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«Fondi per il sisma all’Istituto di Scienze marine:
Ceriscioli continua a spendere fuori cratere»

RICOSTRUZIONE – A dirlo le parlamentari del Movimento 5 stelle Martina Parisse e Patrizia Terzoni. «Grazie al nostro dossier la Giunta ha fatto dietrofront sui progetti del Patto per la ricostruzione. Ma ora c’è stata l’assegnazione di 350mila euro dei fondi del Fesr Asse 8 per la sede di Ancona del Cnr Ismar. I finanziamenti europei vengono usati come un bancomat. La parola d’ordine deve essere partecipazione e trasparenza»
sabato 20 Aprile 2019 - Ore 13:03 - caricamento letture
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Sergio Romagnoli, Martina Parisse e Patrizia Terzoni

 

«Ceriscioli ha fatto dietrofront sui futuri fondi della programmazione europea e statale grazie all’intervento del M5S ma continua a spendere decine di milioni di euro dei fondi già disponibili per il sisma 2016 per interventi fuori dal cratere». Così le parlamentari del Movimento 5 Stelle Patrizia Terzoni e Martina Parisse che già l’11 marzo scorso avevano presentato un dossier «sull’uso a mo’ di bancomat dei fondi Fesr comunitari da parte del governo regionale – si legge in una nota -. La Giunta regionale si comporta come un Giano bifronte troppo preso ad assegnare fondi europei e statali a pioggia, destinati prioritariamente agli 87 comuni terremotati, ad Ancona, Pesaro e altri centri fuori dal cratere per accorgersi di forzature inaccettabili sia dal punto di vista formale che sostanziale.

Il governatore Luca Ceriscioli

Solo grazie al nostro dossier ha dovuto fare marcia indietro varando una nuova delibera di approvazione del Patto per la Ricostruzione e lo Sviluppo al fine di escludere 135 progetti per un totale di 2 miliardi di euro che erano stati inopinatamente inseriti nella prima versione senza alcuna trasparenza, partecipazione e pari opportunità per la platea di potenziali soggetti interessati – sottolineano le esponenti pentastellate in un comunicato -. C’erano addirittura progetti milionari presentati in forma anonima e al di fuori di qualsiasi procedura pubblica. Un po’ troppo anche per Ceriscioli, evidentemente, che aveva dovuto ammettere l’irregolarità incalzato dal Movimento in un incontro a Roma alla Camera dei Deputati. Nonostante questo c’è voluto un ulteriore dossier presentato l’11 marzo scorso per arrivare finalmente alla deliberazione del 18 marzo con la modifica del “Patto per la Ricostruzione e lo sviluppo della Regione”. Mentre su questi fondi futuri c’è stato un ravvedimento operoso, seppur forzoso, su quelli già disponibili è evidentemente troppo forte la voglia di accontentare le più disparate richieste provenienti da ogni parte della regione per cambiare rotta – incalzano Terzoni e Parisse – . Infatti la Giunta Ceriscioli è riuscita addirittura a peggiorare un quadro che già appariva gravissimo rispetto all’uso dei 248 milioni di euro dei fondi comunitari Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) dell’asse 8 che erano stati ottenuti dalla Regione specificatamente per rilanciare le aree colpite dal sisma e che dovevano essere spesi prioritariamente nel cratere». Le parlamentari a questo punto citano alcuni esempi: «12 milioni di euro sono andati all’ospedale Torrette di Ancona, diversi milioni per il Palazzo della Regione nel capoluogo e un milione di euro alla sede della protezione civile di Pesaro. In tutto oltre 20 milioni di euro. Questo fino a febbraio.

Patrizia Terzoni

Lo scorso 4 marzo l’esecutivo regionale ha approvato un’ulteriore deliberazione, la numero 239, con cui ha finanziato con 350mila euro, a valere sulle azioni 25.1.1 e 28.1.1 dell’Asse 8 del Fesr, interventi sulla sede del Cnr Ismar (Istituto per le scienze marine) di Ancona (ex sede Fincantieri) – sostengono -. I contenuti della deliberazione sono molto interessanti perché evidenziano modalità istruttorie che appaiono molto distanti da quanto previsto originariamente per la spesa di questi fondi. Infatti risulta che sia stato l’Ismar a richiedere i fondi dell’asse 8 alla Regione per la sede di Ancona. La Regione inoltre riconosce, sulla base delle dichiarazioni dello stesso Ismar, il ruolo dell’istituto per le aree del cratere. L’ente sarà sicuramente prestigioso – continuano le parlamentari -, ma francamente abbiamo fatto fatica a trovare notizie su progetti ed interventi concreti di un ente che si occupa di pesca per le aree degli 87 comuni dell’interno inseriti nel cratere che non hanno il mare. Certo, come ricorda la deliberazione, svolge anche “Studi sulla fascia costiera e marina, pesca ed acquacoltura” ma crediamo che esistano ben altre urgenze per i terremotati. I fondi ottenuti dalla Regione per sostenere la rinascita delle aree terremotate devono essere spesi nei comuni del cratere – evidenziano -. Le modalità previste dai documenti approvati dalla Commissione Europea e dalla stessa giunta regionale prevedevano la priorità per gli interventi nelle aree colpite dal terremoto ma la Giunta continua a finanziare interventi in aree esterne senza prima verificare se esistono o meno situazioni da finanziare nei comuni del cratere.

Martina Parisse

Pare incredibile anche solo ipotizzare che non vi siano negli 87 comuni del cratere edifici strategici da migliorare dal punto di vista dell’efficienza energetica se non i 4 finanziati (contro i 5 fuori cratere) – dicono ancora Terzoni e Parisse -. Le parole d’ordine devono essere partecipazione dei cittadini, trasparenza e pari opportunità. Ceriscioli ridia questi milioni di euro al cratere modificando le varie deliberazioni che abbiamo criticato. Dato che dalla delibera 239 della giunta regionale si fa riferimento ad una semplice richiesta del Cnr Ismar per accedere ai fondi dell’asse 8 senza la presenza di una istruttoria, oggi facciamo un appello: chiediamo a tutti coloro che risiedono nell’area del cratere, e hanno un controllo di edifici pubblici, di fare richiesta alla Regione per adeguare a livello antisismico o aumentare l’efficienza energetica degli stabili. Facciamo sì che la Regione sia inondata di richieste per accedere all’asse 8 del Fondo, così da poter spendere in modo corretto i soldi che appartengono ai cittadini delle zone terremotate», hanno concluso le due parlamentari.

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