Fondi Ue, amministratori dal cratere:
«Non ringraziamo proprio nessuno,
i Comuni più colpiti non li hanno visti»

IL CASO - Le dichiarazioni di Moreno Pieroni, assessore regionale al Turismo, sulla destinazione dei contributi comunitari per lo sviluppo delle aree terremotate hanno creato malumori nei territori dell'epicentro. Mario Baroni (Muccia): «Il turismo forse è aumentato a Recanati e Civitanova. Se si continua così l'Alto maceratese non ci sarà più». Gian Luigi Spiganti Maurizi (Visso): «Anche sulle macerie non è stato fatto un gran lavoro. Del resto è normale, qui non ci sono i voti»
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Il vicesindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi nella piazza di Visso, zona rossa

 

di Federica Nardi

«Tutto questo turismo io dalle parti nostre non l’ho visto. Personalmente non ho ringraziato nessuno né mi sento di farlo. A me non sembra sia stato fatto un gran lavoro nemmeno sulle macerie. Del resto è normale che sia così, no? Qui non ci sono mica i voti. I terremotati dicono le stesse cose. E io sono terremotato e vicesindaco». Gian Luigi Spiganti Maurizi è il numero due di Visso, uno dei Comuni più devastati dalle scosse del 2016. Il commento arriva dopo le affermazioni dell’assessore al Turismo Moreno Pieroni. Criticato sull’utilizzo fatto dei 7,7 milioni di fondi europei per il sisma convogliati nel progetto #destinazionemarche (oltre un milione già andato a progetti fuori cratere, ai margini come Macerata o “accentrati” su specifici comuni come Tolentino), aveva spiegato che durante la mostra del Lotto a Macerata (140mila euro solo di promozione, sempre presi da “pacchetti” Ue per il rilancio delle aree terremotate) «i Comuni del cratere hanno ringraziato la Regione per il raddoppio dei flussi turistici registrati».

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Il sindaco di Muccia Mario Baroni

Ma i sindaci dell’epicentro non confermano. «Io non l’ho ringraziato, chi ha preso i soldi sicuramente l’ha fatto – ribatte Mario Baroni, sindaco di Muccia -. Qui da noi che flussi turistici ci sono? Non ci sono quasi più alberghi, pochi ristoranti. Il turismo forse è aumentato a Recanati e Civitanova. Non ci sono spazi per aprire attività, se non investono bene i soldi qui altro che albergo diffuso: ci sarà il pensionamento diffuso. Se si continua così l’Alto maceratese non ci sarà più. Tra quei soldi Ue noi non ci siamo e siamo sicuramente – aggiunge, parlando anche dei Comuni vicini -, quelli più danneggiati». Baroni sapeva poco o niente anche del Patto per lo sviluppo e la ricostruzione: 1,7 miliardi da investire su progetti nell’area del cratere che fanno parte di un accordo tra Regione, Istao e alcune associazioni di categoria e parti sociali. La deputata Terzoni ha scovato nel pacchetto anche un investimento per mega pale eoliche di 160 metri da costruire sull’Appennino. «Istao ha fatto degli incontri da queste parti – dice Baroni -, ma io non ne so niente. Parlano di piani, qui non c’è niente di concreto».

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Il bus navetta a Frontignano di Ussita

A Ussita i flussi turistici sono effettivamente aumentati, ma non certo grazie ai fondi europei. Da qualche weekend, quando il tempo lo permette (compreso quello in arrivo), Contram ha messo a disposizione una navetta che porta gli sciatori all’inizio delle piste, in modo da rendere la discesa fruibile nonostante gli impianti chiusi. Con questa iniziativa, l’ultimo weekend di apertura, sono arrivate «700 persone», dice Sante Basilli, assessore al Turismo del piccolo comune montano. Eppure il monte Bove è diventato il simbolo della campagna di comunicazione della Regione, che ha puntato proprio sulla bellezza dei Sibillini per gli spot da mandare in onda in tv e cinema. Ma i fondi europei per lo sviluppo, al contrario delle telecamere, a sentire gli amministratori non sono arrivati molto al di sopra del livello del mare e delle colline. Nel frattempo il 19 febbraio l’assessore Pieroni ha convocato diversi comuni (Caldarola, Cingoli, Corridonia, Esanatoglia, Matelica, Penna San giovanni, Petriolo, San ginesio, San Severino, Sarnano e Treia per quanto riguarda quelli del Maceratese), per discutere degli interventi già approvati per la valorizzazione del patrimonio culturale: 4 milioni e 800mila euro da spartire per interventi in 18 Comuni. I restanti 3 milioni e 200mila euro dell’intervento, che comprendeva circa 11 milioni di euro, sono andati tutti per un “edificio simbolo” del cratere, individuato nella collegiata di San Giovanni a Macerata. Altra scelta della Regione, a suo tempo, accolta tra le proteste dei territori più colpiti.

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La copertina Facebook delle pagine promozionali della Regione

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