Centri commerciali naturali,
scontro sul bando:
nel progetto l’impresa di un consigliere
CIVITANOVA - Con una delibera la giunta ha approvato la partecipazione del progetto (sul tavolo 165mila euro) proposto da tre attività della zona sud. Tra gli imprenditori Andrea Ruffini (Fdi). Insorge Manola Gironacci di Viviamo Civitanova: «Eravamo interessati anche noi, ma ci è stato risposto che il Comune non avrebbe partecipato»

di Laura Boccanera
Bando per i Centri commerciali naturali, tra le tre imprese del progetto ce n’è anche quella di un consigliere comunale: è polemica a Civitanova. Manola Gironacci (Viviamo Civitanova): «Eravamo interessati. A noi è stato detto che al bando il Comune non avrebbe partecipato».
La giunta ha approvato la partecipazione al bando della Regione per i progetti integrati tra Comuni e piccole imprese destinati allo sviluppo dei Centri commerciali naturali.
Il progetto, denominato “Civitanova accoglie. Rete integrata tra mare, ospitalità e ristorazione per lo sviluppo del Centro commerciale naturale”, interessa il comparto compreso tra lungomare Piermanni, viale Vittorio Veneto e via Isonzo e coinvolge tre imprese private: Ghibli Srl, Ciak Maurizio e Caterina Srl (Taverna 41) e Andrea Ruffini. È proprio quest’ultimo nome ad aver acceso il dibattito politico. Andrea Ruffini, infatti, oltre a essere imprenditore e titolare del balneare Antonio, è anche consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia.
La delibera approvata il 24 luglio dispone la partecipazione del Comune al bando regionale, approva il progetto integrato e la partecipazione delle tre imprese aderenti presentato il 21 luglio.
L’investimento complessivo previsto è pari a 165mila euro, con una richiesta di contributo regionale di 50mila euro destinati ai privati e 6mila euro per il Comune, precisando che la concessione e l’importo definitivo saranno stabiliti dalla Regione al termine dell’istruttoria.

Manola Gironacci
A sollevare dubbi e perplessità è Manola Gironacci, capogruppo di Viviamo Civitanova, che rivela come anche Viviamo Civitanova fosse interessata al bando, ma dall’amministrazione era stato risposto che il Comune non avrebbe aderito. «Il 23 aprile 2026, appena venuta a conoscenza del bando, informai personalmente l’assessore al Commercio Roberto Pantella dell’opportunità offerta da questo finanziamento – spiega Gironacci – c’erano commercianti interessati ad investire e il bando non poteva essere presentato direttamente dalle singole attività, era indispensabile il ruolo dell’amministrazione comunale nell’individuare l’area del Centro commerciale naturale, costruire il progetto e coinvolgere gli operatori economici. Ma a maggio scorso l’assessore Roberto Pantella mi comunicò che il Comune non avrebbe partecipato al bando a causa delle difficoltà burocratiche e dell’impossibilità di predisporre tutta la documentazione entro la scadenza. Mi disse “Se sarà riproposto, se ne può parlare per il prossimo anno”. Accettai quella risposta, anche se con grande rammarico – afferma – perché significava perdere un’importante opportunità per numerosi commercianti della città che avevano già manifestato interesse. Oggi invece apprendiamo che il progetto è stato presentato per un’area diversa dal cuore commerciale della città, all’inizio del lungomare sud e fa riflettere che tra le attività indicate ce ne sia una collegata ad Andrea Ruffini consigliere di Fratelli d’Italia. Non sto mettendo in discussione il diritto di queste attività a partecipare, sto chiedendo trasparenza e parità di trattamento»
Infine, Gironacci richiama gli stessi atti amministrativi approvati dalla giunta. «Emerge che la manifestazione di interesse è stata protocollata il 21 luglio, la giunta ha approvato il progetto il 24 luglio e la scadenza del bando era fissata al 27 luglio. In soli tre giorni vengono individuati l’area di intervento, approvato il progetto, individuate le tre imprese aderenti, nominato il responsabile del progetto e autorizzata la presentazione della domanda». Da qui la domanda conclusiva: «Sono fatti riportati negli atti ufficiali. Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni. Io mi limito a chiedere: se pochi mesi prima era stato comunicato che il Comune non avrebbe partecipato al bando per le difficoltà burocratiche, come è stato possibile predisporre e approvare un progetto completo negli ultimi tre giorni utili prima della scadenza?».