«Spesa per i servizi sociali
sotto la media nazionale:
provincia al 48esimo posto»

SINDACATO - L'analisi dello Spi Cgil, bene gli investimenti a sostegno delle persone con disabilità, male il sostegno a famiglie e minori. La segretaria Romina Malaccari: «Occorre una battaglia decisa per il rifinanziamento dei fondi nazionali»

- caricamento letture
Romina Maccari

Romina Maccari

«Nel 2022 i comuni della provincia di Macerata hanno destinato ai servizi sociali 141 euro pro capite (al netto delle compartecipazioni di utenti e Servizio sanitario nazionale), collocando il territorio al 48esimo posto della classifica nazionale e al di sotto della media italiana (150 euro). Un dato complessivo che nasconde tuttavia squilibri strategici e carenze sul piano della parità di genere». A dirlo è il sindacato Spi Cgil di Macerata. Il sindacato dei pensionati esamina settore per settore, l’unico sopra la media è quello della disabilità, mentre per gli anziani è nella media nazionale. Si parte proprio dagli anziani, considerati gli over 65 anni: «la spesa pro capite nel Maceratese è di 94 euro (33esima posizione in Italia), cifra formalmente in linea con la media nazionale di 93 euro». Ma per lo Spi Macerata, il sindacato pensionati della CGIL, questo allineamento non rappresenta un traguardo positivo: «essere nella media italiana significa solo subire una linea nazionale che definisce tetti di spesa del tutto inadeguati rispetto ai reali bisogni della popolazione anziana. Il sotto-finanziamento dei fondi nazionali lascia le famiglie locali sprovviste di un’adeguata rete pubblica di assistenza domiciliare e residenziale».

Il sindacato ritiene che all’insufficienza dei servizi per gli anziani «si somma il crollo degli investimenti nel capitolo Famiglie e minori, dove Macerata precipita al 68esimo posto nazionale con appena 270 euro pro capite, ben lontano dai 362 euro della media italiana. Essendo oltre la metà delle risorse di questa voce storicamente destinata agli asili nido e ai servizi socio-educativi 0-3 anni, questo deficit produce un doppio impatto negativo sul genere: da un lato, la mancanza di nidi e servizi integrativi per l’infanzia impedisce alle madri di inserirsi o permanere nel mercato del lavoro. Dall’altro, la carenza di tutele pubbliche per la non autosufficienza costringe quasi esclusivamente le donne a farsi carico del lavoro di cura familiare non retribuito».

Per l’area Povertà e disagio adulti: «con 16 euro pro capite (70esima posizione in Italia contro i 22 euro di media nazionale)». L’unico capitolo con risorse sopra la media resta quello della Disabilità, con 2.950 euro pro capite (22esimo posto nazionale rispetto alla media di 2.219 euro).

«Non ci si può rallegrare di essere in linea con parametri nazionali del tutto insufficienti a coprire i bisogni reali della nostra comunità – dice Romina Maccari, segretaria generale dello Spi Cgil di Macerata – Occorre una battaglia decisa per il rifinanziamento dei Fondi nazionali per le politiche sociali e le non autosufficienze. Al tempo stesso, i comuni del maceratese e gli Ambiti territoriali sociali devono riorientare le risorse locali verso i servizi per l’infanzia e il sostegno alle famiglie».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X