampa odierna, sottolineando come a suo avviso Ceriscioli abbia «sfruttato i terremotati per gli scopi politici del centrosinistra, sbeffeggiando l’attuale esecutivo sui risultati ottenuti nell’ultimo anno, a suo dire “zero”. Dieci le slide presentate in conferenza stampa che avrebbero dovuto contenere i numeri del sisma e che si sono trasformate in un manifesto politico a tutti gli effetti. Sei di queste slide per attaccare il Governo, una per ricordare i fondi stanziati dal governo precedente, anche se Ceriscioli dimentica che la maggior parte delle risorse è arrivata dall’Unione Europea, e altre tre slide per dire “quello che ha fatto la Regione Marche”». E proprio su questo aspetto il capogruppo di Fdi in regione precisa che «il centrosinistra dimentica che le “Risorse per lo Sviluppo”, quelle cioè del Psr e del Por Fesr, sono stanziate dall’Europa, e che la Giunta ha solo avuto il compito di indirizzare, spesso e volentieri fuori dal cratere e non di certo – dati e graduatorie alla mano – favorendo prioritariamente le zone più duramente colpite. Non da ultimo, la Regione sottolinea di aver autorizzato (tramite l’Ufficio ricostruzione) 2791 pratiche di ricostruzione privata per 415 milioni di euro, e 223 di quella pubblica, per 121,5 milioni di euro, dimenticando anche in questa circostanza di dire che in tutto le pratiche presentate siano 8170 e che in totale gli immobili danneggiati nelle Marche siano circa 46 mila». La Leonardi conclude: «Più e più potevano e dovevano essere le occasioni dove far valere le proprie ragioni e sottolineare le gravi criticità che attanagliano l’avvio reale della ricostruzione, soprattutto i tavoli istituzionali e di concertazione, gli stessi dove si prendono le decisioni e si scrivono le norme. E se è vero che tutti ci aspettavamo sicuramente di più dall’attuale esecutivo, bisogna ricordare al professore di matematica, Luca Ceriscioli, che come lui stesso afferma “siamo a tre anni dal sisma e ad un anno dall’insediamento del nuovo Governo”, nei precedenti due anni il Governo era targato come la sua stessa parte politica e che qualsiasi numero moltiplicato per “zero”, fa sempre “zero”».

La lezione del prof Ceriscioli «È il governo dello zero» Duro affondo sulla gestione del sisma



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