Conte in visita nelle zone terremotate,
incontro con i sindaci del cratere

IL PREMIER arriverà nel pomeriggio di domani. Alle 16 sarà a Castelsantangelo dove è previsto un summit con il comitato istituzionale sisma. Pretende garanzie il primo cittadino Falcucci: «Mi aspetto che ci annunci ciò che farà il governo». Ceriscioli: «Sarà l’occasione per condividere insieme quella strategia comune sulla ricostruzione che è mancata fino a oggi». Il presidente di Anci Marche: «Chiederemo la semplificazione del quadro normativo e al contempo di ripristinare la filiera istituzionale restituendo alle Regioni un ruolo centrale»
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Il premier Conte e un’immagine di Castelsantangelo

 

Visita del premier Giuseppe Conte nelle zone terremotate. Il presidente del Consiglio, fresco del mandato bis, domani farà tappa nel Maceratese, in particolare nel pomeriggio è previsto l’arrivo a Ussita, subito dopo è atteso a Castelsantangelo, uno dei comuni più colpiti dal sisma del 2016. Nel piccolo centro dell’entroterra alle 16 ci sarà un incontro col comitato istituzionale sisma, con la partecipazione dei sindaci del cratere, della Regione, dei presidenti delle quattro Province colpite e dell’Anci.

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Luca Ceriscioli e Giuseppe Conte

Sulla visita del premier, il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, che nei giorni scorsi aveva sottolineato che dovrebbero essere i presidenti di Regione ad assumere il ruolo di commissari alla ricostruzione, dice: «Apprezziamo la scelta del presidente Conte di venire nelle Marche, fra i primi atti del nuovo governo, per incontrare le popolazioni terremotate, i sindaci e la Regione: sarà l’occasione per condividere insieme quella strategia comune sulla ricostruzione che è mancata fino a oggi». Ceriscioli ha appreso della visita di Conte dal capo dipartimento della Protezione civile nazionale Borrelli, della visita del premier. «Imprimere un’altra accelerazione al processo di ricostruzione permette a tante famiglie di tornare a sperare – continua Ceriscioli -. Averlo fatto immediatamente dopo la sua missione a Bruxelles ci pone, in scala di priorità, ad altissimo livello. Lo aveva ricordato con il programma di governo condiviso e negli interventi fatti a Camera e Senato. Lo sta dimostrando con i fatti venendo qui nelle Marche. Speriamo che da questo incontro possa finalmente scaturire quello strumento fondamentale per snellire gli atti della ricostruzione che fino a oggi sono mancati. La sua visita nelle Marche è per noi un’occasione preziosa che non sprecheremo».

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Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo

Soddisfatto per la visita del premier anche il presidente di Anci Marche, Maurizio Mangialardi: «L’annuncio della visita di Conte nell’entroterra marchigiano ci fa ritenere che alle parole stiano seguendo già quei fatti che tanto stiamo attendendo. Auspichiamo che questo governo approvi in tempi brevi un decreto dedicato al sisma del Centro Italia. Nelle stesse ore era in programma il consiglio direttivo di Anci Marche che ovviamente abbiamo rinviato perché è importante cogliere l’occasione per far sì che il presidente del Consiglio possa essere in condizione di recepire tutte le informazioni utili a far partire finalmente la ricostruzione». Su cosa chiederà a Conte: «la semplificazione del quadro normativo e al contempo di ripristinare la filiera istituzionale restituendo alle Regioni un ruolo centrale e riconoscendo nell’Anci la rappresentanza di tutti i comuni». Chiederà garanzie sul futuro dell’entroterra e sulla ricostruzione il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci. «A Conte dirò che mi aspetto che domani ci annunci ciò che farà dopodomani il governo – dice il primo cittadino – Possiamo solo ribadire tutto quello che non ha funzionato, che è noto a tutti. Questo è il quarto governo che attraversiamo e dopo tre anni non si può stare in queste condizioni. La macchina burocratica e normativa ci ha bloccati. Bisogna che le terapie vengano calate in base al malato. Domani chiederò che ci sia una normativa che ci dia anche futuro. Che venga anche emanata una legge quadro che riguardi la ricostruzione del post terremoto, queste aree non possono essere trattate tutte uguali. Serve una garanzia perché la montagna viva, sennò entro 15 anni non c’è più nessuno». Su 252 residenti, 120 sono nelle Sae, 13 in Mapre, 61 percepiscono il Cas. Nel complesso circa un centinaio di residenti vivono ancora lontano da Castelsantangelo, solo 10 hanno la casa agibile.



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