Chiesto l’annullamento della determina 347 che prevede, nell’Area Vasta 3, sulla possibilità di ricorrere alla mobilità dei medici che possono essere impiegati in funzioni diverse da quelle di cui si occupano abitualmente. Dunque un medico può essere trasferito in un reparto Covid del suo ospedale con funzioni diverse da quelle che svolge abitualmente «tutto ciò senza alcuna comunicazione scritta e firmata dal suo superiore» dice l’intersindacale Asur (che comprende le sigle sindacali Fvm, Uil, Fassid, Fesmed, Cisl, Cgil, Anpo e Cimo) che ha formalizzato la richiesta di annullamento al governatore Luca Ceriscioli, al presidente regionale della Protezione civile, al direttore generale dell’Asur e a quello dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni. L’intersindacale contesta «sia le motivazioni addotte dal dirigente della gestione delle Risorse Umane Trobbiani che l’affermazione del direttore Maccioni secondo cui la sua determina, unica in tutta l’Asur, abbia una valenza storica, e ne chiede il suo immediato annullamento». Secondo l’intersindacale «non è rispettosa della norma che prevede che l’assegnazione ad una struttura complessa diversa dalla propria deve essere disposta con atto formale. L’assegnazione con un ordine di mobilità in urgenza, deve essere firmato dal direttore della Unità operativa complessa, dalla direzione sanitaria o dal direttore di Area vasta ed è valido per 30 giorni, a rotazione tra tutti i dirigenti. La situazione attuale, delicata, specie dal punto di vista delle competenze e delle responsabilità, esige che la procedura formale sia particolarmente corretta, specificando compiti e mansioni nella unità Covid». Per conoscenza la nota è stata inviata anche alla procura di Macerata e al prefetto.
Emergenza Covid, l’Area Vasta 3: «I medici possono cambiare mansioni»
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