Fondi Ue: minacce invece di risposte
Governo e opposizione latitano
E la Regione fa il bello e cattivo tempo

SISMA - La querele paventate contro comitati e cittadini, sono gli ultimi di una serie di atteggiamenti aggressivi verso chi chiede conto delle scelte fatte. I dati sul turismo non sembrano giustificare certi investimenti fuori cratere. Nel frattempo, mentre altri 700mila euro sono stati destinati a fiere e pubblicità, a chi aveva un B&b i funzionari stanno intimando di restituire i contributi dati come aiuto dopo l'inagibilità. In alcuni centri storici si chiede ai terremotati se sono disposti a vendere per creare alberghi diffusi
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Pieve Torina, zona rossa

 

di Federica Nardi

Fondi europei per il sisma, mentre la polemica tra Regione e terremotati continua sono stati assegnati quasi altri 700mila euro per fiere e pubblicità. Moreno Pieroni, assessore regionale al Turismo, da settimane assicura che produrrà un elenco completo delle iniziative finanziate nel cratere con i fondi destinati, appunto, al cratere. Ma nel frattempo gli affidamenti vanno avanti. E a beneficiarne poco o niente è proprio il territorio per cui i soldi sono stati stanziati dall’Europa. Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, ha anche minacciato querele a una terremotata per una svista di contenuto sulla destinazione dei fondi, che in realtà sono andati anche a Pesaro e dintorni. Il rischio sempre più concreto è che, se non saranno chiarite con trasparenza le destinazioni, quei fondi finiscano anche in alcuni progetti (magari ripescati dal passato e presentati come “innovativi”), che con il cratere o il suo sviluppo non hanno nulla a che fare.

DOMANDE SENZA RISPOSTA – La Commissione europea due anni fa stanzia 248 milioni di euro per i «territori colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017». Nel giro di una settimana questi territori diventano però molto più vasti del previsto perché la Regione aggiunge, all’indicazione di priorità («gli interventi dell’Asse saranno attuati prioritariamente nell’area del cratere») poche ma significative parole: «si potrà valutare l’estensione ai Comuni che ricadono in classe sismica 1 e 2». Cioè tutte le Marche tranne una manciata di Comuni. Ma che fine ha fatto quell’indicazione di priorità? E perché il settore turistico (a cui vanno 7,7 milioni del pacchetto), deve attingere dai fondi aggiuntivi per il sisma per finanziare pubblicità, convegni ed eventi ben al di fuori del cratere sismico? Non ci sono fondi ordinari o assi dedicati? Servivano i soldi dell’Asse 8 per prenotare lo stand alla Bit di Milano? Domande che la giunta rimbalza a forza di insulti, minacce o giri di parole per spiegare che il turista di Gradara (a cui vanno 75mila euro dei fondi sisma) potrà visionare dei depliant dell’entroterra Maceratese.

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Matteo Salvini in visita a Peppina durante la campagna elettorale

L’OPPOSIZIONE FANTASMA – Nel frattempo l’opposizione, in Regione, le domande le sta ponendo con un ritardo inspiegabile. Dopo un timido accenno di protesta di Elena Leonardi (FdI), più nulla. Solo ieri i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle hanno incalzato la Giunta sui fondi destinati alle imprese del cratere. Dal governo il silenzio sulla questione (ma anche sul terremoto in generale) diventa sempre più evidente. Tranne Patrizia Terzoni del Movimento 5 stelle nessun deputato o senatore è intervenuto sulla vicenda. Nemmeno quelli leghisti, per cui il sisma è stato un ricco bacino di voti lasciati liberi dallo scontento targato Pd. Quella stessa Lega che però si è ampiamente spesa per condannare la cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano proposta a Matelica, per cui sono intervenuti sia il capogruppo in Regione Sandro Zaffiri che il deputato treiese Tullio Patassini, che il supercommissario Paolo Arrigoni. Forse si trattava di un argomento più “facile” da commentare rispetto ai labirintici fondi europei? I sindaci dei comuni colpiti sono per lo più scontenti, ma tanti non parlano.

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La mappa diffusa dal coordinamento dei comitati Terremoto centro Italia sulla base dell’ultimo report regionale del 2017

DATI E PROPAGANDA – Gli unici a metterci la faccia, per il momento, sono stati i comitati del Terremoto centro Italia e il loro coordinatore Francesco Pastorella. Alle sue richieste di spiegazione sull’utilizzo dei fondi gli è stato risposto di tutto, fino alla minaccia di querela, ma mai nessuna spiegazione chiara sul criterio con cui la Regione sta impiegando i fondi per il cratere da altre parti. Anche perché, i dati sul turismo, raccontano una storia diversa rispetto alla propaganda regionale per cui il terremoto avrebbe decimato il turismo da nord a sud. Una storia sicuramente vera nell’immediato dopo sisma ma che non è sorretta da dati a quasi tre anni dalle scosse. Già nel primo documento che ha portato poi alla richiesta dei fondi aggiuntivi dall’Ue, il dirigente parlando dei rischi sociali ed economici da ricaduta del sisma evidenziava un “livello alto” nelle province di Macerata e Ascoli, “medio” in quella di Fermo, “basso” in quella di Ancona e “nullo” in quella di Pesaro. A conferma di questo, nella “casa” del governatore Luca Ceriscioli, il sindaco Matteo Ricci nel dicembre 2016, a poco più di un mese dalla scossa del 30 ottobre, si vantava dei risultati in crescita sul turismo: «I dati ufficiali sul turismo indicano “Più 5,5 per cento”. Penso che, in realtà, siamo vicini al 10 per cento», dice in un’intervista di quell’anno. Un dato che nel 2017 cresce ancora, arrivando, sempre per voce di Ricci, al 13 percento. Ma nelle vicinanze le cose non cambiano. Senigallia, Ancona, la costa ha conosciuto un vero boom negli ultimi anni. Per cui, c’era bisogno dei fondi dell’Asse 8 per portare turisti al Conero o distribuire gli spot del mare sulla Rai?

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Una delle zone rosse del comune di Castelsantangelo

 

L’ACCANIMENTO E LA SVENDITA – Nel cratere, dove il turismo è fondamentale anche grazie alle bellezze uniche che offre il contesto della montagna, non solo si investe poco o niente ma si penalizzano anche i gestori di B&b, che in molti casi oltre alle strutture crollate si sono anche trovati a dover restituire i 5mila euro dell’una tantum concessa per le attività produttive. Le raccomandate arrivano in questi giorni dalla Regione e una titolare di un B&b terremotato ha lanciato l’allarme su Facebook: «Siamo senza casa e lavoro da due anni e mezzo, può bastare questo? Ricordo che, tra tutti coloro che hanno subito questa immane tragedia, proprio noi, i più piccoli e i meno tutelati, non hanno potuto chiedere la delocalizzazione, che richiedeva un grosso esborso finanziario e che toglieva il diritto di accedere alla Sae e al contributo di autonoma sistemazione. Ricordo, tra tanti casi, quello del suicidio di un amico di Castelsantangelo sul Nera (Massimo Dell’Orso, ndr), letteralmente buttato in mezzo a una strada da una burocrazia cieca e spersonalizzata. Ricordo ai funzionari della Regione che se vogliono mettere in atto altri suicidi tra una popolazione stremata e senza più speranze questa è la strada giusta». Inoltre, in certi comuni, si domanda tramite questionari alle persone che hanno case inagibili nei centri storici se sarebbero disposte a venderle o a metterle a disposizione per un albergo diffuso. Una forma di ospitalità che si utilizza in teoria per far rivivere borghi e centri storici abbandonati ma che nel cratere assomiglia molto a un invito allo spopolamento. Una “svendita” in piena regola in favore di qualche imprenditore del turismo. Manovre che nel Piceno sono già note: il borgo di Cocoscia (Acquasanta), una ventina di case perfettamente ristrutturate in passato con fondi pubblici, a febbraio del 2018 è stato dato in concessione per 20 anni a un immobiliare, in piena emergenza abitativa. Gli sfollati del circondario sono andati altrove.

«NON E’ STATA RISPETTATA LA PROCEDURA» – Nel silenzio della politica comunque i comitati vanno avanti. A seguirli l’associazione Alterego fabbrica dei diritti, che ha assistito la popolazione del cratere da subito, anche tramite sportelli informativi e libricini che spiegavano le norme. «La commissione europea ha deliberato i fondi – dicono i legali di Alterego – e poi la Regione ha aggiunto la specifica indicando che erano spendibili nei comuni di classe sismica 1 e 2. Il problema è che non è stata rispettata la procedura. Questo perché, fin dall’inizio, i comuni del cratere erano indicati come priorità per quei fondi. La Regione avrebbe dovuto prima chiedere ai Comuni del cratere e solo successivamente investire anche al di fuori. Invece hanno defilato i fondi fuori dal cratere, in modo arbitrario. Auguriamo che la Regione agisca in autotutela, ridefinendo le priorità di investimento».



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